Canali per trovare lavoro: è ancora la famiglia al primo posto

Garanzia Giovani, uffici di collocamento, concorsi, bandi & co. Tutto inutile, o quasi: è infatti la famiglia il canale preferenziale e più efficace per trovare un posto di lavoro.

trovare lavoro

E poco importa che qualcuno le chiami, semplicemente, “raccomandazioni”: è dal nucleo familiare, dalle conoscenze personali e da “sponsorizzazioni” più o meno eticamente lecite, che gli italiani attingono per poter trovare un nuovo (o un primo) lavoro. Insomma, l’aiutino dell’amico o del familiare al posto giusto nel momento giusto, funziona ancora.


Secondo quanto affermano i dati presentati dal presidente di Italia Lavoro Paolo Emilio Reboani, nel corso dell’audizione alla Commissione XI della Camera dei Deputati, in Italia il 39,8% delle assunzioni avvenute nel 2012 sarebbe stata scaturita dal suggerimento di amici e parenti. Ragionando in termini assoluti, ciò significa che su un totale di 1.416.531 “avvii” di rapporti di lavoro, ben 564 mila sono stati determinati dalla conoscenza diretta e dalla “spintarella”.

In termini ancora più pragmatici, è la famiglia l’ufficio di collocamento più efficace d’Italia, garantendosi una leadership che non sembra essere scalfita dalle altre “vie” di selezione e di assunzione. Al secondo posto tra i canali maggiormente utilizzati per trovare un’occupazione c’è infatti la richiesta diretta al datore di lavoro, che ha assorbito il 23% dei nuovi occupati o, se preferite, 326.406 persone.

Trovare lavoro: non solo famiglia

Sono invece di gran lunga meno efficaci tutti gli altri strumenti di collocamento – per quanto, in evidenza, con sorti e tendenze molto diverse tra di loro. Gli stage e i tirocini sono utilizzati dal 12% di coloro i quali hanno iniziato a lavorare, coinvolgendo 169.296 persone, mentre l’avvio di un’attività autonoma (il classico “mettersi in proprio”) ha coinvolto l’8,7% dei nuovi lavoratori (quasi 124 mila persone). Per il 5,1% del totale (circa 72 mila persone), il lavoro è invece arrivato da un’agenzia interinale.

Le restanti “vie” consolidano invece percentuali molto basse. Il concorso pubblico frutta lavori per il 3,7% dei neo assunti, gli annunci online il 2,5%, i canali istituzionali dei centri per l’impiego il 2,1%. Male anche il raccordo con il sistema formativo scolastico, uno dei grandi crucci del mondo occupazionale: solamente l’1,7% dei neoassunti ha infatti trovato lavoro grazie alle segnalazioni di scuole, università o altri enti di formazione.

In coda, i “vecchi” annunci sul giornale, che tuttavia conducono lavori per l’1,1% di tutti i neoassunti.




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