Vivere e lavorare in Svizzera: costo della vita, lavoro e documenti

Per chi vuole trasferirsi in Svizzera e magari acquisire la cittadinanza. L'operazione non è tra le più semplici, ma non è nemmeno impossibile.

La Svizzera è da sempre una meta non solo lavorativa molto ambita dagli italiani. Questo perché facilmente raggiungibile essendo confinante con il Bel Paese, perché la qualità della vita è piuttosto alta e perché gli stipendi sono decisamente più elevati di quelli nostrani. Certo, trasferirsi in Svizzera non è tutto rose e fiori. Anche il costo della vita è decisamente più alto che in Italia e trovare lavoro non è poi così facile. Insomma, vivere e lavorare in Svizzera è sicuramente un’ottima soluzione per chi accetta di spostarsi dalla propria nazione, ma una buona posizione va comunque conquistata. Non si può e non si deve quindi pensare che basti insediarsi nell’adiacente paese trilingue per trovare un lavoro con un lauto stipendio, e costruirsi (o ricostruirsi) una vita migliore.


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Non è infatti così, anche perché, a dispetto di quanto troppo spesso falsamente pubblicizzato su alcuni siti web, trasferirsi in un altro Stato, qualsiasi Stato, non è mai uno scherzo. I problemi, o meglio le questioni da affrontare sono molte e tutte richiedono informazioni precise, molto buon senso per gestirle e il non farsi prendere dai facili miraggi, ed inoltre tanta volontà e altrettanta convinzione. Non è quindi un’operazione adatta a tutti, anche se a qualcuno potrebbe sembrare di sì.

Trasferirsi in Svizzera e lavorare: tempi e documenti

La Svizzera, nonostante non faccia parte dell’Ue riconosce la libera circolazione delle persone che sottosta all’Unione dei 27 paesi europei. Di conseguenza, dall’Italia, per entrare in Svizzera è sufficiente il passaporto o la Carta d’Identità valida per l’espatrio, anche con timbro di rinnovo purché il documento sia in formato cartaceo (non è infatti riconosciuto il rinnovo del formato elettronico). Se si vuole però vivere e lavorare in Svizzera, ovvero esercitare un’attività lucrativa, le cose cambiano. Per un impiego in Svizzera che non supera i 3 mesi di tempo per “anno civile” non è necessario un permesso di soggiorno, ma è obbligatorio “notificarsi” tramite apposita procedura attraverso il sito di riferimento.

Per quanto riguarda l’esercizio di una professione di durata oltre i tre mesi, è necessario munirsi di un permesso di soggiorno, che le autorità svizzere rilasciano dopo essersi assicurate che si sia in possesso di un contratto di lavoro. Esistono vari tipi di permessi di soggiorno: per un lavoro di una durata superiore ai tre mesi ma inferiore all’anno, viene rilasciato  il permesso di soggiorno di breve durata “L UE/AELS”, la cui durata corrisponde a quella del contratto. Contrariamente, per le attività di durata annuale o superiore viene rilasciato il permesso di dimora UE/AELS, che vale 5 anni. La stessa cosa vale per chi si entra in Svizzera per esercitare un’attività indipendente,  che però deve dimostrare di effettuare concretamente l’attività.

Le normative

Se si vuole vivere in Svizzera è quindi necessario trovarsi un lavoro. Le normative che regolano i rapporti di lavoro sono ovviamente differenti da quelle italiane. In linea generale l’intera materia lavoro è regolata dalla legge federale o legge lavoro (LL), alla quale devono sottostare tutte le aziende operanti in Svizzera, salvo quelle che sono ricomprese in specifiche eccezioni, chiaramente indicate nei siti di riferimento.  Come è noto, i salari in Svizzera sono decisamente più alti che in Italia, anche se lo è ugualmente il costo della vita. Come in Italia esistono i contratti individuali e quelli collettivi che regolano ad esempio il salario minimo.Tuttte cose da sapere per chi vuole trovare lavoro in Svizzera.

Oltre a queste due forme, esiste anche il cosiddetto “Contratto normale di lavoro”, ovvero “un’ordinanza emanata dall’autorità che contiene disposizioni inerenti al contratto di lavoro”. Queste ultime possono essere vincolanti, ovvero è obbligatorio seguirle oppure avere valore di raccomandazione. In quest’ultimo caso le disposizioni possono anche essere ignorate. Il Contratto normale di lavoro si applica in numerosi settori produttivi, ed è spesso utilizzato per regolare quei rapporti di lavoro in cui operano individui che svolgono mestieri poco tutelati a livello sindacale.

In tema di conflitti di lavoro, la legislazione Svizzera è un po’ diversa dalla nostra. Esistono vari tipi di conflitti di lavoro che si dividono fondamentalmente in quattro categorie. Quelli individuali, quelli collettivi, quelli che non superano i 30.000 franchi di valore e quelli che li superano. Nel caso di conflitti individuali sono i Cantoni ad organizzare tribunali speciali che impongono un tentativo di conciliazione. Se il valore del conflitto non supera i 30.000 franchi, non vanno pagate le spese processuali. Diversamente invece vanno calcolate anche quelle. Se il conflitto riguarda una collettività, la competenza passa agli “uffici di conciliazione cantonali permanenti” e se la natura del conflitto oltrepassa i confini cantonali interviene l’ufficio federale.

Come funziona la disoccupazione in Svizzera

Per iscriversi alla disoccupazione in Svizzera è necessario rivolgersi al Comune di domicilio, che indica dove rivolgersi per espletare le procedure.  E’ necessario farlo di persona, presentando il certificato AVS-AI (l’assicurazione), un documento d’identità valido ed un modulo, che varia a seconda di dove il Cantone di domicilio prevede si debba presentare la richiesta d’iscrizione alla disoccupazione. I cittadini stranieri devono anche presentare il permesso di domicilio o soggiorno. Per godere delle prestazioni previste, è necessario presentare la richiesta d’iscrizione il prima possibile. Per chi volesse saperne di più è possibile consultare a questo link una serie di faq (domande frequenti) con risposte complete ed interessanti.

Come trovare lavoro

La ricerca di un impiego in Svizzera non è molto diversa da quella che viene svolta in Italia o in altri paesi. I canali principali sono quelli più noti: uffici di collocamento, annunci sui principali quotidiani, agenzie di lavoro private e via dicendo. Certo è che le abitudini, le tradizioni e il modo di vivere degli svizzeri sono piuttosto differenti da quelli italiani. Di conseguenza, senza un forte spirito di adattamento risulta pressoché impossibile riuscire ad integrarsi in un sistema sociale che ha le sue peculiarità. In Svizzera molti posti di lavoro vengono trovati, per così dire, privatamente, grazie alla “raccomandazione verbale” interna od esterna all’azienda che deve assumere. Per questo chi vuole vivere e lavorare in Svizzera ha necessariamente bisogno di costruirsi una solida rete di conoscenze, che con l’andare del tempo siano in grado di garantire positivamente le competenze possedute. C’è anche chi suggerisce di distribuire ad un numero che sia il maggiore possibile copia del curriculum, ma in questo caso è anche bene valutare il grado di invasività, oltre all’affidabilità della persona alla quale si consegna.

Fatto questo è necessario preparare una candidatura efficace, da inviare all’azienda alla quale ci si vuole proporre. Una buona candidatura per lavorare in Svizzera deve contenere una serie di documenti ben precisa: La lettera di candidatura, analoga a quella che viene comunemente chiamata lettera di presentazione, il Curriculum, che non deve essere mai troppo esteso, ma deve rimarcare in modo chiaro e conciso doti e competenze in proprio possesso, la copia di tutti i certificati di lavoro (documenti che vengono rilasciati quando si termina un’esperienza di lavoro. Vanno richiesti, ma si ha il diritto ad ottenerli), la copia di tutti i diplomi o lauree e la copia dei diplomi che certificano la formazione continua. Da questa necessaria serie di documenti, è possibile dedurre quale sia la differenza d’impostazione tra  una ricerca di lavoro in Italia ed una in Svizzera. Diversamente da altri paesi, la lettera di presentazione in Svizzera determina, a volte anche da sola, se vi sarà spazio per un colloquio o meno. Di conseguenza redigerla perfettamente è un “must” assolutamente da non sottovalutare o peggio trascurare.

