Voucher baby sitter 2016: ok anche per le imprenditrici

Nel 2016 il voucher baby sitter sarà concesso anche alle imprenditrici.

Secondo quanto stabilisce un emendamento alla legge di Stabilità 2016, dal prossimo anno sarà estesa anche alle imprenditrici il voucher baby sitter 2016 concesso alle madri lavoratrici, in sostituzione (totale o parziale) del congedo parentale, da spendere per servizi di baby-sitting e per l’infanzia, erogati da soggetti pubblici o privati accreditati. Dunque, il voucher baby sitting, già disponibile per le lavoratrici dipendenti e parasubordinate, potrà essere richiesto e ottenuto anche dalle imprenditrici.


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image by Yzoa

Introdotto dalla riforma del lavoro dell’ex ministro Fornero, il voucher baby sitter 2016 è una misura finalizzata a supportare le spese di acquisto di servizi all’infanzia, di cui possono beneficiare solo le lavoratrici madri dipendenti della pubblica amministrazione o da datori di lavoro privati, o ancora le lavoratrici madre autonome iscritte alla gestione separata Inps (parasubordinate).

Come già anticipato, il voucher baby sitter 2016 si può ottenere in cambio della rinuncia a tutto o una parte del congedo parentale, e può essere usato alternativamente o per acquistare servizi di baby sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Dal valore di 600 euro al mese per un massimo di sei mesi (3.600 euro totali), per le lavoratrici subordinate la durata massima è fermata a tre mesi (1.800 euro totali) e così sarà anche per le neobeneficiarie, le lavoratrici autonome o imprenditrici. Entro il mese di gennaio, uno specifico decreto disciplinerà la fruizione, per un costo complessivo dell’operazione per il solo 2016 pari a 2 milioni di euro.

Tra le altre novità introdotte attraverso l’emendamento alla legge di Stabilità, viene applicato lo stop del divieto di cumulo al riscatto della laurea. Viene in altri termini cancellato il divieto di cumulo dei periodi di riscatto della laurea con quello dei congedi di maternità, per motivi familiari che sono relativi all’assistenza e alla cura di disabili, purchè non coperti da assicurazione fuori dal rapporto di lavoro. La possibilità di cumulo potrà avere effetti retroattivi.

In ulteriore aggiunta, le novità stabiliscono che dal 2016, chi è andato in pensione tra il 2012 e il 2014 prima dei 62 anni di età, avrà ripristinata la pensione nel suo importo originario, senza la riduzione prevista della riforma Fornero, pari all’1% per ogni anno di anticipato nell’accesso alla pensione rispetto all’età di 62 anni e del 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.



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