Voucher INPS: come funzionano e perchè aumentano

Ecco cosa sono e come funzionano i Voucher INPS, e perché non è positivo che il loro numero cresca eccessivamente.

Il loro numero è in costante aumento e, in buona evidenza, non è un dato positivo. Parliamo dei voucher INPS, strumento di veicolo del lavoro accessorio o, se preferite, di quella particolare modalità di prestazione lavorativa, con finalità di disciplinare le prestazioni occasionali non riconducibili a contratti di lavoro, poichè svolte – appunto – in maniera accessoria e saltuaria. Il pagamento di tali prestazioni avviene attraverso i voucher che, negli ultimi mesi, hanno conosciuto un vero e proprio boom.


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Cerchiamo di saperne di più.

Tutto sui Voucher INPS

I voucher INPS hanno un valore di 10 euro nominali: al lavoratore finiranno in mano – al netto delle voci relative alla copertura previdenziale INPS e alla copertura assicurativa INAIL, 7,5 euro.

Nelle intenzioni del legislatore, i vantaggi derivanti dall’utilizzo dei voucher INPS dovrebbero essere molteplici. Da una parte, infatti, il lavoratore può integrare le sue entrate attraverso le prestazioni occasionali, il cui compenso non inciderà sullo stato di disoccupazione, nè costituirà base imponibile per imposizioni di natura fiscale. Per il committente, i vantaggi sono relativi al fatto che potrà beneficiare di prestazioni nella completa legalità, con copertura INPS / INAIL, senza rischiare alcuna vertenza sulla natura della prestazione, e senza dover necessariamente stipulare alcun tipo di contratto.

A proposito di committente, per la legge possono utilizzare i voucher le famiglie, i soggetti non imprenditori, gli enti che non hanno fini di lucro, le imprese familiari, gli imprenditori agricoli, gli imprenditori che operano in tutti i settori e i committenti pubblici.

Dall’altra parte, possono svolgere il lavoro accessorio, con remunerazione attraverso i voucher INPS, i pensionati, gli studenti nei periodi di vacanza, i percettori di prestazioni integrative del salario o del sostegno al reddito, i lavoratori part time, e altre categorie come, ad esempio, i prestatori extracomunitari. In ogni caso, i compensi che vengono complessivamente percepiti dal prestatore non possono superare 5.060 euro netti (6.746 euro lordi) nel corso di un anno solare, di cui un massimo di 2.020 euro netti (2.693 euro lordi) per ciascun committente.

Voucher INPS, è boom

Detto ciò, è bene soffermarsi per qualche minuto sul perchè i voucher INPS stiano conoscendo una così ripida espansione. Una situazione talmente evidente che perfino il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha voluto soffermarsi con particolare attenzione, ricordando che “c’è il rischio che diventino la nuova frontiera del precariato. Che per molte persone diventino l’unica forma di lavoro“.

Per l’Inps, nel suo Rendiconto 2014, solamente in Lombardia il numero dei tagliandi venduti negli ultimi tre anni sarebbe triplicato, passando dalle 3,87 milioni di unità del 2012 alle 6,67 milioni del 2013 e, quindi, a quota 11,67 milioni nel 2014. “Credo che questi incrementi segnalino l’esistenza di un problema. Studieremo con attenzione la situazione” – ha poi aggiunto Boeri, preoccupato per l’incremento delle prestazioni previdenziali di invalidità e delle pensioni sociali sotto i 65 anni – “In Italia c’è davvero bisogno di estendere una protezione sociale al di sotto dell’età pensionabile. Serve un sistema sociale che copra un’intera popolazione”.

Boeri si è poi concentrato sulla prestazione del progetto “La mia pensione“, il nuovo piano Inps che permette a ogni contribuente di poter simulare quella che sarà, presumibilmente, la sua pensione. Già avviato il primo maggio, è per ora fruibile solamente da chi ha meno di 40 anni, mentre dal prossimo 1 luglio sarà esteso a tutti.

Ebbene, in un solo mese si sono già registrati oltre 900 mila utenti, con effettuazione di 235.582 simulazioni. “Penso sia un fatto molto importante che ora il sito Inps sia visitato anche dai giovani” – ha sottolineato Tito Boeri – “Il sistema previdenziale avviato a metà degli anni novanta richiede un’assunzione di responsabilità del contribuente. Penso ai giovani, che magari sono tentati di accettare lavori molto remunerativi al presente ma che non prevedono significativi versamenti previdenziali. Essere consapevoli permette di fare scelte più accurate”.




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