WhatsApp gratis, il ritorno

Molti gli obiettivi di WhatsApp per il 2016. Il primo, già annunciato è quello del ritorno alla gratuita dell'arcinota chat.

Una volta avevamo WhatsApp gratis. E a breve lo riavremo, almeno stando alle ultime dichiarazioni del suo fondatore Jan Koum. Verrà infatti eliminato il canone di 0.89 euro (una sorta di pro-forma, a dirla tutta, data la straordinaria esiguità della cifra), che pare abbia causato a WhatsApp non pochi problemi. La chat per smartphone più popolare al mondo conta oltre 900 milioni di utenti, ma alcuni non sarebbero raggiungibili, o comunque lo sarebbero con svariate difficoltà, proprio a causa del pur ridottissimo canone. Difficoltà che deriverebbero, ad esempio, dalla mancanza del possesso di una carta di credito (attraverso la quale si paga ìl canone). In questo senso, ha fatto sapere WhatsApp, le persone in questa condizione hanno manifestato la paura di perdere i contatti dopo il primo anno, dovendo pagare un canone e non potendolo fare a causa della mancanza di una carta di credito.


Non è questa però l’unica questione che ha spinto Koum a far ritornare WhatsApp gratis. Concorrenti come facebook messenger ad esempio, ormai tallonano l’arcinoto simbolino verde da molto vicino. In quest’ultimo caso, stiamo parlando di 800 milioni di utenti, derivanti per giunta dal social più famoso e diffuso, che usufruiscono del servizio in modo totalmente gratuito. WhatsApp gratis non avrà nemmeno banner pubblicitari. Non ci saranno insomma pubblicità di “parti terze”.

L’obiettivo di quest’anno sarà invece quello di mettere in comunicazione gli utenti con le aziende con le quali desiderano interagire, via WhatsApp appunto. Un esempio portato dall’azienda in un post sul proprio blog (che conferma la notizia del ritorno di WhatsApp gratis) è quello di poter comunicare con la propria banca. Nello stesso post l’azienda ha sottolineato quanto dichiarato anche dal fondatore Koum: “siamo cresciuti – si può leggere – e abbiamo scoperto che qualcosa non ha funzionato bene”. La frase fa esplicito riferimento al pagamento del mini-abbonamento da 0.89 euro, del quale è stata decisa l’eliminiazione.

 



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