Unbreakfast: così i professionisti over 40 tornano in gioco

Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione in Italia, parlano di un tasso dell’8,5%, cifra che sale al 29,2% tra i giovani in ottobre 2011. Se è drammatico per i ragazzi non trovare un impiego, vedersi proporre solamente contratti atipici (quando va bene) oppure di stage, è altrettanto tragico ritrovarsi a 40-50 anni senza un lavoro. Licenziati pur avendo alle spalle una solida professione, tagliati dall’ufficio risorse umane perché “troppo costosi”. Capita anche ai manager e ai professionisti affermati, di rimanere a casa e di doversi reinventare. E per loro, che avevano investito tutto sulla carriera, accettare un licenziamento non è semplice, così come non lo è sentirsi rifiutare perché “troppo competenti”.

Ma deprimersi non serve: quel che occorre è una rete di contatti e la consapevolezza di potersi rimettere in gioco, anche cambiando mestiere, se serve, o comunque uscendo dagli schemi precedenti. UnBreakFast, attiva a Milano dal 2007, è un’associazione volontaristica che ha lo scopo di aiutare i manager d’azienda, “coloro che seguivano e gestivano persone, soldi e processi”, e i quadri, a reinserirsi nel mercato del lavoro. Persone che sono state licenziate in maniera repentina, per tagli aziendali, fusioni o spostamenti all’estero della produzione, che non sanno come affacciarsi di nuovo sul mercato, che magari hanno tentato la strada del libero professionismo senza successo, ma che sono pronti a prendere la rincorsa per farcela di nuovo. L’idea è nata da Chiara Bonomi, ex direttore della Comunicazione per una grande società del software e attualmente, dopo tre anni in una società di media relations, lavora come libera professionista ed è in procinto di aprire una propria azienda.

“Quando nel 2006 ho perso il lavoro”, racconta Chiara Bonomi, “mi giocavo ogni carta, dagli head hunter ai contatti personali, ma trovavo le porte chiuse perché avevo troppa esperienza. Inoltre avevo 38 anni, troppi per i selezionatori che consideravano un valore avere solo dipendenti under 35, e dire di essere disoccupata era ritenuto una vergogna, così dovevo dire che facevo consulenze. È così che ho deciso di fondare UnBreakFast con lo scopo di far incontrare professionisti che dopo una carriera decennale han perso il posto, così da confrontarsi, darsi consigli anche sulla stesura dei curriculum, tenersi aggiornati sulle posizioni aperte nelle aziende”.

I soci attualmente sono circa 200 e si incontrano ogni giovedì mattina in un bar di Milano, dal 6 dicembre anche a Monza e saltuariamente a Torino. In questo modo si fa rete: “Se ad esempio so che un amico è alla ricerca di un direttore finanziario da inserire”, spiega la Bonomi, “spargo la voce tra i soci che possono inoltrare la candidatura. Abbiamo un bel giro e non sono pochi quelli che hanno ottenuto un lavoro così o aperto una nuova società”.

CHI APRE NUOVE SOCIETÀ, CHI SCRIVE LIBRI, CHI SI REINVENTA

Come nel caso di Emanuele Capra, manager nel settore delle energie rinnovabili, e che, in UnBreakfast da sempre, ha dato vita insieme ad altri soci a Costlab (www.costlab.net), una società di consulenza aziendale per l’ottimizzazione dei costi. “Trasformare una buona idea in un business”, spiega Emanuele Capra, “non è facile. Spesso mancano i soldi da un lato, e dall’altro mancano competenze aziendali. Con il nostro progetto vogliamo offrire consulenza per lo sviluppo industriale delle start up aiutando le imprese a ottimizzare i propri costi per essere competitive, avvalendoci delle nostre competenze e di quelle di professionalità esterne che collaborano con noi”.

Paola Pesatori, invece, è stata per decenni un direttore dell’ufficio risorse umane di un’azienda del settore pneumatici ed è rimasta senza lavoro a 50 anni, nel 2009. Nel periodo di disoccupazione si è avvicinata ad UnBreakfast traendo suggerimenti e consigli per reinserirsi nel lavoro. Ora lavora sempre nel settore delle risorse umane, in un’azienda di articoli sportivi, ma dalla sua esperienza ha imparato che il mercato del lavoro è cambiato, bisogna essere più flessibili, trovare opportunità di crescita anche personale in quelli che sono eventi negativi e magari – perché no? – sfruttare l’ “anno sabbatico” per dedicarsi di più a sé e alla propria famiglia. E la momentanea disoccupazione le ha persino ispirato un libro, Ricomincia da te, in cui si rivolge a ex manager e quadri rimasti senza un impiego, indicando consigli pratici e decisamente umani per riuscire ad andare avanti.

