Tfr in busta paga, ecco le istruzioni dell’Inps

L'Inps dirama circolare informativa e dispositiva sulla possibilità di ottenere il Tfr in busta paga.

Come da attese, l’Inps ha pubblicato le istruzioni operative e contabili relative alla possibilità di disporre del Tfr in busta paga o, più precisamente, della liquidazione della quota integrativa della retribuzione, come già stabilito ai sensi dell’art. 1, commi 26 e seguenti, della l. 23/12/2014 n. 190, che per i periodi 2015 – 2018 prevede che i lavoratori dipendenti del settore privato con un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi, possano richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del Tfr, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile.


Ecco le principali caratteristiche.

Come funziona

Iniziamo con il ricordare che, in aggiunta a quanto sopra, la manifestazione di volontà una volta espressa è irrevocabile fino al 30 giugno 2018, e può essere esercitata anche in riferimento al conferimento del Tfr alle forme pensionistiche complementari. L’integrazione richiesta verrà liquidata mensilmente dal datore di lavoro in forma diretta, come quota integrativa della retribuzione. I datori di lavoro con meno di 50 addetti, non tenuti all’obbligo del versamento al fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato, possono accedere a uno specifico finanziamento assistito da garanzia rilasciata da fondo costituito presso l’Inps.

Chi può ricevere il Tfr in busta paga

Stando all’attuale assetto normativo hanno diritto di richiedere la liquidazione mensile della quota integrativa della retribuzione i lavoratori del settore privato che abbiano un rapporto di lavoro subordinato da almeno sei mesi, e che non rientrino nelle seguenti categorie:

  • lavoratori dipendenti domestici;
  • lavoratori dipendenti del settore agricolo;
  • lavoratori dipendenti per i quali la legge ovvero il contratto collettivo nazionale di lavoro, anche mediante il rinvio alla contrattazione di secondo livello, prevede la corresponsione periodica del TFR ovvero l’accantonamento del TFR medesimo presso soggetti terzi;
  • lavoratori dipendenti da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali;
  • lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei debiti di cui all’art. 182-bis del Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni e integrazioni;
  • lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto presso il Registro delle imprese un piano di risanamento attestato di cui all’art. 67, comma 2, lettera d), della Legge fallimentare;
  • lavoratori dipendenti da datori di lavoro per i quali, ai sensi delle disposizioni normative vigenti, siano stati autorizzati interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in prosecuzione dell’integrazione straordinaria stessa;
  • lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano sottoscritto un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti di cui all’art. 7, della legge 27 gennaio 2012, n.3.

Non possono nemmeno accedere al beneficio i lavoratori dipendenti che hanno utilizzato il proprio Tfr come garanzia di contratti di finanziamento stipulati.

Quanto è possibile ottenere?

La quota integrativa della retribuzione è pari alla misura della quota maturanda del Tfr, determinata secondo la normativa vigente e al netto della detrazione operata dal datore di lavoro (0,50%), ove dovuto e non oggetto di agevolazioni contributive. Per i lavoratori aderenti a forme pensionistiche complementari che optano per la liquidazione della Qu.I.R., ricorda la circolare Inps, la relativa misura è pari all’intera quota del TFR maturando, anche laddove abbiano esercitato, ricorrendone le condizioni di legge, la scelta del conferimento parziale del TFR alle citate forme pensionistiche.

Come richiedere il Tfr in busta paga

Per poter richiedere il Tfr in busta paga è sufficiente che i lavoratori presentino al datore di lavoro un’apposita istanza di accesso, da predisporre secondo modello reso disponibile dall’Inps. Una volta terminata l’istruttoria finalizzata ad accertare la presenza dei requisiti, la quota verrà erogata fino al 30 giugno 2018 e a partire dalla busta paga del mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che non ricorrono al Finanziamento, o a partire dalla busta paga del quarto mese successivo a quello di presentazione dell’istanza, per i dipendenti da datori di lavoro che ricorrono al Finanziamento assistito da garanzia.

Maggiori informazioni sul sito inps.it.



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