Università e lavoro: gli strumenti a disposizione degli atenei per il supporto all’inserimento lavorativo

L’Università dovrebbe poter costituire un ideale trampolino di lancio per consentire al giovane laureando o laureato di poter entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro. Effettivamente, soprattutto negli ultimi otto anni (cioè, nel post-riforma), l’integrazione tra il panorama degli atenei e quello delle professioni ha subito evidenti miglioramenti, consentendo in tal modo a una platea crescente di neolaureati di poter trovare un’occupazione qualificata. Ma quali sono gli strumenti a disposizione dei giovani studenti universitari per poter trovare più facilmente una propria posizione all’interno del recinto occupazionale nazionale?

Uffici per il Placement. Una prima struttura che le Università italiane hanno predisposto per favorire l’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro sono gli Uffici per il Placement, punti operativi di incontro tra il mercato del lavoro e l’Università, utili per intensificare le relazione tra le due parti, a beneficio del giovane studente laureato. L’Ufficio si trova in tutti gli atenei italiani (solamente 4 non hanno predisposto ancora la relativa struttura), con sedi nelle varie facoltà. Lo sviluppo del Placement è sostanzialmente recente: una vera e propria evoluzione positiva dello strumento si è infatti avuta nel corso dell’ultimo decennio, con stipula di più di 37 mila convenzioni con le realtà imprenditoriali più affermate.

Borsa della ricerca. La Borsa della ricerca è uno strumento che mette in contatto i ricercatori universitari e le aziende a caccia di “talenti” qualificati. Contrariamente all’Ufficio per il Placement, la Borsa della ricerca non è una struttura permanente, bensì un evento predisposto con periodicità annuale, che prevede una rete di incontri specifici nei quali i giovani ricercatori presentano le proprie proposte ai responsabili di ricerca e sviluppo di alcune tra le principali aziende italiane. Una ghiotta occasione per mettersi pragmaticamente in gioco, e per premiare i talenti più creativi, magari in possesso di intuizioni particolarmente “geniali”, che potrebbero interessare le imprese, sempre a caccia di potenziali brevetti da lanciare sul mercato. Dai dati consuntivi in nostro possesso, sembra proprio che la Borsa della ricerca sia uno degli strumenti giudicati più utili dalle imprese per entrare in contatto con personalità studentesche di alto profilo: uno strumento che potrebbe essere più proficuamente utilizzato nel corso dei prossimi anni, al fine di poter garantire un migliore sviluppo dei contatti tra i laureati e il mondo imprenditoriale – industriale.

Stage. Forma consolidata all’interno dei percorsi universitari italiani, lo stage è un’esperienza formativa che viene realizzata nel contesto lavorativo durante il periodo di studio universitario (più raramente, successivamente allo stesso, se organizzato dall’ateneo). Attualmente, sono più del 60% i giovani laureati che scelgono di effettuare questa tipologia di esperienza: un percorso dalla durata particolarmente variabile, che oscilla tra un minimo di tre mesi e un massimo di 12 mesi. Dell’importanza dello stage all’interno del percorso universitario abbiamo più volte detto nel recente passato, e le stime recentemente formulate da Alma Laurea confortano le nostre impressioni: abbinare un percorso formativo più “tradizionale” (quale quello didattico) con il percorso concreto e pratico sul lavoro, costituisce un interessante mix in grado di conferire al giovane studente – lavoratore una marcia in più rispetto a chi sceglie di concludere l’iter universitario senza dedicarsi (anche) al lavoro. L’impressione, tuttavia, è che l’importanza dello stage all’interno del panorama universitario italiano dipenda dalla volontà degli atenei di strutturare i crediti formativi legandoli alla presenza dei tirocini, piuttosto che a causa di un crescente apprezzamento degli studenti italiani.

Apprendistato. Segnaliamo inoltre l’apprendistato di alta formazione e ricerca, un piano di crescita che consentirà agli studenti di conseguire un titolo di studio (laurea, dottorato, master) nell’ambito dell’apprendistato, ovvero lavorando regolarmente alle dipendenze delle aziende. Purtroppo questo strumento ha avuto meno fortuna di altre “vie” di interfaccia tra il mondo universitario e quello lavorativo, principalmente a causa dell’assenza di un accordo normativo quadro regionale, e all’eccessiva libertà lasciata alle negoziazioni tra poli universitari e imprese.

Career day. Molto diffusi all’estero, anche in Italia stanno prendendo vigore i “career day”, le giornate di orientamento al lavoro dedicate a coloro che cercano una prima occupazione, o desiderano cambiare quella attuale. Le giornate di orientamento sono periodicamente predisposte dagli atenei (almeno una volta all’anno o al semestre) per far incontrare studenti e aziende e, generalmente, vengono strutturate per settori di sbocco.

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