Legge di Stabilità, sindacati e Confindustria “attaccano” la manovra

Al via l’iter che porterà il testo della “legge di Stabilità” al vaglio del parlamento. Attualmente l’unico sostenitore del provvedimento è solo il Governo. Dai sindacati Cgil, Cisl e Uil e Confindustria le critiche sono sempre rimaste allo stesso punto, critiche pronte a scatenare uno sciopero generale con manifestazioni territoriali da gestire, da mettere in campo da qui a metà novembre. E’ la decisione assunta dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Bonanni e Angeletti, per chiedere e sostenere il cambiamento della legge di stabilità in Parlamento. I sindacati hanno dichiarato che presto scenderanno in campo con una piattaforma programmatica con proposte per modificare la legge.


Dalla Camusso leader Cgil, giunge la critica più aspra: “Il 2013 dovrebbe essere l’ultimo anno di recessione, ma se non si cambiano i termini della politica economica non c’è una ripresa che si materializza da sola” – continua dicendo – “Senza domanda interna è difficile immaginare che ci sia una ripresa.

{jcomments on} Sono 5 anni che si ripetono leggi di stabilità e finanziarie che non danno le risposte necessarie”. Per la Camusso occorre quindi indirizzare il cambiamento verso risorse da dare alla riduzione fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati.

Giorgio Squinzi presidente di Confindustria sottolinea come: “la mancanza di coraggio non è da parte delle imprese, ma in questo momento da parte del governo che non ha ritenuto di mettere mano con forza alla riduzione della spesa pubblica. Con 850 miliardi di spesa pubblica, un taglio del 2-3-4% libererebbe risorse enormi: noi chiedevamo 10 miliardi per il cuneo fiscale”. Secondo il numero uno di Confindustria  il governo Letta dovrebbe durare almeno fino all’appuntamento dell’Expo milanese del 2015, un evento che dovrà generare centinaia di posti di lavoro. Per Squinzi un appuntamento importante come l’Expo deve essere presentato in una situazione di stabilità politica.



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