Tributi e contributi: è aumento senza fine, +1% in un anno

Tra Imu e Tasi, la vita dei contribuenti italiani non scorre troppo serenamente. A certificarlo l'ultimo Rapporto redatto dal Dipartimento delle Finanze che conferma l'immagine di un Fisco sempre più esigente

A dirlo è anche l’ultima nota diffusa dal ministero dell’Economia: nel primo semestre del 2015, le entrate tributarie e contributive sono aumentate dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Una stima apparentemente contenuta, ma che ha implicato in realtà l’esborso – da parte di tutti i contribuenti italiani – di 3.252 milioni di euro in più.


In pratica: il fisco si fa sempre più esigente, per effetto del +0,6% (pari a 1.319 milioni di euro) che ha interessato le entrate tributarie e del +1,9% (pari a 1.933 milioni di euro) che ha riguardato gli incassi contributivi. Aumenti pesanti, che hanno fruttato alle casse dello Stato 26.200 milioni di euro complessivi alla voce tributi e 104.993 milioni di euro a quella contributi.

Più nel dettaglio: le entrate contributive dell’Inps hanno fatto segnare una crescita (su base annua) del 2% che ha comportato l’esborso di 1.935 milioni di euro in più. E se i contributi dei lavoratori parasubordinati sono aumentati del 4,5% (equivalente a 142 milioni di euro), a diminuire sono stati invece i contributi dei lavoratori autonomi, domestici e agricoli (-82 milioni di euro).

Per quanto riguarda i tributi: a pesare è stata sicuramente la cosiddetta “mini Imu” pagata a inizio dell’anno, ma ancora di più l’acconto Tasi versato a giugno, che ha fatto segnare un aumento del 220,1% equivalente a 2.388 milioni di euro. Se l’anno scorso alcuni Comuni erano, infatti, riusciti a “scansarla”, quest’anno la mannaia della Tasi si è abbattuta indistintamente su ognuno di essi. Con conseguenze pesanti per le tasche degli italiani.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS