Vacanze: un italiano su tre spenderà meno di 500 euro

E' tempo d vacanze per gli italiani che, secondo Confesercenti, utilizzeranno con criterio il portafogli spendendo, nel 33% dei casi, un importo massimo di 500 euro a persona

Tempo di vacanze (e soprattutto di mare) per il popolo italiano finito sotto la lente d’osservazione dell’ennesimo sondaggio di stagione. Secondo Confesercenti, stanno per mettersi in viaggio quasi 20 milioni di connazionali che, però, eviteranno di scialacquare troppo le loro finanze. Uno su tre non spenderà, infatti, più di 500 euro.


A esplicita domanda: “quale fattore influirà sulla sua scelta per le vacanze?”, gli italiani interpellati hanno risposto, nel 45% dei casi, “le mie disponibilità economiche“, una percentuale in salita del 5% rispetto alla scorsa estate. Quanto al budget preventivato, come già detto, il 33% spenderà fino a un massimo di 500 euro e il 19%  raggiungerà i 750 euro.

E gli italiani hanno imparato a economizzare anche sul fronte dell’organizzazione delle loro vacanze: circa il 50% ha, infatti, scelto di bypassare le agenzie di viaggio e di prenotare tutto su Internet, mentre il 40% ha optato per un’offerta last minute o ha deciso di mettersi in marcia senza una meta ben definita.

Il mare resta la scelta preferenziale, indicata dal 54% del campione (contro il 48% dell’anno scorso), seguito dal 19% che andrà a visitare città d’arte (la stessa percentuale del 2014). Tra le mete straniere, a vincere quest’anno è la Croazia (scelta dal 27%) che precede di poco la Spagna (premiata dal 26%). Mentre in Italia, sono la Puglia e la Sicilia ad attrarre più di tutte le altre regioni (ci andranno rispettivamente il 17 e il 14% degli intervistati).

Interessante anche il dato che riguarda i mezzi di trasporto che certifica, quest’anno, il primato dell’automobile (scelta dal 65% dei vacanzieri). In pratica, stando ai calcoli di Confesercenti, circa 13 milioni di connazionali stanno per accodarsi nei caselli delle autostrade. A viaggiare con l’aereo sarà, invece, il 23% del campione, una quota in leggera salita rispetto al 21% rilevato l’anno scorso.

E veniamo alla sistemazione: il 36% degli intervistati ha dichiarato di aver prenotato una stanza in albergo (contro il 35% del 2014), mentre il 25% ha optato per una casa in affitto (era il 15% lo scorso agosto). E per risparmiare qualcosa, gli italiani sembrano orientati a “stringere la cinghia” anche sull’alimentazione. In che modo? il 38% di loro si cucinerà da sé (contro il 31% del 2014 e il solo 3% del 2008), mentre la quota di coloro che non rinunceranno al piacere di essere serviti al ristorante, pari al 28%, è rimasta invariata rispetto allo scorso anno.




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