Truffe nel mondo del lavoro: mini-guida per riconoscerle, evitarle e denunciarle

Da un’indagine svolta dall’Ispettorato del lavoro e dall’arma dei Carabinieri risulta che nel nostro paese dilagano l’illegalità del lavoro nero e lo sfruttamento della manodopera con più raffinati sistemi. Gli illeciti non riguardano solo il rapporto di lavoro ma anche la ricerca di lavoro dove sempre più spesso i giovani e i disoccupati si imbattono in vere e proprie truffe.


Le truffe riguardano diversi aspetti del lavoro: corsi di formazione, banche dati, richieste di denaro in cambio di un posto, promesse di rapidi e facili guadagni, lavoro a domicilio, proposte di affari in franchising e in quote societarie, inserzioni per aspiranti attori o protagoniste del mondo della moda. Inganni che colpiscono soprattutto i più deboli.

L’albo dei raggiri presenta una casistica ricorrente che può essere evitate con doverose strategie di difesa.

Dietro le banche dati molto spesso non esiste una struttura vera e non ci sono rapporti con aziende e con il mercato del lavoro. La richiesta di somme di denaro è il primo campanello d’allarme da non sottovalutare. Molte sono le persone che hanno pagato una somma di denaro eccessiva per essere inserite in elenchi raramente accessibili a società di selezione, più spesso utilizzati per compiere altri raggiri. Gli strumenti più utilizzati sono bollettini di concorsi che hanno lanciato ricerche di personale finalizzate ad incrementare le banche dati, che all’interno contengono un modulo da compilare con il versamento di qualche euro. L’attività di una banca dati è regolata dalla legge 121/81, che obbliga il rilascio della licenza ai sensi dell’art. 16 e dalla legge 264/49, che vieta l’esercizio della mediazione quando il collocamento è demandato agli uffici autorizzati. Le vere società di ricerca e selezione hanno di norma come clienti le aziende, mai singole persone e come tali devono emettere fattura alle imprese che hanno richiesto il loro servizio. Alcune società richiedono un compenso per mantenere il curriculum attivo nella propria banca-dati. Il cliente deve diffidare e riflettere proprio sul fatto che il business si sviluppa soltanto se continua a rimanere disoccupato.

Un’altra possibile truffa può nascondersi anche negli annunci di lavoro che propongono corsi di formazione a pagamento, privo di sbocchi, e finalizzato a professioni inedite o poco conosciute con promesse di rapida espansione e di sicuro impiego nell’arco di pochi mesi. Sono frequenti le proposte di corsi di lingue o d’informatica, presentati come indispensabili per entrare nel mercato del lavoro. Bisogna prestare attenzione al rapporto qualità e prezzo ed è sempre consigliabile preferire corsi organizzati da enti riconosciuti dalla pubblica amministrazione.

Anche le proposte di lavoro a domicilio presentano non pochi rischi. Spesso le società che promuovono questi annunci operano al limite della legalità e mediante una attenta conoscenza dei codici, giocando sulle distanze . Queste ditte hanno una grande capacità di cambiare nome e spostarsi sul territorio nazionale, per cui l’iter giuridico ha poche possibilità di annientarle. Esistono inoltre dei casi, dove sono richiesti soldi per il materiale utilizzato nel lavoro a domicilio che poi non sarà mai spedito. Oppure può accadere che la ditta non paghi la vittima perché richiede la partita Iva o perché il valore della creazione è a totale discrezione del committente. Chi cerca lavoro a domicilio deve rivolgersi agli Uffici provinciali del lavoro dove esiste il registro delle aziende che hanno personale regolarmente assunto. In ogni caso bisogna comunque diffidare sempre di una ditta che chiede soldi in anticipo per cominciare una qualsiasi attività. In caso di dubbio, controllare alla Camera di commercio.

Una delle truffe più subdole dei nostri tempi riguarda la creazione di borse di studio a copertura molto parziale, che nella maggior parte delle situazioni coprono esclusivamente le spese del primo anno scolastico obbligando lo studente a pagarsi a caro prezzo i rimanenti. A questo proposito sarà utile per qualsiasi dubbio consultare preventivamente l’elenco di scuole a rischio fornito da Ministero della Pubblica Istruzione.

E’ necessario fare attenzione inoltre a quelle tipologie di annunci che propongono tirocini interni o personale da avviare con periodi di prova che molto spesso nascondono vere e proprie intenzioni di sfruttamento. In tanti casi con la speranza di una futura assunzione molti giovani lavorano anche per svariati mesi con salari bassi e orari molto duri. Queste società agiscono solitamente nelle regioni depresse economicamente. Tali società dopo aver operato per un certo periodo in una zona, chiudono i battenti e ricominciano la loro attività in un’altra area in cui sono sconosciuti. Questo tipo di raggiri occupa un posto non trascurabile nella graduatoria dei motivi di denuncia presso le associazioni dei consumatori.

