Vivere e lavorare a Barcellona, intervista ad un giovane laureato in Scienze della Comunicazione

Marco Boccafoli, giovane laureato in Scienze della Comunicazione, ha scelto Barcellona per intraprendere la sua prima esperienza professionale dopo la laurea. Vediamo la sua esperienza e i motivi per cui vale la pena trovare un lavoro all'estero.

Tra le destinazioni europee più conosciute, Barcellona, la capitale della Catalogna, regione nord-orientale della Spagna, rappresenta sempre una meta ambita per i giovani in cerca di un’occupazione all’estero. Marco Boccafoli, giovane laureato in Scienze della Comunicazione, ha scelto proprio la città di Gaudì per intraprendere la sua prima esperienza professionale dopo la laurea.


Lavorare a Barcellona

Lavorare a Barcellona: intervista a Marco Boccafoli

Ambizione e un’ottima padronanza della lingua inglese lo hanno aiutato ad affrontare colloqui con aziende internazionali fino ad essere assunto alla Airbnb a Barcellona. Abbiamo intervistato Marco tramite la chat di Whatsapp grazie alla quale ci ha raccontato la sua esperienza professionale e i motivi per cui vale la pena vivere una esperienza di lavoro all’estero.


Marco, sei modenese ma vivi e lavori a Barcellona. Perché hai deciso di lasciare l’Italia?

Dopo la laurea in Scienze della Comunicazione ho cercato lavoro, inviando il mio cv ad aziende italiane ma senza trovare qualcosa che mi desse la scintilla. Allora mi sono detto che, finché sono single e ho ancora 25 anni, potevo fare un’esperienza di lavoro in Spagna, almeno per provare.

Com’era il tuo spagnolo prima di partire?

Ho imparato lo spagnolo letteralmente da autodidatta durante l’esperienza fatta all’Erasmus a Barcellona due anni fa. Oggi ho migliorato la fluidità e la conversazione, dovendo parlare per lavoro anche con tanti clienti sudamericani.

Quale attività svolgi a Barcellona?

Lavoro nel servizio clienti di Airbnb, un portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera, anche per brevi periodi. Non è sicuramente il mio ambito desiderato, né quello per cui ho studiato. Però sto imparando tanto, anche cose non belle. Essendo qui dal mese di maggio, va benissimo così.

Come sei arrivato a lavorare per Airbnb?

Dopo la laurea ho iniziato ad inviare tanti curriculum, prima ad aziende italiane e poi all’estero. Oltre al passaparola mi sono affidato a strumenti di ricerca del lavoro come i portali specializzati Indeed e Turijobs ma anche Linkedin. Dopo l’Università ho utilizzato altri portali specialistici rivolti a chi sta cercando un tirocinio retribuito. Nel mio caso mi è stato utile anche il sito ww.europeanlanguage.com, un portale multilingua per trovare lavoro all’estero.

Raccontaci il tuo colloquio di lavoro con i selezionatori di Airbnb

L’ azienda ha organizzato un colloquio di gruppo, composto inizialmente da 154 persone. Ne sono state selezionate 7, me compreso. Il selezionatore ha poi guidato il colloquio interamente in lingua inglese con domande sui temi tecnologia e web. Ciascun candidato doveva sostenere le proprie tesi, confutando quelle degli altri. A parità di preparazione la discriminante che ha favorito la scelta di un candidato rispetto ad un altro è stata la padronanza della lingua inglese.

Qual stata la tua prima mansione?

Inizialmente ho lavorato nella call center di Aribnb , centro di assistenza per i clienti italiani. Da qualche mese, invece, rivesto il ruolo di agente rimborsi. Si tratta di un lavoro di grande responsabilità, occorre svolgere indagini accurate soprattutto nei settori rimborsi, pagamenti, cancellazioni di prenotazioni e recensioni. L’ attività mi piace, lavoro in un contesto internazionale, con una squadra di 10 colleghi, ragazzi e ragazze dai 20 ai 40 anni, ognuno di loro con una storia professionale e umana molto diverse.

Quanto guadagni?

La paga oraria è di 18 euro lordi (9,70 netti) per 39 ore settimanali con 2 week end al mese di lavoro. Si lavora per turni prestabiliti, dalle 9 alle 18 o dalle 13 alle 22 a rotazione, per dare assistenza ai clienti in tutto il mondo.

Con quale tipo di contratto sei stato assunto?

Sono stato assunto con un contratto Obra et Servicio, tradotto in italiano “opera e servizio”. Il contratto ha una durata in generale di 3 mesi. Se il lavoratore continua a lavorare superando la data prestabilita per la fine del contratto, esso diventa automaticamente indefinito. E una misura per evitare che le aziende assumano solo con contratti Obra et Servicio.

Quanto costa vivere a Barcellona ?

Il costo della vita non è più abbordabile come qualche anno fa. Per quanto riguarda l’alloggio, spesa principale da affrontare, crescono i prezzi, sia per l’acquisto della casa, sia degli affitti, data la grande richiesta di case da parte di studenti e lavoratori provenienti da tutto il mondo. Ovviamente Barcellona, come moltissime città in Spagna, è una destinazione turistica per eccellenza. Nelle zone centrali il costo della vita è quindi più alto, sia per quanto riguarda caffè, bar e ristoranti, che per le spese quotidiane nei supermercati. Rispetto alla prima volta che sono venuto qui (tre anni fa, durante il mio anno Erasmus a Barcellona), i prezzi sono cresciuti in modo significativo. Per fare un esempio, nel 2015, una birra in un bar normale tre anni fa costava 1,50 euro. Oggi costa 2,80 euro.

Quali sono i principali scogli burocratici/pratici per chi si trasferisce in Spagna?

Ottenere il NIE (Número de identificación extranjeros) )per me stato facile in quanto ex studente Erasmus, ma in generale il NIE va richiesto alla Officina de Extranjero della Delegacion del Gobierno e viene rilasciato per motivi economici solo a chi ha un contratto di lavoro. Il NIE corrisponde al Codice fiscale italiano. Ottenere la documentazione per lavorare a Barcellona è veramente lungo e complicato. La domanda di lavoro è enorme e ogni mese aumenta: conosco persone, provenienti da paesini lontani diverse decine di chilometri da Barcellona, che hanno dovuto presentarsi presso i centri accreditati alle 3 di mattina.

Sotto quali aspetti è migliore o peggiore dal punto di vista della meritocrazia e mentalità imprenditoriale?

A Barcellona, guardando le piccole-medie imprese private (catalane e non) l’ambiente lavorativo è estremamente meritocratico, internazionale e fluido. La conoscenza delle lingue sta diventando un dettaglio particolarmente apprezzato e ricercato (sono richieste le lingue nordeuropee, svedese, olandese, danese…). Se invece si guardano le imprese statali o i grandi colossi dell’economia catalana il mondo cambia completamente a partire dalla richiesta della lingua straniera, rigorosamente catalana.

Quali opportunità lavorative/attività/investimento è conveniente praticare per un italiano a Barcellona?

Aumentano le opportunità nei seguenti settori: culinario, marketing, assistenza clienti, organizzazione d’eventi. Oltre a questi stanno crescendo notevolmente posizioni in ruoli di segreteria, accoglienza e guide turistiche.

Ringraziamo Marco per la sua testimonianza che ha voluto condividere con tutti voi. Lasciare tutto per lavorare all’estero è senz’altro una scelta coraggiosa, che implica alcune rinunce e sfide da affrontare ma anche tanti vantaggi come la possibilità di conoscere bene la lingua del paese dove si lavora e sviluppare, in un ambiente multiculturale, competenze interculturali e interpersonali.



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