Workaholism: cos’è la sindrome da dipendenza dal lavoro

La psicologa Simona Annunzi spiega cos'è il workaholism, ovvero la sindrome da dipendenza dal lavoro.

Il cosiddetto workaholism, ovvero sindrome da dipendenza dal lavoro, si manifesta attraverso “un’incapacità di regolare le proprie abitudini di lavoro ed eccessiva indulgenza nel lavoro fino all’esclusione delle altre principali attività della vita” (definizione dello psicoterapeuta Bryan Robinson, 1998). Vediamo la storia di Marco (nome di fantasia). Marco lavora in una grande multinazionale. Rientra molto spesso tardi, non esce dall’ufficio mai prima delle 20.00. Ha sempre con sé il pc aziendale e controlla di continuo la casella di posta elettronica. A volte va in ufficio nel fine settimana, perché ha bisogno di documenti o deve completare alcuni report. Altre volte, sempre nel weekend, lavora da casa.Un paio d’ore il sabato e un paio la domenica. Marco è molto appassionato del suo lavoro, ci pensa di continuo.


Quella di Marco è una storia vera ed è comune a tante persone che lavorano in grandi realtà internazionali e non. Purtroppo molte società, molti studi legali e banche abituano i loro dipendenti e collaboratori a ritmi alti di lavoro. Spesso, per contenere i costi, sovraccaricano le risorse per evitare di assumerne di nuove. C’è chi sostiene questi ritmi per non rimanere indietro, fare carriera. Così alcuni finiscono per diventare dipendenti dal lavoro, tanto da non riuscire a staccare nemmeno nei momenti di relax.

Queste persone però, a differenze di quelle affette da altre dipendenze, soprattutto nell’ambiente di lavoro sono molto apprezzate. Infatti il workaholic  è perfettamente integrato nella realtà sociale, poiché rispecchia e incarna il modello produttivo che la società richiede. Dall’altro lato la sfera che viene completamente trascurata è quella familiare e quella personale. Niente hobby, sport, cura di sé, vita affettiva ridotta ai minimi termini. Per chi è affetto da workaholism non c’è più differenza tra ufficio e casa; lavora anche quando è a letto, nel fine settimana o durante le ferie.

Sintomi e cause del workaholism: la parola alla psicologa

Abbiamo parlato di questa dipendenza con una psicologa, la Dott. Ssa Simona Annunzi.

Quali sono i sintomi principali della dipendenza dal lavoro?

Il workaholic è un vero e proprio maniaco del lavoro, prigioniero del suo stesso comportamento compulsivo che, stabilizzandosi nel tempo, ha conseguenze negative sulla sua salute mentale e fisica, sulle relazioni sociali e familiari e sulla sua stessa performance lavorativa. I sintomi di una dedizione eccessiva al lavoro compaiono in maniera graduale finché non arrivano ad occupare l’intera vita della persona, che si isola progressivamente dagli altri e trascura i propri bisogni personali. La dipendenza dal lavoro si manifesta con un’eccessiva quantità di tempo dedicato al lavoro, un’ossessione nella ricerca della perfezione, una tendenza a trascurare le relazioni interpersonali, gli affetti e gli interessi che man mano diminuiscono, con l’acquisizione di uno stile di vita totalmente incentrato sul lavoro e un’incapacità a staccare la spina e rilassarsi, con conseguente assenza di vita sociale. Va da sé che il lavoro diventa la ragione di vita, la priorità rispetto alla propria salute e a quella della propria famiglia.

Quali sono le cause di questo disturbo?

Colui che soffre di workaholism, inconsapevolmente, utilizza gli impegni professionali per colmare sentimenti di vuoto, noia e vissuti di solitudine che tornano non appena tenta di staccarsi dal lavoro. Per questo e per l’insieme della problematiche fisiche, psicologiche e relazionali connesse alla dipendenza, è necessario far notare al workaholic il suo comportamento esagerato. La difficoltà principale in questo caso è proprio far riconoscere consapevolmente al dipendente da lavoro di avere un problema, essendo il lavoro un’attività riconosciuta e stimata a livello sociale. Come per ogni dipendenza anche il workaholism ha un’origine multifattoriale. Tra i diversi fattori, la famiglia di origine sembra avere un ruolo cruciale nello sviluppo di questa dipendenza che può essere considerata il risultato di un comportamento appreso, un apprendimento familiare tale per cui è necessario mantenere degli standard elevati e dedicarsi ad attività performanti.

Qual è il percorso da affrontare per non soffrire più di workaholism?

Considerata l’importanza del funzionamento familiare nello sviluppo, nel mantenimento e nella trasmissione intergenerazionale del workaholism, il ricorso alla terapia familiare è un percorso auspicabile per fermare questa dipendenza. Gli obiettivi della terapia familiare si focalizzeranno sul miglioramento della comunicazione tra i membri della famiglia e sull’opportunità data a ciascuno membro di esprimere le proprie emozioni raccontando le sue esperienze.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS