Verso nuove prospettive di sviluppo e lavoro nel settore turistico nel Mezzogiorno: un progetto di “turismo dedicato” in Puglia

Nel corso dell'ultimo quarto di secolo il Mezzogiorno, pur avendo registrato un certo recupero di posizioni rispetto al resto dell'Italia, continua a presentare arretratezze, con alcuni paradossi e aspetti contraddittori: eccessiva stagionalità, ridotto apporto economico, scarso appello sia per il mercato estero che per quello interno, scarsa valorizzazione dei turismi d'arte e culturale e d'affari, mancata affermazione unitaria del “Southern Italy”, difficoltà di trasporto aereo, più forte incidenza del fenomeno delle abitazioni per vacanza, promozione delle regioni non coordinata a livello di area e altro. A fronte di questa situazione occorrerebbe un sistema unitario per le strategie di sviluppo e di promozione, fondate in prevalenza sulla confluenza fra viaggio aereo e soggiorno, riferibile anche a segmenti di grande qualità come le crociere e la nautica da di porto, per le quali le potenzialità sono poco utilizzate. Appare evidente che il ruolo delle istituzioni è condizione essenziale, e che necessariamente deve essere conseguito un coordinamento degli assessorati regionali, e delle politiche interassessoriali attraverso la costruzione di reti nel settore dei trasporti,dei beni culturali, dell’ambiente,delle associazioni e degli enti del sociale ecc.. Tra i distretti meglio configurati del Mezzogiorno, emerge in Campania quello cosiddetto dei Due Golfi con i sottodistretti di Capri, Ischia, Napoli, Costiera; altro esempio è il distretto del Gargano in Puglia; ancora, Tropea in Calabria, Catanese, Palermitano, Taormina in Sicilia.


Alcuni retaggi culturali

La sensazione è che si continui spesso a perpetuare un modello di sviluppo e di opportunità di lavoro nel settore turistico ignorando il desiderio di integrità ambientale che i turisti dichiarano ormai da anni, offrendo il medesimo progetto di vacanza tradizionale, quando è ormai chiaro che il visitatore desidera un contatto vero con la cultura locale. Si è convinti che la diversificazione verso la quale si sta spingendo il prodotto turistico deve consistere esclusivamente di sagre e fiere, visite a musei, portando avanti l’idea che il turismo sia solo vacanza quando si sa bene che la componente dei viaggi per motivi di lavoro, anche e soprattutto di elevatissima qualità, sta assumendo sempre maggiore importanza, sul piano della capacità di spesa oltre che sui numeri degli arrivi internazionali. Si continua infine a pensare che il turismo funzioni soltanto quando sia settore dominante dell’economia di una regione, mentre il carattere di plurifunzionalità e trasversalità gli consentirebbe di assumere ruoli vari e complementari a diversi percorsi di sviluppo.

Prospettive di sviluppo e di lavoro nel turismo

A questa visione del turismo, corrisponde un nuovo approccio superando qualunque tipo di convinzione preconcetta ed utilizzare tutte le ipotesi di sviluppo compatibili con il potenziale ed i limiti del territorio stesso. A questa esigenza ha risposto, ad esempio, la ricerca europea prodotta, nell’ambito del progetto europeo ESPON sul tema ‘Territorial Dimension of the Lisbon-Gothemburg strategy’, pubblicato e curato dal gruppo CEIS-Tor Vergata, che ha offerto alcuni spunti di riflessione. Uno dei punti di forza che si può intravedere è proprio quello di approcciare al territorio per valutarne le potenzialità competitive complessive; da questa analisi emergono le possibilità di sviluppo del turismo e le forme di integrazione potenziale con tutte le variabili del territorio, a partire dagli altri settori dell’economia. Tali concetti si stanno sempre più sta avvicinando a quello di “turismo sostenibile”, legato alla difesa e riscoperta del patrimonio ambientale e paesaggistico , oltre a quella dei prodotti tipici del territorio come agricoltura, settore enogastronomico, cucina mediterranea ecc. Il turismo “storico culturale” è un’altro degli ambiti in grado di determinare crescita occupazionale e sviluppo,coniugandolo con quello religioso attraverso soggiorni e visite nei luoghi dotati di patrimonio artistico, storico, religioso, culturale e paesaggistico; fidelizzando il visitatore per attrarlo in periodo oltre la tipica stagione estiva (destagionalizzazione). La stessa organizzazione di eventi sportivi sul territorio rappresenta una grande potenzialità di sviluppo e crescita occupazionale. Altra strada via di sviluppo è quella di coniugare percorsi turistici fruendo di dati ed informazioni dettagliate attraverso le tecnologie multimediali capaci ad esempio di rendere disponibili virtualmente alcuni percorsi più caratteristici dei centri storici; entrando virtualmente in palazzi storici, chiese, biblioteche, musei, ecc; partecipando virtualmente alla costruzione o alla scoperta del manufatto più caratteristico della zona o ad un evento sportivo o musicale. Vi è infine un’altra forma meno conosciuta quella del “turismo dedicato” capace di promuovere altre opportunità occupazionali e nuove figure professionali capaci di aprire nuovi orizzonti a vere forme di integrazione per le famiglie con persone disabili che intendono andare in vacanza superando le consuete barriere che spesso tendono ad escludere le fasce più deboli del Paese.

Un progetto di “Turismo dedicato” in Puglia

Il Consorzio “C.A.S.A”( Consorzio attività Specialistiche per le diverse abilità) di Bari con lo scopo prioritario di promuovere un cambiamento culturale sul concetto diffuso di diversità, viste le notevoli richieste emerse delle famiglie di persone con disabilità, al fine di restituire loro il diritto a vivere a pieno il tempo libero e le proprie vacanze rispondendo alle esigenze di “svago” di questi ragazzi e delle loro famiglie. Il Progetto “Turismo Dedicato”, promosso dal presidente Dott. Francesco Manfredi si è proposto diverse azioni: il servizio di accompagnamento dedicato a garantire la presenza di un’ equipe di accompagnatori specializzati durante tutto il soggiorno. Tutto ciò permettendo a tutti di vivere a pieno l’emozione di una escursione in varie località del territorio, tra cui le Grotte di Castellana. L’escursione in grotta è resa possibile con modalità, tempi e percorsi dedicati grazie ad accompagnatori specializzati e opportunamente formati prevedendo anche la possibilità di organizzare attività esterne per chi non voglia o non possa entrare in grotta. Infatti, nelle Grotte e fuori dalle grotte, il C.A.S.A (www.consorziocasaonlus.it) si è posto come obiettivo quello di offrire dei servizi organizzando per persone con deficit sensoriali e altre disabilità, laboratori e visite esperienziali basati sulle sinestesie e l’emotività, stimolati dall’ambiente ipogeo e finalizzati alla valorizzazione delle capacità sensoriali di persone con disabilità e non. Inoltre, il progetto offre la possibilità di svolgere attività come escursioni, passeggiate a cavallo o nuoto.

In tutti questi contesti occorrono figure professionali adeguatamente formate da integrare attraverso la nascita di imprese capaci di creare quei servizi in grado di offrire risposte concrete sul territorio, specie nel settore turistico al di là di quelle tradizionali. Cosa pensate di queste iniziative? Quali possono essere secondo voi alcune proposte innovative di lavoro e sviluppo nel settore turistico al sud? Raccontateci le vostre esperienze!

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