TFR: cosa è e come funziona la “liquidazione”

Tutto quello che c'è da sapere sul TFR: ecco come funziona la liquidazione di fine rapporto.

tfr

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è un istituto spesso chiamato “liquidazione”, rappresentato da una retribuzione differita, erogata al dipendente nel momento in cui cessa il proprio rapporto di lavoro. Il tema, piuttosto complesso, riguarda tutti i lavoratori del settore privato e del settore pubblico (rientranti nelle categorie del pubblico impiego contrattualizzato), ed è erogato sia nelle ipotesi di pensionamento, sia nei casi di licenziamento individuale e collettivo, dimissioni e altre fattispecie che pongono a interruzione il rapporto di lavoro.


Ma quali sono gli aspetti fondamentali inerenti il TFR? Rinviando a ulteriori approfondimenti le ipotesi di conteggio e di anticipo di tale “fondo”, cerchiamo di comprendere quali siano le garanzie rappresentate sul TFR, come funzioni la “rivalutazione” e cosa preveda la legge in materia di anticipazione.

Per quanto attiene la garanzia, la legge riconosce ai lavoratori il diritto di ricevere il trattamento di fine rapporto in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, intendendo per “ogni caso” qualsiasi evenienza (dalla quiescenza alle dimissioni, fino ai casi di licenziamento individuale per giustificato motivo). Il trattamento di fine rapporto verrà calcolato sommando per ciascun anno di esercizio una quota pari e non superiore alla retribuzione dovuta per lo stesso anno, divisa per 13,5 (la quota è ridotta in maniera proporzionale per le frazioni di anno, computandosi tuttavia il mese intero per le frazioni superiori ai 15 giorni).

La rivalutazione del TFR

Sul fronte della rivalutazione, la legge stabilisce come il TFR debba essere incrementato (su base composta) al 31 dicembre di ogni anno, con un tasso dell’1,5% in misura fissa e del 7% dell’incremento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati, come accertato dall’Istat, in relazione al mese di dicembre dell’anno precedente. Per quanto infine riguarda i meccanismi di anticipazione del trattamento di fine rapporto, la legge prevede che “il prestatore di lavoro, con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, può chiedere, in costanza di rapporto di lavoro, una anticipazione non superiore al 70 per cento sul trattamento cui avrebbe diritto nel caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta. Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi titolo”, e devono essere giustificate dalla necessità di “eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche” o di “acquisto della prima casa di abitazione per sé o per i figli, documentato da contratto preliminare (compromesso) o atto notarile di compravendita”.

Rimandando a ulteriori approfondimenti i singoli punti oggi appena accennati, possiamo ricordare fin d’ora come la normativa sul TFR sia stata oggetto di riforme plurime nel corso degli anni con interventi nella seconda parte dello scorso decennio, che ne hanno revisionato pesantemente alcuni aspetti.



CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS