Vivere e lavorare in Spagna

Tutto quello che devi sapere per vivere e lavorare in Spagna.

Le città della Spagna oggetto di trasferimenti più frequenti dal resto del Mondo sono senza dubbio MadridBarcellona e Valencia, che offrono ovviamente le opportunità professionali quantitativamente e qualitativamente migliori, senza sottovalutare le isole della Spagna per le opportunità nel campo turistico e non solo.

 

Costo della vita in Spagna

Il costo della vita in Spagna è piuttosto basso, anche nelle grandi città. Una coppia potrebbe vivere più che dignitosamente con una cifra che va dai 17.000 a 23.000 euro lordi all’anno.

vivere e lavorare in Spagna

Alcuni esempi:

Menu veloce ma completo: 7,50-10 Euro.

Una birra locale e una tapa: 1,40 Euro.

Cena ristorante classico: 23-35 euro, vino compreso.

Bollette elettriche per due persone: 40 euro al mese circa, con il 30% in più l’estate per via dell’aria condizionata.

Bollette del gas: 40 euro al mese circa.

Asilo Nido: 100 euro al mese per 5 ore al giorno.

Posto auto in garage: 90 euro al mese.

Abbonamento in Palestra: 30-50 euro al mese a seconda della zona e della qualità.

Biglietto per il cinema: 6 euro.

Taglio di capelli uomo: 12 euro.

Sistema di Trasporto Pubblico: efficiente ed economico.

Affitti (meglio che in Italia): nel centro di Madrid o di Barcellona 11 euro al mese circa a metro quadrato, nel centro di Siviglia o sulla costa circa 6,50 euro al mese a metro quadrato.

In generale Barcellona è la città più cara della Spagna, mentre Madrid lo è un pò di meno.

 

Economia e lavoro in Spagna

La Spagna risente senza alcun dubbio della crisi economica globale, sebbene alcune zone come Madrid (città in grado di produrre da sola il 20% del Pil dell’intera nazione) ne subisca gli effetti negativi molto di meno rispetto ad altre del Paese, piuttosto desolate a livello economico.

Gli ambiti in cui vi è maggior richiesta sono quelli dell’assistenza sociale e del ramo educativo, quello del turismo (con i settori alberghieri e ristorativi davvero floridi, pieni di opportunità ed apertissimi tutto l’anno tra arte, cultura, religione, mare ecc. ecc.), dei trasporti, dell’edilizia, delle telecomunicazioni e dell’energia. La Spagna infatti è molto attenta ed all’avanguardia in materia di energie rinnovabili.

In quanto cittadini dell’Unione Europea gli italiani non necessitano di un permesso di lavoro per essere assunti in Spagna.

I salari in Spagna sono più bassi rispetto alla media europea, ma a Madrid e Barcellona sono più alti rispetto alla media nazionale, seppur accompagnati da un rialzo sensibile anche del corrispondente costo della vita che non è sempre proporzionato allo stipendio percepito.

Per cercare lavoro è consigliabile consultare ed iscriversi alle agenzie specializzate e consultare i seguenti siti internet:

www.infojobs.net
www.empleo.com
www.eurojobs.com
www.jobpilot.es
www.laboris.net
www.monster.es
www.trabajo.es
www.tecnoempleo.com

 

Mettersi in proprio in Spagna

La tassazione in tutta la Spagna è molto meno oppressiva e più conveniente rispetto a quella italiana, con l’optimum rappresentato dal regime fiscale delle Isole Canarie.

In Spagna l’Iva è al 21%, seguita da altre due aliquote ridotte al 10 ed al 4% sui beni di prima necessità. L’Irpef è scaglionata come quella italiana, ma con aliquote in media più vantaggiose rispetto alle nostre.

Il settore in cui vengono aperte più attività da parte degli stranieri è quello turistico, ed in generale trasferirsi in Spagna di questi tempi è più conveniente per chi vuole aprire un’impresa rispetto a chi lo fa per trovare lavoro come dipendente.

 

Vivere in Spagna: Pro e Contro

Sono tanti i vantaggi per chi sceglie di trasferirsi in Spagna dall’Italia, a cominciare da una cultura molto simile alla nostra, dalla vicinanza geografica resa ancora più comoda dai tanti voli low cost che collegano in continuazione le due nazioni, ed anche la lingua (lo spagnolo) è molto simile a quella italiana.

Gli spagnoli poi sono molto ospitali e per niente razzisti.

La tassazione infine è migliore di quella italiana e rende la Spagna un’opportunità per chi intende trasferirsi per aprire un’attività in proprio.

Gli svantaggi ci raccontano una Spagna in difficoltà dal punto di vista economico, con una disoccupazione piuttosto significativa, specie nelle periferie (nelle quali abbiamo assistito negli ultimi anni all’aumento del tasso di povertà, specie in Andalusia, nel sud della Spagna). La burocrazia è lenta ed ingessata, quasi come in Italia, e la stessa cosa dicasi per la corruzione. Il costo della vita è senz’altro più basso rispetto al nostro, ma a volte comunque importante rispetto all’ammontare degli stipendi. Per questo potrebbe rappresentare una buona opportunità quella di vivere in Spagna con uno stipendio fisso italiano, è il caso ad esempio dei pensionati o di chi gode di una rendita vitalizia, come nel caso di chi dispone di immobili tenuti in affitto nel nostro Paese.

In caso contrario consigliamo quindi sempre l’espatrio definitivo solo se si posseggono le competenze giuste che siano in grado di garantire un impiego nel tessuto economico spagnolo.


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