Per trovare lavoro serve ottimismo e assertività

Secondo uno studio della Fondazione Italia Orienta, i giovani devono puntare alla "work security". E scommettere su ben precise caratteristiche personali

C’è uno studio realizzato dalla Fondazione Italia Orienta che ha marcato l’accento sulle caratteristiche personali che possono aiutare a trovare lavoro. Secondo gli estensori, ci sono almeno 5 tratti che i giovani che aspirano a far carriera dovrebbero coltivare, con particolare cura, per garantirsi un buon livello di “employability” (occupabilità). Perché? Perché chi li possiede rischia meno di rimanere disoccupato. Anche in un mercato instabile e cangiante come il nostro dove il “posto fisso” appare sempre più un miraggio alla portata di pochi eletti. E dove i continui cambiamenti costringono a fare i conti con sfide sempre più ardue.


Le 5 caratteristiche che incrementano l’occupabilità

Il Rapporto, intitolato “Giovani e carriere”, ha messo in evidenza le 5 caratteristiche personali che incidono sull’efficacia e il benessere quotidiani e incrementano le possibilità di trovare lavoro. Sottolineando che i giovani italiani, più che alla “job security” (sicurezza del posto fisso), dovrebbero aspirare alla “work security” (sicurezza della professionalità) che consentirà loro di adattarsi più agevolmente ai continui cambiamenti imposti dall’attuale mercato del lavoro. Quanto mai flessibile e malfermo.

ottimismo

#1. Autoefficacia: è la fiducia nella propria capacità di ottenere gli effetti voluti con le proprie azioni. Secondo i ricercatori, è un tratto importante perché influenza il modo in cui le persone sentono, pensano, trovano motivazioni e agiscono.

#2. Assertività: è la capacità di far valere i propri diritti – di agire ed esprimere liberamente le proprie opinioni e di esprimere con disinvoltura i propri sentimenti – nel pieno rispetto dei diritti degli altri. Tra le altre cose, i soggetti con un buon grado di assertività riescono a rifiutare le richieste irragionevoli, comunicano agevolmente con gli altri e resistono alle tendenze conformistiche.

#3. Locus of control: è la modalità attraverso cui l’individuo ritiene che gli eventi siano determinati dai suoi comportamenti o da fattori esterni. In pratica, chi tende a credere che le cose vadano bene per motivi che sfuggono al suo controllo, denota una scarsa considerazione delle proprie capacità; mentre chi propende a pensare che i successi siano la conseguenza del suo impegno e delle sue capacità tradisce un buon livello di autostima.

#4. Ottimismo: è la disposizione ad attendersi sempre esiti favorevoli, la tendenza a vedere il classico bicchiere mezzo pieno. Gli ottimisti sono solitamente persone fiduciose, che si aspettano di centrare gli obiettivi che si prefiggono e che vivono le avversità come sfide da superare.

#5. Stile di coping: è l’insieme delle strategie mentali e comportamentali messe in atto da chi deve fronteggiare situazioni traumatiche o di stress quotidiano. Misura il livello di resilienza e la generale capacità a “cavarsela”.

I risultati della ricerca

I ricercatori della Fondazione Italia Orienta hanno pensato di testare il livello di queste 5 caratteristiche personali su un campione rappresentativo di giovani costituito da oltre 1.300 studenti italiani frequentanti le ultime due classi di alcuni istituti superiori (licei, professionali e tecnici). Quella che ne è venuto fuori è una fotografia sufficientemente confortante, che incoraggia a pensare che i giovani italiani abbiano preso piena consapevolezza della difficoltà di trovare lavoro. E puntino a scommettere su quelle “attitudini” che possono incrementare le loro chance di “employability”. “In termini generali, considerando le medie dei punteggi sul campione complessivo – hanno osservato gli autori del Rapporto – emerge uno scenario alquanto incoraggiante rispetto alle caratteristiche personali degli studenti. I punteggi medi relativi ad autoefficacia e ottimismo appaiono discretamente elevati. Anche rispetto alla dimensione dell’assertività, la media degli studenti si colloca nel range assertivo, piuttosto che passivo o aggressivo. Similmente il nostro campione si colloca appena al di sopra della media di popolazione per quanto riguarda il locus of control – hanno spiegato i ricercatori – in altre parole, il locus appare leggermente più esterno, ma comunque molto vicino alla media della popolazione generale adulta. Infine l’utilizzo dei diversi stili di coping appare anch’esso complessivamente sovrapponibile a quello della popolazione adulta”. I giovani italiani sono avvisati: per scongiurare il peggio, occorre allenare l’assertività, l’ottimismo e la fiducia nei propri i mezzi. E confidare in un pizzico di fortuna.




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