Tre pensieri da fare prima di un colloquio da disoccupato di lungo periodo

Essere disoccupati da lungo tempo è causa di scoramento, a volte di stati depressivi. Così, quando arriva l’occasione di un colloquio si potrebbe essere un po’ troppo mogi per affrontarlo al meglio. Reagire però non è impossibile.

Sei disoccupato ormai da lungo tempo, hai inviato decine, centinaia, forse migliaia di curriculum, ma niente, nessuno ti ha mai risposto, neanche per un no. E’ ovvio, in te nei mesi può essersi generato  uno stato di depressione, o almeno di forte scoramento. Quando succede potresti essere portato a vedere tutto negativo, tutto attraverso un implacabile “pessimismo cosmico”, a causa del quale finisci per pensare che niente di bello più succederà. E così, anche quando arriva, finalmente, la chiamata per un colloquio di lavoro, è possibile che il tuo atteggiamento sia il peggiore possibile, ovvero quello della rinuncia a prescindere. Ci sono però tre pensieri da fare prima dell’evento, inaspettato e positivo insieme, che ti possono aiutare a combattere quella forte negatività che si è impadronita di te nei mesi che hai passato cercando invano un lavoro, vediamo quali sono.

Non ho niente da perdere

colloquioE’ vero, non hai proprio niente da perdere, materialmente parlando. Sei disoccupato e se il colloquio dovesse finire male (speriamo di no), resterai tale. Quindi di che diavolo hai paura? Già perché da temere non c’è proprio niente, visto che niente è esattamente quello che puoi perdere. E’ semplice, tutto molto semplice: preparati, mettici tutto quello che hai, vai lì e spacca. Se poi non funziona, pace, un bel “chissenefrega” e morta lì. Non hai vinto niente e non hai, appunto, perso niente. Anzi, a dire il vero qualcosa ci hai guadagnato. Hai fatto un colloquio di lavoro dopo un lungo periodo, hai, come dire, rotto il ghiaccio un’altra volta. Ti sei, in qualche modo, riavvicinato all’ambiente dal quale per molto tempo sei stato tuo malgrado escluso. E’ vero che è stato solo per pochi minuti, ma è vero anche che per arrivare lì, sei risultato migliore di molti altri che “lì” non ci sono arrivati. Trai ulteriore forza da questo.

E’ la mia occasione

Hai capito? Sì, vero?  Se fino ad ora hai pensato che “tanto non ho niente da perdere” e così facendo ti sei auto invogliato ad andare al colloquio con un po’ di speranza in corpo, il pensiero successivo da fare per conquistare una fiducia maggiore ed aumentare così esponenzialmente le tue potenzialità e quindi le tue possibilità di riuscita, è quello di fissarti bene in testa che “questa è la tua occasione”, quella del riscatto dopo mesi, forse anni di calvario. Dicevamo prima, devi essere pronto a dare tutto quel che hai e per farlo non basta (anche se serve) un pensiero passivo e difensivo come  il “non ho niente da perdere (quindi rischio)”, ci vuole di più. Ci vuole, sopra ogni altra cosa, che tu sia convinto, intimamente convinto, di potercela fare, di poter fare una gran bella figura ed ottenere quel maledetto (leggi benedetto) posto. Se non sei convinto, non darai il meglio di te, e quindi quella possibilità che potresti realmente avere, è come te la fossi già giocata prima del colloquio.

Se penso già di non farcela meglio che non vado

Ecco, ora siamo giunti ad un punto fondamentale, che è questo: è inutile, perfettamente inutile, che tu vada ad un colloquio di lavoro partendo da casa, anzi no, andando a dormire il giorno prima, essendo totalmente convinto che non servirà a niente. Fai prima a non andarci, risparmi tempo, fatica e qualche soldo per l’auto o i mezzi pubblici che dovrai usare. In generale questa è una regola che vale sempre, una regola che più o meno  potrebbe suonare così “Fare cose inutili, è inutile”. Quindi devi decidere se considerare tale una chiamata a colloquio dopo lungo tempo e non andarci anche se vorresti farlo, o pensare che un’opportunità reale esista e la miglior cosa da fare sia cavalcarla fino alla fine, accettando di buon grado anche un eventuale rifiuto, che comunque non cambierebbe la tua situazione attuale.