Bisogna diffidare di tutti quegli annunci che ricercano imprenditori di successo. E’ necessario ricordare che per essere imprenditori occorre prima di tutto investire è questo rappresenta il punto di partenza di molti raggiri che prevedono versamenti anche superiori a dieci mila euro da parte delle vittime per azioni di società fittizie o per prodotti invendibili. Una volta che il malcapitato è legato in questo modo alla ditta è costretto a diventare un venditore ambulante di questi prodotti oppure a frequentare corsi di formazione tanto inutili quanto costosi.

Una delle truffe che colpisce in particolar modo i giovani sono quelle legate al mondo della pubblicità, della moda e del cinema. È meglio diffidare di quelle agenzie che promettono di avviare modelli e modelle alla professione offrendosi però di fornire a caro prezzo il book (il libro di fotografie indispensabile per esserci, per essere notati), fino a 1.000 euro. Capita che in tal modo il sogno si trasformi il più delle volte in illusione. E per finire se qualcuno vi propone il ricatto del tipo: ” Se sarai carina o carino …avrai un posto in passerella o in tv… Che fare? Se avete rispetto per la vostra persona e intendete fare carriera in modo pulito l’unica cosa da fare è il numero dei Carabinieri.

Un elemento cui prestare particolare attenzione sono i documenti che firmiamo sul posto di lavoro. Può accadere che un datore di lavoro chieda di sottoscrivere una dichiarazione con cui il lavoratore s’impegna a rinunciare ad alcuni diritti oppure afferma di aver ricevuto tutto quel che gli spettava, rinunciando a qualsiasi altra pretesa o rivendicazione. Per fare chiarezza su queste dichiarazioni occorre far riferimento all’art. 2113 del codice civile, che afferma: “Le rinunzie e le transazioni, che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi non sono valide”. Le rinunce sono dichiarazioni di volontà con cui un determinato soggetto decide di non esercitare più un diritto che gli spetta. Le transazioni sono accordi con cui il datore di lavoro e il lavoratori si fanno reciproche concessioni per porre fine a una lite già iniziata o per non dare inizio a una controversia. L’art. 2113 del codice civile prevede che le rinunzie e le transazioni sono ammesse solo se contenute in accordi scritti stipulati ai sensi del codice di procedura civile. Quest’ultimo precisa che le intese con il lavoratore sono valide solo se avvengono in sede sindacale o dinanzi a un funzionario della Direzione provinciale del lavoro.

Quali sono in sintesi le principali raccomandazioni per evitare le truffe nel mondo del lavoro?

1) Diffidare delle aziende anonime che forniscono come riferimento il numero di un cellulare oppure un numero internazionale con i due zeri iniziali. Questo è modo migliore per risultare introvabili dopo aver truffato qualcuno.

2)Non firmare mai documenti in bianco.

3) Leggere sempre il contratto di lavoro dall’inizio alla fine, fino all’ultima parola.

4)Rileggere ciò che si sta per firmare con attenzione, anche le righe e le clausole scritte a caratteri minuscoli.

5)Ricordare che entro sette giorni da qualsiasi tipo di adesione o sottoscrizione (ad esempio a un corso di formazione che non convince fino in fondo) esiste un preciso diritto di recesso;

6)Non versare mai somme di denaro come condizione per avere un posto;

7) Valutare attentamente le inserzioni comprese quelle online. E’ fondamentale sempre prendersi il tempo per riflettere e verificare la validità dell’offerta. Diffidare sempre di chi ha fretta di farvi concludere, anche se vi porta le migliori motivazioni.

8) In caso di dubbi consultare presso la Camera di commercio è possibile consultare il bilancio della società e ottenere altre informazioni utili.

A chi possiamo rivolgerci se siamo vittime di una truffa?

Le vittime di truffe e raggiri nell’ambito di offerte di lavoro, contratti o condizioni di lavoro, possono rivolgersi a:

-Ispettorato del Lavoro della propria Provincia: il quale controlla, verifica e giudica eventuali violazioni in materia lavorativa, per favorire il rapporto e l’accordo, tra datore di lavoro e dipendente. In dettaglio, tutela la salute fisica e psichica dei lavoratori sul posto di lavoro, prevenendo gli infortuni professionali, attesta il rispetto delle disposizioni sulla durata del lavoro e del riposo e attiva particolari azioni di protezione peri giovani, donne incinte o madri che allattano. E’ composto di funzionari della Direzione Provinciale o Regionale con qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria.

Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro: i suoi compiti sono di accertare violazioni in materia giuslavorista e di legislazione sociale. Al personale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro sono attribuiti poteri ispettivi e di vigilanza necessaria per svolgere i compiti di controllo e verifica affidati dal ministero del Lavoro e dalle normative vigenti in materia di lavoro, su tutto il territorio nazionale e anche all’estero.



 

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