C’è poi un’altra variabile da tenere sempre presente per chi vuole trovare lavoro in Svizzera, ovvero la conoscenza delle lingue. Nel Paese si parlano quattro lingue. L’italiano, il tedesco, il francese e il romancio.  E’ possibile cavarsela anche con un ottimo inglese, soprattutto se si lavora per ditte internazionali o multinazionali, ma è palese che per un’integrazione migliore la conoscenza del francese o del tedesco sia fondamentale. E’ovvio infatti che più lingue “locali” si padroneggiano, più si è in grado di spostarsi e di allacciare relazioni utili a trovare un posto di lavoro e magari costruirsi una piccola carriera. Lo spostamento in Svizzera va quindi pianificato, anche imparando prima una lingua se necessario, in quando una volta trasferiti, si potrebbe incappare in difficoltà importanti, se non adeguatamente preparati ad affrontarle.

Diventare cittadino svizzero

A meno che non si nasca in Svizzera,  i genitori siano coniugati ed almeno uno dei due sia cittadino svizzero, ci sono due modi per ottenere la cittadinanza Svizzera: per  “naturalizzazione” e per “adozione”. Quest’ultima è ottenibile da un “figlio” che venga adottato da una coppia che soddisfi le condizioni appena citate riguardanti la nascita in Svizzera e l’ottenimento della cittadinanza per origine, quando l’adottato stesso non abbia ancora raggiunto la maggiore età. Esiste poi il processo di “naturalizzazione” decisamente complesso e dalla lunghezza variabile. Una persona che voglia ottenere la cittadinanza svizzera  in questo modo deve necessariamente avere una buona padronanza della lingua e della cultura del paese di destinazione, non rappresentare un pericolo ed avere una “buona reputazione”.

Attualmente il limite minimo di “vita” passata in Svizzera per essere naturalizzati e di 12 anni. Dal 2018 sarà ridotto a 10. Per quanto attiene alla naturalizzazione, i periodi passati in Svizzera tra i 10 e i 20 anni d’età “valgono doppio”. E’ l’ufficio federale ad inoltrare la richiesta alle autorità comunali e cantonali alle quali spetta sostanzialmente l’ultima parola. Come per la materia fiscale, le richieste di tali autorità possono variare anche significativamente. Può essere infatti richiesto di aver vissuto un periodo nel cantone di residenza, periodo che può essere più o meno lungo (in termini di anni). Esiste anche la cosiddetta “naturalizzazione agevolata”, via percorribile ad esempio da chi è straniero ma sposato con una cittadino svizzero. In questo caso il periodo di permanenza in Svizzera richiesto è di cinque anni (al posto dei 12 standard).

Per trasferirsi e vivere in Svizzera senza avere brutte sorprese e trovarsi poi in grande difficoltà, oltre a conoscere leggi, normative, cultura e trovare una fonte di sostentamento economico in loco, bisogna anche sapere molto bene quali saranno le spese quotidiane e periodiche da affrontare. Insomma, capire e tenere presente quale sarà il costo della vita e quindi quale tenore della stessa ci si potrà permettere in base alle entrate. Se è vero che gli stipendi in Svizzera sono mediamente molto più alti che in Italia, è altrettanto vero che anche il costo della vita lo è.

vivere in svizzeraDi conseguenza avere un’entrata di (ad esempio) 3.300 franchi svizzeri, ovvero circa 3000 euro, non permette di fare tutto ciò che si può fare in Italia con la stessa cifra. Tra le spese fisse rilevanti, ci sono quelle per l’assicurazione sanitaria, che può arrivare (a seconda dei servizi scelti) anche a 400 euro al mese (offre un gran numero di servizi, ma è comunque un costo che in Italia non c’è) e il canone della TV pubblica che, a fronte dei 100 euro italiani, raggiunge i 460 euro al mese (vale anche per la radio e il servizio è trilingue).

