Vivere e lavorare in Giappone

Tutto quello che devi sapere per vivere e lavorare in Giappone.

Oggi vi parliamo di un potenziale trasferimento a migliaia e migliaia di chilometri dal nostro Paese, in particolare in Giappone (vivere e lavorare in Giappone), dove regna una cultura ovviamente molto diversa dalla nostra, con le sue particolarità che comprendono sia vantaggi che vantaggi.


lavorare in Giappone

Costo della vita in Giappone

Per quanto riguarda il costo della vita in Giappone, prendiamo a paragone quello di Tokyo che è alto, ma non impossibile (tranne il mercato immobiliare, ma grazie all’imponente rete efficientissima di mezzi pubblici, si può benissimo scegliere di vivere anche fuori città, certi di poter raggiungere il proprio posto di lavoro velocemente).

Eccovi alcuni esempi:

  • Medicine contro il raffreddore: 14 euro
  • Taglio di capelli in zona centrale della città: 29 euro
  • Benzina 1 litro: 1.03 euro
  • Biglietto mensile trasporti pubblici: 92 euro
  • Taxi (8 chilometri, giorno feriale, tariffa base): 25 euro
  • Jeans di marca: 79 euro
  • Scarpe da ginnastica di marca: 83 euro
  • Affitto mensile per appartamento di 85 metri quadri circa, ammobiliato ed in zona costosa: 2,855 euro
  • Affitto mensile per appartamento di 85 metri quadri circa, ammobiliato ed in zona media: 2,034 euro
  • Bollette per un mese per due persone in appartamento di 85 metri quadri: 212 euro
  • Internet: 27 euro
  • Tariffa oraria aiuto domestico: 29 euro
  • Pranzo nel quartiere degli affari: 8 euro
  • Mezzo chilo di petto di pollo: 4.48 euro
  • 1 Litro di Latte: 1.64 euro
  • 1 chilo di pomodori: 5.78 euro
  • 1 chilo di mele: 5.06 euro
  • 1 chilo di patate: 1.69 euro
  • Mezzo litro di birra nazionale al supermercato: 1.99 euro
  • 1 bottiglia di vino da tavola rosso di buona qualità: 14 euro
  • Pane per 2 persone per un giorno: 2.05 euro
  • Biglietto per il cinema: 13.50 euro
  • Cena per due al ristorante italiano (vino e dolce inclusi): 114 euro
  • 1 cocktail in discoteca del centro: 8 euro
  • Cappuccino (costosissimo): 4.70 euro
  • Birra al pub (500 ml): 4.84 euro.
  • 1 minuto di tariffa telefonia mobile prepagata: 0.26 euro
  • 1 mese di palestra nel quartiere degli affari: 108 euro
  • 1 pacchetto di sigarette Marlboro: 3.51 euro

Lavorare in Giappone

Anche in Giappone ormai da diversi anni c’è la crisi economica ma esso resta uno dei Paesi del Mondo a più elevato tasso di benessere e con tantissime opportunità professionali.

In Italia la politica delle tutele è cambiata con il Jobs Act? Bèh, in Giappone le tutele sono sempre state poche in virtù di una mentalità totalmente orientata al lavoro ed al dovere. Il Giappone ha infatti una cultura del lavoro ai massimi, per niente paragonabile a quella europea (è una vera e propria cultura del sacrificio, della sottomissione quasi dell’individuo ai destini dell’azienda e del Paese), quindi straordinari a go go, considerati di routine, poche vacanze e malattie spesso scalate dalle ferie (ma si tende ad andare al lavoro sempre, a meno che non si stia malissimo).

