Visite fiscali pubblico impiego, via libera del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha fornito il proprio via libera per il regolamento che muta la disciplina delle visite fiscali nel pubblico impiego. Un via libera che è tuttavia accompagnato dall’invito – incluso nel parere 139/2017 – di procedere a un’armonizzazione con le norme per i lavoratori privati.


Con il via libera del Consiglio di Stato si pone così un punto fisso nella strada fondamentale per poter permettere l’adozione definitiva del nuovo regolamento,

un decreto interministeriale attuativo di una delle norme della riforma Madia. Il percorso non è comunque terminato: nei prossimi giorni la Funzione pubblica valuterà infatti la possibilità di apportare qualche ritocco al testo prima della firma finale, anche se le eventuali modifiche non dovrebbero essere pesanti considerate le osservazioni che sono state avanzate dai giudici amministrativi.

A proposito di osservazioni, la principale – di cui si è già detto in introduzione – è legata alla necessità di fissare per lavoratori pubblici e lavoratori privati le stesse fasce orarie di reperibilità (un invito che è stato formulato anche dal presidente dell’Inps Tito Boeri). Difficilmente tale invito sarà raccolto nel provvedimento normativo ora in dirittura d’arrivo, mentre è molto più probabile che si passi da un altro provvedimento.

Che il punto delle fasce di reperibilità per le visite fiscali sia “caldo”, è noto da tempo. E non solo: in base alla nuova disciplina le visite potranno infatti essere disposte dall’Inps, con la possibilità di concentrare l’attenzione soprattutto sulle giornate ritenute maggiormente critiche, come quelle vicine a fine settimana, i ponti e le coincidenze con le festività varie.

Tornando alle fasce, per i dipendenti pubblici è noto che la visita del medico fiscale può arrivare dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, anche di un giorno festivo o comunque non lavorativo. A casa dei lavoratori privati, invece, il medico fiscale può fare visita solamente dalle 10 alle 12 e dalle 17 e alle 19, in un arco di sole quattro ore contro le ben sette ore che sono previste per i dipendenti pubblici. Se per il momento le fasce di reperibilità non vengono toccate, lo stesso non si può dire per quanto concerne le modalità di organizzazione delle visite, che saranno ora regolate sulla presenza di un polo unico degli appuntamenti.

In futuro è comunque molto probabile che si possa arrivare all’obiettivo dell’uniformità di trattamento tra dipendenti pubblici e privati. D’altronde, la stessa Funzione pubblica nel confronto con i giudici amministrativi, ha già fatto intuire perché non si è provveduto ora: l’armonizzazione avrebbe infatti comportato una riduzione a quattro delle ore aperte alle visite fiscali nel pubblico impiego, e non un allungamento a sette ore, considerato che l’attuazione della delega Madia non può intervenire sul lavoro privato.

Infine, si evidenzia come tra gli spunti del Consiglio di Stato vi sia stato anche quello sulle modalità di comunicazione telematiche delle informazioni fra Inps e datore di lavoro: l’indicazione del Consiglio è quella di acquisire in via preventiva il parere del Garante della Privacy, sebbene tale passaggio non sia previsto dalla riforma del pubblico impiego.




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