Uffici green: la svolta ecosostenibile del Vietnam

Ambienti semi-aperti, piante, terrazzi e verande: così uno studio architettonico di Hanoi ha scelto di lavorare in "comunione" con la natura

Gli uffici tristi, con le pareti grigie che rendono ancora più faticoso stare seduti a una scrivania? I dipendenti dello studio di architettura “Studio 102” di Hanoi (capitale del Vietnam) non sanno neanche cosa siano. Perché hanno la fortuna di lavorare in un ambiente che presenta caratteristiche completamente diverse e che – cosa ancora più importante – potrebbe aprire la strada a una nuova tendenza: quella degli “uffici verdi”.


uffici green

image by S_Photo

L’idea è stata quella di prendere una casa abbandonata e incompleta di Hanoi e di “convertirla” in un ufficio a dir poco accogliente. Con tanto di piante a fare spesso da muro e di verande e terrazzi dai quali è possibile ammirare la natura tutt’intorno. Alle stanze chiuse dei tradizionali uffici, gli architetti vietnamiti hanno, infatti, preferito spazi semi-aperti (ottenuti abbattendo sezioni di pareti preesistenti) che hanno reso più agevoli i collegamenti tra i diversi ambienti dello studio e dato un tocco di impagabile ariosità. Il tutto realizzato con materiali di recupero che hanno abbattuto i costi della ristrutturazione. Così come la ventilazione naturale e l’ottimizzazione della luce che permetteranno di consumare pochissimo. Almeno rispetto ai tradizionali uffici dove le luci a neon restano spesso accese anche di giorno e i condizionatori, nei mesi più caldi dell’anno, non smettono mai di funzionare. E secondo gli esperti, la svolta “green” dell’ambiente di lavoro non farà solo bene all’ambiente, ma anche ai profitti. Perché, come è facile capire, offrire un ambiente gradevole (anche dal punto di vista architettonico) ai propri dipendenti significa invogliarli a rimanere in ufficio. Mettendoli nella condizione di svolgere meglio le loro mansioni. Alzare lo sguardo affaticato dal computer e imbattersi in un rampicante o in una parete bianca “baciata” dal sole renderebbe, infatti, più rilassato (e dunque potenzialmente più produttivo) anche il più nevrotico dei lavoratori.

 



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