Attenzione però, non è assolutamente un discorso di sistema economico basato sullo sfruttamento, imperialista o cose simili, è semplicemente una cultura, un modo di pensare che c’è da sempre. Il giapponese sa che è suo dovere lavorare tantissimo, tanto che lo fanno tutti, dipendenti, imprenditori e dirigenti…..non esistono insomma ingiustizie dove c’è qualcuno, magari una persona con un ruolo elevato, che si approfitta del lavoro degli altri. Un esempio: un mio professore all’università mi raccontava che dopo un viaggio in treno in Giappone di quasi 10 ore, il capo treno era passato a chiedere scusa a tutti in ogni vagone per un ritardo totale di soli 3 minuti. Ve lo immaginate in Italia? 🙂

Le norme sull’immigrazione in Giappone sono abbastanza severe e sebbene gli italiani possano raggiungere il Paese e rimanervi senza eccessive formalità fino a 90 giorni, rimanere per vivere e lavorare è sicuramente più difficile. Per riuscirci sarà necessario trovare un’occupazione.

Se poi si vuole avere possibilità concrete di avere successo in Giappone, è necessario imparare il giapponese (lingua non certo facilissima per noi italiani) prima di trasferirsi.

Queste la categorie dove noi italiani abbiamo le maggiori possibilità di trovare un lavoro:

  • commercio: gli scambi commerciali tra Italia e Giappone sono elevatissimi e tantissime sono le aziende italiane che operano in Giappone, e giapponesi che hanno bisogno di personale madrelingua, o con un’ottima conoscenza della lingua italiana, per i loro affari nel nostro Paese appunto.
  • Insegnamento: si ricercano sempre tanti insegnati di italiano, con il titolo abilitante per esercitare tale professione. In genere l’esame DITALS è sufficiente.
  • Finanza: Tokyo è anche uno dei più grandi centri dell’Asia per quanto riguarda investimenti e capitali, quindi le banche giapponesi e quelle straniere ricercano spesso analisti, specialisti di finanza, matematici, promotori, specialisti di Borsa ecc. ecc.
  • Ristorazione: chef o personale di cucina e sala a go go, visto l’enorme successo che ha la cucina italiana in terra nipponica. Tanti davvero i ristoranti italiani, gestiti sia da giapponesi che da italiani trasferiti.

Tokyo con i suoi 20 milioni di abitanti è una delle maggiori metropoli mondiali e rappresenta ovviamente la città giapponese in cui è più facile trovare lavoro (classificandosi come una grandissima piazza finanziaria e commerciale), anche per gli stranieri. Tokyo però, come dicevamo sopra, è anche la città nettamente più cara della zona.

Aprire un’attività in Giappone

Si può immigrare in Giappone anche per mettersi a svolgere lavori autonomi.  In questo caso però dovranno essere fornite garanzie di carattere patrimoniale e la dimostrazione di possedere le adeguate competenze per farlo.

Vivere in Giappone: Pro e Contro

Non è vero che i giapponesi trattano male gli stranieri, chiedono esclusivamente un buon livello di integrazione…….quindi se la loro cultura o i loro modi di pensare non vi piacciono in senso assoluto, trasferirsi in Giappone non rappresenta di certo una buona idea. Da considerare però che in questo discorso di rapporti con gli stranieri, gli italiani sono quelli visti meglio nel Paese nipponico, situazione questa frutto di un’amicizia storica che ci rende a loro simpatici, quasi diversi da tutti gli altri stranieri, nonostante anche la nostra cultura sia molto differente dalla loro.

Da segnalare i buoni livelli salariali dei lavoratori giapponesi (con la lira le differenze in proporzione erano abissali, ora con l’euro forte sullo yen di meno), che collegati al costo della vita garantiscono un tenore di esistenza in media migliore del nostro.

Sanità ed istruzione sono poi quasi il top a livello mondiale, nulla di paragonabile a quello che accade nel nostro Paese.


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  • […] valore, dalla consulenza allo sviluppo dei sistemi, fino all’outsourcing. L’azienda ha sede in Giappone, a Tokyo e opera in oltre 50 Paesi. NTT DATA inizia nel 1967 la sua attività come business unit […]

  • AkibaLover 7 mesi

    ma dove vivi? io vivo a tokyo e non è cosi per grossa parte delle cose scritte in questo articolo. fateli scrivere ai residenti questi articoli perfavore..

  • Naruto Uzumaki 7 mesi

    Sarebbe un sogno vivere in Giappone.