Web Summit Lisbona, il Premier Antonio Costa ed il Governo Portoghese ci credono ed investono

Centinaia di migliaia i posti di lavoro generati e 110 milioni di euro versati all'organizzazione del Web Summit (con aspettativa di rientro di 3 miliardi di euro)  per garantirne la presenza per i prossimi anni. Intervista al premier portoghese ed al Capo dello Staff del Web Summit

Cosa spinge il piccolo paese iberico ad accogliere il Web Summit ed investirci in maniera massiccia?  Per avere alcune risposte ho intervistato  il primo ministro portoghese Antonio Costa, presente al Web Summit 2018 tenutosi a Lisbona dal 5 all’8 novembre.


Helena Hagan e Tony Blair

Stando alle sue parole sono stati già creati 320.000 posti di lavoro negli ultimi 3 anni (da quando il Web Summit è approdato a Lisbona). Il che in un Paese con poco più di 10 milioni di abitanti è un numero straordinario. “Ora”, sottolinea Costa, “l’obiettivo principale è quello di generare posti di lavoro sempre più qualificati e ben pagati”.


estratto di intervista di Helena Hagan di Bianco Lavoro al primo ministro portoghese

Ma cosa è il Web Summit e perché fa così bene all’economia

Vediamo un po’ cosa ne pensano i più importanti media mondiali:

  •  “A grand conclave of the tech industry’s high priests from all over the world” ovvero “Un grande conclave di alti sacerdoti dell’industria tecnologica di tutto il mondo”, così è definito il Web Summit da The New York Times.
  • Secondo The Guardian si tratterebbe del “più grande evento tecnologico in Europa”, mentre Forbes si spinge  oltre, assegnandogli il titolo di “migliore tech event del pianeta”.

Sono presente da 5 anni al Web Summit e voglio raccontarvi in breve la sua storia ed i suoi numeri.

Lo stand di Google, che ha accolto decine di interventi

Il Web Summit nasce nel 2010 come una piccola conferenza incentrata sulle tecnologie web. Nella prima edizione (svoltasi in un Hotel di Dublino) partecipano circa 400 persone. Si tratta di giornalisti, blogger, piccole start-up, imprese locali ed alcuni investitori.  L’idea di realizzare questo evento è venuta in mente nel 2009 ai  tre fondatori  David Kelly, Daire Hickey e Paddy Cosgrave, quest’ultimo (attuale CEO del Web Summit) è stato incluso  nel 2015 da Wired UK nella lista delle persone più influenti nel tech field in Europa.

Nel 2012 i partecipanti sono già saliti a 4.200, nel 2013 superano i 10.000 ed iniziano a prenderne parte persone di fama internazionale come Elon Musk , Tony Hawk ed il primo ministro Irlandese Edna Kenny. Iniziano ad interessarsene anche i media internazionali come Bloomberg Television, CNN, the Wall Street Journal e Wired .

Nel 2015 il Web Summit ha raggiunto oltre 42.000 partecipanti, fra cui molti rappresentanti dei governi di vari paesi, i CEO delle più note società multinazionali, ma anche personaggi dello show-business e dello sport.

Per l’edizione 2016 Paddy Cosgrave decide di spostare l’evento in un altro paese,  secondo le sue parole per motivi di migliore infrastruttura e condizioni economiche sceglie Lisbona, portando al Altice Arena, luogo dell’  Expo ’98, 53,056 partecipanti provenienti 150 paesi nello stesso anno.

Durante ultimi anni si sono presentati personaggi dello show-busines, per citarne alcuni Eva Longoria, Wyclef Jean , Bono degli U2; campioni sportivi come Ronaldinho e Vladimir Klitchko ed anche il campione mondiali di scacchi Garry Kasparov .

I numeri del Web Summit

Noi di Bianco Lavoro siamo stati presenti al Web Summit per la quinta volta consecutiva. Compresa quindi la prima edizione a Lisbona nel 2016 (ecco il reportage del Web Summit Lisbona 2016)  ed  i numeri del 2018 sono stati davvero impressionanti.

  • 70.000 partecipanti provenienti dai 159 paesi del mondo (e considerando che un biglietto di ingresso costa dai 950 euro in su, niente male come fatturato e livello qualitativo dei partecipanti).
  • Oltre 1.800 start-up da tutto il mondo hanno esposto negli appositi desk i loro progetti
  • 1.500 investitori internazionali a caccia di buone idee e start-up da finanziare
  • 2.600 giornalisti di tutto il mondo
  • più di 1.200 speaker, fra cui (ne cito solo alcuni) il creatore del World Wide Web Sir Tim Berners Lee, il fondatore di Twitter, il CEO di Booking, i rappresentanti dei giganti web come Google, Facebook, Microsoft e Samsung.
  • Vari rappresentanti di governi ed istituzioni. Abbiamo avuto l’occasione di incontrare e scambiare alcune parole, oltre al primo ministro portoghese, anche l’ex premier britannico Tony Blair, che è intervenuto a sottolineare la sua contrarietà al Brexit (anche legata allo sviluppo economico e tecnologico del suo Paese). Presente anche Margrethe Vestager, Commissario Europeo per la Concorrenza.

Helena Hagan e Tony Blair

Il Web Summit ha fatto crescere il Portogallo non solo in termini di investimenti, ma ha trasformato la città in una piccola Silicon Valley delle  start-up innovative ed ha dato un’enorme svolta al settore del turismo, coinvolgendo  ristoranti strutture ricettive e pub locali. Altro indotto importante è l’aumento dell’occupazione e la possibilità di attrarre i talenti di tutto il mondo.

Presenti anche le rappresentanze (con relativi stand ed aree attrezzate) di numerosi Governi, intervenuti per supportare le proprie aziende e start-up ma anche per promuovere investimenti nel loro Paese. Solo per citarne alcuni: Francia (presente in maniera massiccia con un network di start-up), Canada, Brasile, Qatar, Spagna, Portogallo, Regno Unito.

Durante il Web Summit ho cercato ed ottenuto un’intervista con Ronan Mooney – Capo dello Staff e Direttore delle Risorse Umane del Web Summit. Ronan ha confermato quanto l’organizzazione dell’evento richieda una costante ricerca di centinaia di talenti da tutto il mondo (sottolineato dalle decine di mega- striscioni WE ARE HIRING in  nei vari padiglioni). A partire da questa edizione è stato assunto un nuovo CTO (figura chiave dell’organizzazione), un cittadino italiano.


intervista completa di Helena Hagan di Bianco Lavoro a Ronan Mooney

A fronte di un investimento di 110 milioni di euro, il governo portoghese ha concordato con il Web Summit una clausola di buyout da 3 miliardi di euro. La clausola di buyout rappresenterebbe l’impatto economico minimo previsto del Summit Web sul Portogallo per i dieci anni di accordo. Un bel colpo quindi per il Portogallo, che vede la sua economia crescere in maniera veloce e su un terreno florido come quello della tecnologia.     (contenuto realizzato in collaborazione con Marco Fattizzo)



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