Veeno: l’aperitivo italiano conquista l’Inghilterra

Il Regno Unito è un paese che il settore vinicolo guarda con interesse. Con 3.8 miliardi di euro di importazioni di vino e 14.5 milioni di ettolitri importati nel 2014 è uno dei paesi con più opportunità di crescita su questo fronte. Nella prima metà del 2015, nell’import dei vini c’è stata una crescita del 4,5%, rispetto alla crescita media del 2% degli ultimi anni. In questi numeri, l’Italia si è guadagnata una fetta importante di mercato, sia nel segmento dei vini fermi imbottigliati sia degli spumanti. Infatti nel 2014 dall’Italia è arrivato il 18.6% delle importazioni inglesi di vino, si legge sul sito inumeridelvino.it. Nonostante a dominare la classifica dell’importazione dei prodotti vinicoli resti la Francia, Italia e Spagna stanno guadagnando importanti quote di mercato. Delle potenzialità del mercato inglese si sono accorti anche due ragazzi italiani, Nino Caruso e Andrea Zecchino. Vediamo la storia della società che hanno fondato: Veeno.

 

VEENO by AirPixa-0152

La storia di Veeno

Nino e Andrea si sono conosciuti a Manchester, su un campo da calcio. Entrambi lavoravano per delle multinazionali ed erano arrivati in Inghilterra da poco. Dopo sei mesi hanno deciso di aprire un locale, Veeno appunto, per promuovere il modello dell’aperitivo in un paese in cui è quasi sconosciuto. Grazie a risparmi personali e al prestito di una banca inglese, i due ragazzi hanno aperto il primo bar nel novembre 2013. Nino racconta che entrambi andavano lì al mattino presto e dopo l’orario di ufficio. Poi, a un mese dall’apertura, la società in cui lavorava Nino gli ha proposto un trasferimento a Parigi. In quel momento ha deciso di dedicarsi a tempo pieno a Veeno.

“Dopo aver lasciato il mio lavoro, abbiamo elaborato un business plan dettagliato e abbiamo aperto un nuovo locale a Leeds e poi nel novembre 2014 a York. Dopo le aperture dei primi tre store abbiamo ottenuto degli investimenti che ci hanno consentito di fare un salto di qualità e diventare una realtà aziendale. Abbiamo creato un team centrale di persone con esperienza nel campo del design, del marketing, etc. Inoltre, un aiuto significativo, in termini di immagine e di prodotto, ci è stato dato dall’azienda della mia famiglia, da cui importiamo il vino da vendere nei nostri bar.”

È stato poi il turno di Liverpool e Nottingham. Nino ci spiega che “per noi Londra è un altro paese, Londra ha già offerte simili alla nostra in termini di prodotti. Noi abbiamo mirato ad altre città dove la nostra offerta è lontana da quello che è già presente sul mercato.”

La burocrazia

Importare bevande alcoliche nel Regno Unito non è semplice. Le norme in materia doganale sono un dedalo ingarbugliato di regole. I ragazzi di Veeno, per affrontare questa parte dell’attività, si avvalgono di autotrasportatori inglesi, che curano tutti i complessi aspetti burocratici dell’importazione.

Per la restante parte amministrativa e legale, le cose sono state molto più semplici che in Italia. Addirittura, ci racconta uno dei due fondatori, le istituzioni comunali supportano chi vuole aprire un’attività commerciale, poiché è anche nel loro interesse creare posti di lavoro e attrarre persone in centro.

I due ragazzi non sono intenzionati a fermarsi: nel futuro di Veeno infatti c’è una collaborazione con una società che si occupa di franchising, per l’apertura di altri nuovi locali su tutto il territorio inglese “Per questo stiamo cercando ragazzi motivati, volenterosi, capaci, possibilmente italiani, che  vogliano raggiungerci in Inghilterra per aiutarci a sviluppare i nostri piani” conclude Nino.