Si tratta quindi di cifre che possono superare gli 800 euro, che vengono sborsate mensilmente da chi vive o va a vivere in Svizzera. Inoltre, secondo recenti dati forniti dall’Alleanza dei consumatori, ad eccezione dell’elettronica di consumo, in Svizzera a parità di prodotti (e di marche) costa tutto di più. Anche i trasporti pubblici sono tanto cari quanto efficienti . In buona sostanza per vivere in Svizzera bisogna poter affrontare una serie di costi fissi non proprio trascurabili, grazie ai quali però si ottengono servizi di livello decisamente molto buono. Una concezione piuttosto differente da quella italiana, dove spesso si preferisce pagare di meno e godere di servizi minori.

Costo della vita in Svizzera

Ecco, in ogni caso, una breve lista dei costi di prodotti e servizi in Svizzera, ed il raffronto con i costi per i medesimi in Italia (prezzi espressi in Euro):

Svizzera Italia
Ristoranti
Cena ristorante economico 20.00 15.00
Cena ristorante medio per due persone 93.00 50.00
Pranzo fast food 13.00 7.50
Birra media 6.00. 4.00
Bottiglietta d’acqua 3.00 1.00
Supermercati
Latte (1L) 1.00 1.20
Mezzo kg di pane 2.00 1.50
Uova(12) 4.50. 2.50
Formaggio locale (1kg) 20.00 11.50
Carne rossa (1 kg) 45.00 15.00
Mele (1kg) 3.00 1.70
Patate (1kg) 2.00 1.20
Acqua (1.5 litri) 1.00 0.50
Sigarette (Marlboro) 7.50 5.20
Trasporti
Biglietto corsa singola (trasporto locale) 3.00 1.50
Abbonamento mensile (trasporto locale) 71.00 35.00
Prezzo al km Taxi 3.00 1.50
Gasolio (1 litro) 1.20 1.40
Bollette (Mensili)
Acqua, elettricità, riscaldamento, spazzatura per appartamento 85 m2 166.00 151.00
Linea internet (10 Mbps,illimitato, Cable/ADSL) 45.00 26.50
Sport e tempo libero
Palestra, abbonamento mensile 1 adulto 86.00 48.00
Cinema, 1 posto 16.00 8.00
Affitti mensili
Monolocale in centro 1418.00 560.00
Monolocale periferia 1070.00 435.00
Trilocale in centro 2688.00 1005.00
Trilocale periferia 2082.00 735.00
Prezzi case
Prezzo per metro quadro in centro 11402.00 3770.00
Prezzo per metro quadro in periferia 8005.00 2275.00
Stipendi
Salario medio netto 4518.00 1370.00

Comprare casa in Svizzera

I cittadini UE/AELS , in linea generale, hanno gli stessi diritti di quelli svizzeri in materia di acquisto di immobili. Per i cittadini di “paesi terzi “ esistono tre condizioni: devono “essere titolari di un permesso di dimora valido – di regola il permesso B per stranieri”,“abitare personalmente nell’abitazione se si è domiciliati nello stesso Comune” e iniziare i lavori “entro un anno dall’acquisto.” Come è noto, il costo delle case in Svizzera è decisamente alto. A parte l’acquisto in se stesso, un discorso va fatto anche sul mutuo, ovvero una spesa che potrebbe restare per tutta la vita. Anche questa però, è una scelta.

Senza entrare troppo nel tecnico, va detto che dato che il sistema fiscale svizzero considera un “valore” anche la prima casa, una parte delle tasse pagate vengono quindi calcolate anche su questo valore. Da questo conto vengono però detratti i debiti, di conseguenza il non estinguere un mutuo, può rivelarsi una scelta fiscale vantaggiosa. Se la casa in proprio possesso viene invece affittata, le tasse vengono calcolate sulle entrate derivanti dall’affitto. Bisogna anche tenere in considerazione che in Svizzera, ogni Cantone è titolare di sovranità tributaria, di conseguenza le tasse (e quindi anche quelle relative alla casa) possono variare a seconda del comune di domicilio.

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