Vini italiani: è crescita, soprattutto degli spumanti

Le cose vanno bene sul fronte delle esportazioni, con il Nord e il Sud America che, nel corso dell'ultimo anno, hanno dimostrato di apprezzare sempre più il nostro vino

Il settore vinicolo ha regalato un anno di grandi soddisfazioni all’Italia, come documentato dall’ultima indagine realizzata dall’Ufficio studi di Mediobanca. Il report, che ha chiamato in causa 136 società produttive di grandi dimensioni, ha infatti rilevato che, nel 2015, il loro fatturato è cresciuto del 4,8%, per effetto soprattutto dell’export che ha fatto segnare un aumento del 6,5%, contro una crescita del mercato interno che non è andata oltre il 3,1%. A trainare il settore dei vini italiani sono stati gli spumanti la cui crescita ha raggiunto, in un solo anno, il 10% e le cui esportazioni sono salite del 15,2%. Come dire che le nostre bollicine sono state particolarmente apprezzate nel mondo. Tanto che i produttori hanno deciso di investire il 37,2% in più. Ma in generale l’intero settore vinicolo – che, nel 2015, ha dato lavoro al 2,4% di persone in più, rispetto all’anno precedente – ha fatto registrare avanzamenti interessanti, visto che gli investimenti, dal 2014 al 2015, sono aumentati del 18%.


Fin qui la panoramica generale, ma lo studio di Mediobanca ha fornito anche interessanti informazioni sulle esportazioni, precisando dove i nostri grandi produttori hanno “piazzato” meglio i loro prodotti. In cima alla lista troviamo il Nord America dove le esportazioni sono cresciute del 13,3% (arrivando a rappresentare il 34% del totale), mentre l’Asia (dove esportiamo il 3,9% dei nostri vini) ha fatto registrare un tracollo del 10%. I nostri “compratori” più affezionati restano i Paesi europei, che acquistano più del 51% dei nostri prodotti vinicoli, ma che nel corso del 2015, hanno importato solo il 3,7% in più. Mentre il Sud America (dove riusciamo ad esportare solo l’1,5% del totale dei vini prodotti a casa) ha fatto segnare un avanzamento più che rotondo, pari al 18,3%. E per concludere l’Africa e il Medio Oriente dove l’export, cresciuto del 3,2% in un anno, è arrivato a rappresentare il 9,1% del totale.

Entrando ancora di più nel dettaglio: l’area studi di Mediobanca ha fornito la lista dei 10 “Top seller” (miglior venditori) del 2015 inserendo Cantine Riunite- Giv, Caviro, Palazzo Antinori, Zonin e Mezzacorona tra le prime 5 posizioni. E completando con Campari Vini, Cavit, Fratelli Martini, Botter e Italian Wine Brands. Stando alle rilevazioni dell’ufficio studi, la Botter avrebbe letteralmente “fatto il botto” nel mercati esteri, incrementando il suo fatturato del 94,5%, mentre La Marca (che non compare nella sopracitata top 10) sarebbe cresciuta del 25,1%, più di ogni altra azienda vinicola presente in Italia. E se il 2015 è stato un anno da incorniciare, anche il 2016 lascia ben sperare: il 92% dei produttori intervistati da Mediobanca ha, infatti, dichiarato di non prevedere cali di vendite per l’anno in corso.



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