Tessera professionale europea: cos’è e come si ottiene?

Una card elettronica che renderà più facile vedersi riconoscere le proprie qualifiche all'estero. Ma attenzione: la tessera interessa, per il momento, solo cinque categorie professionali

Meno barriere per i professionisti italiani che da oggi potranno esercitare, con più facilità, anche negli altri Paesi europei. L’entrata in vigore della tessera professionale europea promette, infatti, di velocizzare il riconoscimento dei propri titoli e di risparmiare tempo e denaro in termini di burocrazia. Ma attenzione: il “passaporto” europeo dei professionisti non riguarda tutti, ma solo cinque specifiche categorie lavorative. Scopriamo quali sono.


tessera professionale europea

image by Rawpixel.com

Ad ottenere la tessera europea potranno essere, per ora, solo gli infermieri, i farmacisti, i fisioterapisti, le guide alpine e gli agenti immobiliari italiani. A loro verranno riconosciute – in tempi più brevi e con un esborso di denaro più contenuto per il disbrigo delle pratiche burocratiche – le qualifiche professionali che gli consentiranno di esercitare in qualsiasi Paese europeo. Per periodi più o meno lunghi. La procedura da seguire per ottenere la tessera è abbastanza semplice: basta collegarsi al sito dell’Ue, procedere con la registrazione e inoltrare la specifica domanda. I tempi di attesa per l’ottenimento della card elettronica possono variare: si va dalle tre settimane per chi intende trasferirsi all’estero solo temporaneamente ai tre mesi per chi, invece, decide di farlo definitivamente. La tessera europea mira, in sintesi, ad agevolare la circolazione di competenze e professionalità all’interno dell’Unione, consentendo agli italiani di esercitare la loro professione (o di svolgere un tirocinio riconosciuto) all’estero e ai lavoratori dell’Ue di fare lo stesso nel Bel Paese. Per un periodo di tempo che – come già detto – potrà essere più o meno lungo.

“L’arrivo della tessera professionale per i 430 mila infermieri italiani – ha osservato la presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, Barbara Mangiacavalli – è un fatto assolutamente positivo perché apre spazi di sviluppo valorizzando le competenze specialistiche”. “La novità favorirà in particolare la ‘migrazione’ degli infermieri italiani verso l’estero, Gran Bretagna soprattutto. L’Inghilterra – ha spiegato la Mangiacavalli – ha deciso di investire sugli infermieri per fare fronte agli scenari sanitari del Paese: aumento degli anziani, assistenza ai disabili, a domicilio ecc. E si è rivolta alla componete italiana ritenendola più preparata e competente. Negli ultimi anni il boom: 2.500 infermieri italiani sono andati a lavorare in Gran Bretagna e l’esodo non si ferma”.

A salutare con entusiasmo l’entrata in vigore della tessera professionale europea è stato anche Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti: “E’ un passaggio importante – ha detto – in particolare per le professioni sanitarie che sono giustamente oggetto di una particolare attenzione mirata alla tutela della salute dei cittadini. Fino a oggi il farmacista italiano che intendeva recarsi all’estero per esercitare la professione si vedeva richiedere attestazioni della sua appartenenza alla professione e del possesso dei requisiti. Poter contare sulla tessera professionale europea – ha sottolineato Mandelli – va senz’altro considerata una semplificazione notevole e un passo avanti nell’integrazione”.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS