Uscire dalla crisi: 5 motivi per cui l’Italia va meglio di quel che (alcuni) dicono

L'Italia che cerca di uscire dalla crisi: ecco 5 motivi per credere nella competitività del nostro Paese.

L’Italia sta attraversando un lungo e consolidato periodo di difficoltà. E uscire dalla crisi non è certo uno scherzo. Tuttavia, val forse la pena riflettere su quali siano le reali potenzialità del Paese, e comprendere perché, in fondo, le prospettive sul futuro potrebbero essere ben più rosee di quanto si possa immaginare. L’occasione di tale spunto ci è offerta da un valido approfondimento condotto da FederLegnoArredo, Unioncamere, Fondazione Edison e Symbola in relazione alla competitività del sistema Italia.


 

Sulla base del report (qui disponibile integralmente, in formato .pdf), ecco 5 verità, fin troppo sottovalutate, sulla competitività italiana.

Quota di mercato estera

L’Italia è uno dei Paesi che, negli ultimi 15 anni, ha conservato al meglio al meglio la propria quota di mercato mondiale (la quota è oggi al 72,6% di quella che deteneva nel 1999). In altri termini, l’Italia ha dimostrato di sapere reggere meglio di altri concorrenti (dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Francia alla Gran Bretagna), l’impatto delle rivoluzioni avvenute nel corso degli ultimi due decenni: l’ingresso di Cina e altri mercati emergenti nella competizione internazionale, la crisi congiunturale, e tanto altro ancora.

Sostenibilità ambientale

Secondo quanto affermato, avvalendosi dei dati elaborati nel report, e tratti da GreenItaly, l’Italia è tra i principali Paesi dell’Unione Europea per efficienza ecologica del sistema produttivo, con 104 tonnellate di CO2 ogni milione di euro prodotto, e 41 di rifiuti. La Germania, ad esempio, produce 143 tonnellate di CO2 ogni milione di euro prodotto, e 65 di rifiuti.

Pil pressato dalla domanda interna

L’andamento deludente del Pil italiano è penalizzato dal crollo della domanda interna e non, in buona evidenza, dalla competitività dell’industria, la cui forza è ben delineata dal positivo andamento del fatturato estero (+ 16,5% dal 2012, più di quanto sia stato apprezzato quello tedesco e quello francese).

Filiera culturale, grande risorsa italiana

Stando ai dati elaborati da Fondazione Symbola e Unioncamere, per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano in media altri 1,7 sul resto dell’economia (il moltiplicatore varia naturalmente da settore a settore). Complessivamente, il sistema produttivo culturale italiano produce 80 miliardi di euro di ricavi, cui aggiungere 134 miliardi del sistema “attiva”, per un totale di 214 miliardi di euro.

Surplus manifatturiero, l’Italia come pochi al mondo

I dati WTO segnalano che l’Italia è uno dei cinque Paesi al mondo (insieme a Cina, Germania, Corea del Sud e Giappone) ad avere un surplus manifatturiero che supera i 100 miliardi di dollari. Altri Paesi europei (come il Regno Unito o la Francia) sono costantemente in deficit.



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