E se a 40-50 anni è possibile, dopo un licenziamento, trovare un nuovo lavoro, è anche possibile decidere di cambiare decisamente la propria strada. Come è stato per Massimo Gozzetti, cofondatore e vicepresidente di UnBreakFast, che incontrando tante persone nell’associazione ha sentito la “necessità di avere strumenti più efficaci per imparare a supportare e seguire le persone”. E così ha fatto un corso di coaching ed è diventato coach: se prima era una passione, ora è anche un mestiere. Massimo Gozzetti infatti, che in precedenza era direttore generale di una concessionaria di pubblicità, a 49 anni ha cambiato vita e lavoro e ha fondato Ubfpartner (www.ubfpartner.com), una società di consulenza aziendale a 360 gradi, che analizza i bisogni alle aziende e offre soluzioni. “Le imprese”, spiega, “si rivolgono a noi per avere informazioni, contatti ma anche riferimenti di professionisti. Noi acquisiamo le richieste, le rilanciamo tra i soci di UnBreakFast ma non solo: organizziamo anche corsi di formazione e percorsi di coaching per sviluppare le potenzialità, le risorse e i punti di forza delle persone”.

DECALOGO PER (RI)TROVARE LAVORO

Qualche consiglio pratico? UnBreakFast ha stilato un decalogo delle “Cose da fare per trovare lavoro”. Eccolo qua:

Inoltre Bianco Lavoro ti consiglia:

#1 – Se cerchi un nuovo lavoro, ti consigliamo il KIT Lavorare sempre, garantito da Bianco Lavoro per la sua qualità ed efficacia!

#2 – Per avere sempre offerte di lavoro reali e verificate in linea con le tue esigenze, fai le tue ricerche e registrarti su Euspert Italia.

  • Non vergognarsi di essere senza lavoro. La disoccupazione non è un’onta, non è una colpa ma è uno stato “normale” nel moderno mondo del lavoro. Disoccupazione e precariato
  • Convincersi che l’età non è un limite. La discriminazione sull’età come sul sesso, sulla razza o sull’origine etnica, sulla religione o sulle convinzioni personali, sugli handicap, sulle tendenze sessuali è vietata per legge. Scivere max 35 anni è come scrivere astenersi omosessuali o no asiatici
  • Cercare un lavoro è un lavoro, ci vuole organizzazione, tempo e atteggiamento positivo e la convinzione profonda che potrebbe essere un’opportunità
  • Uscire, vedere gente, aggiornarsi, andare ai convegni, mantenere e aumentare il proprio numero di relazioni sociali e professionali anche utilizzando i social network. Riscoprire i mezzi pubblici, metro, bus, treno e usare, dove possibile, la bicicletta per spostarsi
  • Leggere almeno un quotidiano al giorno, periodici e magazine. Tutte le biblioteche pubbliche danno accesso gratuito a queste fonti
  • Cogliere l’opportunità per disseppellire i sogni nel cassetto e riscoprire vecchie passioni aiutano a trovare nuove prospettive a creare nuove relazioni e potrebbero diventare un mestiere. Le cose che si fanno meglio sono quelle che piacciono di più
  • Prepararsi un discorso di 2 minuti in cui raccontare la propria storia professionale, le proprie competenze e aspirazioni e la risposta a “che cosa stai facendo”, se ben informato chiunque potrebbe aiutarvi
  • Frequentare persone che ci fanno stare bene e che ci possono aiutare nei nostri progetti, fare favori ed essere disponibili, mettendo a disposizione degli altri la propria competenza
  • Approfittare per rimettersi in forma fisica, dieta e corsa, costano poco e rendono moltissimo. Ricordarsi che gli antichi avevano ragione: mens sana in corpore sano
  • Accendere nelle notti di luna piena una candela bianca accanto al curriculum,non è provato ma pare porti bene e la fortuna è sempre l’ingrediente principale
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