Usato: in Italia vale 18 miliardi di euro

Dallo "smart chic" amante del vintage al concreto che odia gli sprechi: in Italia sono tutti (o quasi) pazzi del mercato dell'usato

C’è chi lo fa per risparmiare e chi per rendere il suo stile più ricercato e originale. I motivi possono essere tanti, ma la conclusione è una sola: la compravendita di oggetti usati smuove in Italia un business da 18 miliardi di euro all’anno equivalente all’1% del Pil nazionale. Di questa nuova modalità di economia si è occupata la Doxa che, su commissione di Subito.it, ha scattato una fotografia dettagliatissima del mercato dell’usato. Fornendo tutte le informazioni del caso su chi, cosa e dove si acquistano e vendono gli oggetti di seconda mano.


usato

image by Zurijeta

Partiamo col dire che il 44% degli italiani, nel 2015, ha acquistato o venduto oggetti usati. E che 3 su 10 lo hanno fatto su Internet. Più precisamente: il 71% di chi ha acquistato, lo ha fatto per risparmiare, mentre il 57% di chi ha venduto lo ha fatto per liberarsi del superfluo. Ancora: stando a quanto rilevato dalla Doxa, 3 italiani su 5 considerano l’usato un modo intelligente di fare economia, che delinea i contorni di un nuovo sistema più sostenibile. Ma veniamo al “cuore” della ricerca: dove avviene la compravendita di seconda mano? Il 59% degli interpellati ha indicato l’offline (ovvero i mercatini e i negozi dove possono vedere e toccare la merce), mentre il 60% ha scelto l’online considerato il canale più veloce.

E se vi state chiedendo cosa prediligono gli amanti dell’usato, sappiate che chi compra o vende offline premia soprattutto gli oggetti per la casa, l’abbigliamento, gli articoli sportivi e gli hobby. Mentre i più tecnologizzati, quelli che si muovono sulla Rete, preferiscono l’elettronica ai vestiti e all’arredamento. Ma chi sono questi sostenitori dell’economia di seconda mano? La Doxa ha provato a tracciare i loro profili: il 33% di loro ama il cinema, il teatro e i viaggi. E si veste e arreda la propria casa in modo personale. Il 14% è invece appassionato di Internet e di tecnologia e si muove agevolmente nel Web acquistando a poco e vendendo bene. Ancora: il 12% del campione è ascrivibile alla categoria “nostalgici” delle cose antiche, ha una cultura al di sopra della media e tradisce un’attenzione particolare alle questioni ambientali. Mentre l’11% è costituito da persone concrete, che vogliono risparmiare e odiano gli sprechi. A completare la galleria umana degli amanti dell’usato, i cosiddetti “smart chic” (che rappresentano l’8% del campione) che scelgono il bello e il ricercato e adorano il vintage.

Andando, infine, alle informazioni più “economiche”: il mercato dell’usato ha generato, nel 2015, un volume di affari pari a 18 miliardi di euro di cui il 47% prodotto online. Di più: chi ha venduto oggetti usati nell’ultimo anno – ha rilevato la Doxa – ha guadagnato mediamente 1.050 euro e chi lo ha fatto sulla Rete è riuscito a “racimolare” 1.280 euro. Vendere oggetti di seconda mano può rivelarsi, insomma, un buonissimo affare.



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