Tfr in busta paga al via: conviene davvero?

Tutte le indicazioni utili sul tfr in busta paga: come richiederlo, come viene tassato, quanto dura.

Il 1 marzo 2015 è coinciso con l’avvio della possibilità di richiedere una quota sul TFR in busta paga, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile. A stabilirlo è il comma 26 dell’art. 1 della legge 190/2014, secondo cui il dipendente privato in servizio da almeno sei mesi può chiedere al proprio datore di lavoro, per i periodi tra il 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018, la liquidazione in busta paga dell’importo mensile che avrebbe maturato sulla base dell’art. 2120 del codice civile. Ma come funziona? E conviene veramente?


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Tfr in busta paga, come richiederlo

Per richiedere il Tfr in busta paga è sufficiente che il dipendente proponga una domanda all’ufficio del personale della propria azienda, il quale chiederà il via libera all’Inps. Si tenga conto che la decisione è vincolate per tutto il periodo in questione e che, pertanto, non è possibile interrompere il flusso di liquidazione, recedendo dalla scelta.

Tfr in busta paga, il nodo della tassazione

Stabilito quanto precede, rimane da comprendere se tale operazione possa realmente – o meno – essere conveniente. Anzitutto, è bene ricordare che la tassazione del Tfr monetizzato mensilmente in busta paga segue le stesse regole delle imposte sui reddito, con applicazione dell’aliquota a scaglioni. Dunque, salvo poche eccezioni, ottenere il Tfr in busta paga equivale a vederselo tassato maggiormente rispetto alla liquidazione al termine del rapporto di lavoro.

A proposito di tassazioni, e di quelle agevolate sui fondi pensione, la legge ha stabilito che anche chi ha aderito a un fondo pensione potrà ottenere in busta paga la quota di Tfr maturando. Naturalmente, la quota non andrà al fondo pensione, e di conseguenza chi opta per incassare il denaro invece di accantonarlo sul lungo termine, si troverà in futuro a disporre di cifre più basse.

A completamento di quanto precede, ricordiamo infine come la richiesta di monetizzare il proprio Tfr, con incasso in busta paga, non riguardi quanto già accumulato in precedenza. In altri termini, niente cambia per quanto concerne il trattamento di fine rapporto lavoro accumulato in azienda o al fondo pensione, considerato che la legge di Stabilità, con la sua norma, riguarda esclusivamente il Tfr in corso di maturazione.



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