Wwworkers lavorare in proprio grazie ad internet

Altro che bamboccioni. Hanno detto di no al posto fisso da dipendenti per rimboccarsi le maniche e avviare un’attività in proprio. Grazie al Web. Sono i wwworkers (www.wwwokers.it), coloro che hanno scelto internet come vetrina o strumento per la propria professione: si va dai designer agli artigiani, dai consulenti legali ai personal trainer, e persino una famiglia di pastori sardi (i Concas) che grazie al Web ha allargato il proprio mercato e offre la possibilità di adottare pecore a distanza. Ma andiamo con ordine: il sito www.wwworkers.it è stato fondato a gennaio 2010 da Giampaolo Colletti, giovane giornalista esperto in media digitali, per raccogliere oltre 2000 storie di professionisti che hanno avviato attività basandosi sul Web, nonostante la crisi. Progetto che poi è diventato un libro, Wwworkers, edito dal Gruppo24Ore.


“Io stesso”, racconta Giampaolo, “ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato in una multinazionale per seguire la mia passione per le nuove tecnologie e mettermi in proprio. Ho fondato Filandolarete srl che crea e promuove servizi editoriali audiovisivi e realizza video per aziende e trasmissioni tv”. Ma come si decide di passare da un posto fisso ad essere imprenditori di se stessi? “In genere”, prosegue Giampaolo, “non è una scelta avventata: molti ci pensano per diversi anni, prima di lasciare il lavoro precedente. È necessario anche mettere da parte una cifra pari almeno a 10 o 20mila euro per avviare un’attività, oltre a credere molto in se stessi ed essere molto motivati, valutare le nicchie di mercato, avere idee forti che intercettino un determinato settore di pubblico”.

Tra i settori maggiormente gettonati dai wwworkers ci sono i servizi alla persone, l’e-commerce, gli artigiani che scoprono il Web per vendere i propri prodotti, ma anche i settori green e biologico. Avviare un’impresa basandola su Internet, ovviamente, non è semplice come dirlo: gli orari sono molto flesssibili e non ci sono cartellini da timbrare, ma si può dover lavorare non-stop anche per 20 ore e nelle festività, inoltre occorrono almeno 24/36 mesi per vedere decollare l’attività. I social network possono essere molto utili, “ma a patto di saperli usare bene”, mette in guardia Giampaolo: “ad esempio chi avvia botteghe artigianali digitali deve usare Foursquare, mentre Twitter e Facebook sono utili per prodotti meno di nicchia”.

I wwworkers sono dotati di spirito imprenditoriale, sicuramente, e di ottima creatività. Come Donatella Venditto, 28enne di Ivrea, che da internet e dalla propria passione per la scrittura ha creato un’attività decisamente non banale. Tramite il suo sito www.noomray.it scrive storie e racconti su richiesta che i clienti regalano ad amici, partner e parenti. Amante della scrittura e scrittrice da sempre, ha avviato questa attività nel 2007 a tempo perso mentre aveva un contratto a tempo indeterminato presso un’azienda di automotive. Ha iniziato a scrivere favole su richiesta per il nipote, quindi ha capito che poteva fare di questa passione e di questa dote un business: ha aperto la partita Iva, ha creato un sito web, è riuscita a pubblicare un annuncio su un noto periodico femminile per promuovere la propria attività e da lì sono piovute le richieste delle sue prime 30 storie ed ora, a distanza di qualche anno e dopo aver lasciato il suo precedente impiego, questo è il suo mestiere a tutti gli effetti. “Scrivo 30/40 libri al mese”, spiega, “alcuni anche di 120 pagine. Ho tracciato preventivamente alcune trame da personalizzare in base alle richieste dei clienti. C’è chi chiede favole per bambini da regalare ai nipoti, chi il racconto della propria storia d’amore da donare al partner, chi un romanzo che abbia per protagonista un amico al quale si avverano tutti i sogni”.

Come per Donatella, anche per Maureen Lacchini, lavoro fa rima con passione e con wwworker. Maureen è una designer esperta di interni, di Web e Comunicazione ed è grazie a internet che svolge il suo lavoro (www.whitehotdesign.it). La sua giornata inizia con una riunione su Skype con i collaboratori, e la rete le serve per comunicare, per prendere spunto, per condividere progetti e relazionarsi con partner e clienti. “Lavoriamo in call conference su Skype”, racconta, “condividiamo i monitor, facciamo le modifiche ai progetti in diretta con il cliente. Pochi giorni fa dovevo presentare una collezione di oggetti di design che ho disegnato insieme a due ceramiste ad un’azienda olandese, e attraverso una gallery digitale dentro ad un’area protetta del mio sito abbiamo potuto far toccare con gli occhi i prototipi di questa nuova collezione”. E da internet prende spunto, ad esempio, anche quando deve rifare e proporre un interno, senza bisogno di troppi libri ma con la conoscenza dei siti giusti. Anche in questo caso, i vantaggi sono quelli di chi lavora in libertà, senza timbrare badge, senza vincoli d’orario e con la possibilità di prendersi tutti i meriti del proprio lavoro, ma con gli svantaggi di un libero professionista: non ci sono tredicesime, ferie né malattie pagate, e spesso anzi si lavora anche molto di più di un dipendente.

Deve dire grazie a Internet anche Filippo Rubini, 30 anni: laureato in Ingegneria Gestionale a Bologna, ora si occupa di importare e diffondere borse shopper ecologiche (www.eco-shopper.it). Dal 2006 al 2009 ha cambiato lavoro ogni 3-4 mesi, e nemmeno un contratto a tempo indeterminato l’ha fermato nell’azienda che l’aveva assunto. “Sono una persona ambiziosa”, racconta, “un lavoro da impiegato mi annoiava e volevo mettere in pratica le conoscenze acquisite con la laurea per mettermi in proprio”. Lo spunto è arrivato dopo un viaggio in Australia durato 3 mesi, nel 2006, durante il quale ha avuto modo di vedere quanto fossero diffuse le shopper, dai supermercati ai negozi di abbigliamento. “Mi sono piaciute molto”, dice, “e ho pensato di diffonderle anche in Italia”. Da buon wwworkers, Filippo si basa sul Web per interagire con i clienti, soprattutto all’estero. “E’ grazie alla rete che cerco clienti e fornitori”, spiega, “importo le borse di vari materiali come carta, poliestere, juta, dalla Bulgaria e dalla Grecia, e le faccio personalizzare con loghi e immagini per i clienti che le adoperano come oggetti promozionali ma non solo”. E non esclude, in futuro, vedendo come procede questa attività che oggi lo impegna full time ed è il suo lavoro a tutti gli effetti, di potersi permettere anche di assumere dipendenti.



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