Tredicesime 2013, a rischio quelle dei dipendenti privati

Tra pensionati e lavoratori dipendenti saranno circa 33 milioni gli italiani che percepiranno la tredicesima, per una cifra complessiva che si aggira sui 37 miliardi di euro. Quest’anno però i dipendenti delle piccole imprese corrono un forte rischio. Questo perchè: dato che il mese di dicembre presenta una elevata concentrazione di scadenze fiscali e contributive, è possibile considerata la scarsa liquidità a disposizione delle imprese, soprattutto perchè molti decidano di onorare gli impegni con il fisco e di posticipare il pagamento della tredicesima, o di una parte di essa.


Su scala regionale è la Lombardia con circa 6 milioni di persone a detenere  il picco dei lavoratori che incasseranno la tredicesima mensilità. A seguire  il Lazio, con oltre 3 milioni di percettori e il Veneto, con quasi 2 milioni e 900 mila destinatari. Per lavoratori statali e pensionati dunque, non dovrebbero esserci problemi. Per il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, la stessa cosa non può essere affermata per i lavoratori dipendenti del settore privato: “Non siamo in grado di dimensionare l’entità del fenomeno. Tuttavia, abbiamo la percezione che molti imprenditori potrebbero trovarsi in difficoltà nel pagare le tredicesime “.

Secondo la Cgia un operaio specializzato con un reddito lordo annuo di poco superiore ai 21.000 euro riceverà una tredicesima praticamente uguale rispetto a quella dell’anno scorso se non fosse per quell’euro in più, mentre  un impiegato con un reddito lordo annuo di oltre 25.600 euro avrà 2 euro in più nella tredicesima di quest’anno. Chi non riceverà nessun ‘beneficio’ di aumento, si fa per dire, saranno coloro che avranno un reddito lordo annuo di quasi 50.000 euro o superiore. Ma come dicevamo, le preoccupazioni sono ben altre, e sono rivolte non solo a chi probabilmente non riceverà la tredicesima, ma soprattutto a chi uno stipendio anche minimo, proprio non lo avrà.




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