Uffici eco-sostenibili: a Milano il debutto green di Ernst & Young

Luci accese solo in presenza di persone, sale riunioni modificabili e scrivanie mobili: la multinazionale finanziaria festeggia la sua svolta eco-friendly e promuove un nuovo modello di lavoro

C’è un edificio, nel cuore finanziario di Milano, che ha la speranza di “fare scuola”. E’ l’edificio nel quale, a breve, i dipendenti della filiale italiana della Ernst & Young potranno trasferirsi per condividere spazi ampi e funzionali che strizzano l’occhio all’ambiente e alla sostenibilità. Workplace of the future – ha spiegato l’amministratore delegato dell’azienda, Donato Iacovone – rientra tra i progetti chiave della nostra vision che prevede nuove modalità di concepire gli spazi e un diverso modello di lavoro“. I dipendenti della multinazionale britannica potranno, infatti, usufruire di dispositivi tecnologici innovativi e di spazi a basso impatto ambientale, nell’ottica di un ufficio “green” che, in Italia, stenta ancora ad affermarsi.


sostenibilità ambientale

La nuova sede milanese della Ernst & Young è un palazzo di 9 piani con terrazza panoramica. A partire dai prossimi giorni, ospiterà 2.500 lavoratori che siederanno dietro 1.200 scrivanie mobili. L’idea centrale è quella di promuovere un nuovo modo di lavorare incentrato sulla condivisione. “La finalità ultima di questo progetto – ha spiegato ancora Iacovone – è rompere le barriere, permettendo la convivenza di gruppi multidisciplinari e aumentando il coinvolgimento delle risorse attraverso un ambiente di lavoro più naturale e stimolante”. Che non prevede, in pratica, la distinzione in “compartimenti stagni”. Tornando all’edificio: sono presenti due piazze su cui si affacciano gli open space del piano terra e ampie terrazze. E 170 sale riunioni di dimensioni e strutture differenti concepite per soddisfare vari tipi di esigenza (al loro interno si svolgeranno, infatti, le canoniche riunioni aziendali, ma le risorse potranno anche effettuare chiamate personali o radunarsi per approfondire dossier in gruppi più o meno numerosi). E non si dimentichino i punti (hub) per i momenti liberi e le attività di brain storming, con tanto di docce e spogliatoi per i dipendenti più sportivi.

Ma dove sta la svolta eco-sostenibile della Ernst & Young? Nella messa a punto di tutta una serie di misure a basso impatto ambientale. L’edificio ha, infatti, ottenuto la certificazione “Leed-CS v2009” rilasciata ai luoghi rispettosi dell’ambiente e agli spazi salubri e sicuri per chi li occupa. L’immobile, realizzato con materiale edile a contenuto riciclato, dispone di stazioni di ricarica auto elettriche, di un sistema che consente di gestire, in maniera smart, la climatizzazione ambientale e di un altro che prevede l’accensione delle luci, nei vari ambienti, solo in presenza delle persone. Di più: l’ufficio eco-sostenibile della Ernst & Young farà leva anche su innovativi dispositivi tecnologici che dovrebbero abbattere i consumi energetici. Tra questi, il servizio di messaggistica istantanea e videoconferenza per le comunicazioni, che si prefigge di mandare in soffitta i vecchi telefoni fissi.

Ma quanti sono gli uffici eco-sostenibili in Italia? Una stima esatta non esiste, ma studi più o meno recenti riferiscono di una scarsa propensione dei nostri imprenditori a scommettere su ambienti di lavoro innovativi e rispettosi dell’ambiente. La stragrande maggioranza degli edifici dove i nostri connazionali si ritrovano ogni giorno a lavorare è, infatti, vecchia e malandata. E dispone di strumentazioni datate che consumano moltissimo in termini energetici. Eppure, con qualche semplice accorgimento, anche l’ufficio meno avveniristico può diventare più eco-friendly. Mettere in stand-by il computer quando ci si allontana, per un po’ di tempo, dalla postazione è, ad esempio, un buon inizio. Così come tentare di utilizzare con criterio la stampante o il condizionatore. Le luci andrebbero accese solo quando strettamente necessario e spente ogni volta che si esce da una stanza. Per non parlare della carta di cui, negli uffici, si fa ogni giorno uno spreco spropositato. Tentare di trasferire su un supporto digitale documenti, report et similia potrebbe dare un prezioso contributo alla causa ambientalista. Ancora: è bene non dimenticare che anche – e soprattutto – al lavoro la raccolta differenziata va fatta e che a rendere l’ambiente più “green” può essere anche una semplice piantina sulla scrivania (che assorbe anidride carbonica e ripristina la concentrazione di ossigeno nella stanza). E per finire, non si trascuri l’utilizzo dell’ascensore: a meno che il vostro ufficio non si trovi all’undicesimo piano dello stabile, concedervi due rampe di scala a piedi ogni giorno potrebbe fare bene non solo all’ambiente, ma anche alla vostra salute.




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