Vittoria per i lavoratori dello spettacolo e della cultura: ripristinati i fondi

Per il dirigente sindacale della Cgil Fulvio Fammoni il ripristino dei Fus, ossia dei fondi spettanti allo spettacolo e alla cultura, rappresenta un primo successo dei lavoratori, delle associazioni, delle istituzioni e dei sindacati, che si sono battuti contro i tagli del governo. La decisione è arrivata dopo l’ondata di proteste di manifestazioni contrarie ai tagli nel settore. Il Fus torna a 428 milioni, nei dettagli del decreto entra il Mibac. Il quale indica che questi dal 2011 saranno assegnati in misura permanente al ministero per i Beni e le Attività culturali.

Tali fondi saranno così ripartiti: 149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali.

Il decreto inoltre stabilisce che le misure di agevolazione fiscale in favore dell’industria cinematografica non saranno più finanziate dal contributo straordinario di un euro sui biglietti d’ingresso nelle sale cinematografiche. Il decreto comprende inoltre norme straordinarie per il recupero complessivo degli scavi archeologici di Pompei.

Sarà adottato un piano straordinario di manutenzione, potenziando i poteri di tutela della Soprintendenza, attraverso l’aumento del personale tecnico. Questo provvedimento inoltre permetterebbe al Ministero di assumere unità di personale nei ruoli tecnici scientifici, dirigenziali. Inoltre ciò potrà essere fonte di assunzione per altre figure professionali come ad esempio gli operai specializzati per la realizzazione dei primi interventi.

Tutto questo porterà dei risultati positivi per il mondo della cultura, per l’occupazione e per lo sviluppo produttivo di un settore fondamentale che potrà crescere ulteriormente. Questo risultato, potrà essere accentuato mediante il rilancio di nuove riforme del sistema e di nuovi strumenti di protezione sociale come è stato richiesto dalle organizzazioni sindacali.

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