Telelavoro, scarse tutele assicurative

Il telelavoro, ossia la possibilità di lavorare da casa, grazie all’avvento di tecnologie, in primis il computer, che consente di trasformare la propria stanza in un ufficio vero e proprio, è spesso il sogno di numerosi lavoratori, soprattutto donne, che vedono in ciò la possibilità di conciliare lavoro e famiglia, di evitare lo stress per lo spostamento da casa a luogo di lavoro e relativi costi.

Anche in Italia, questo tipo di lavoro si sta diffondendo, sebbene meno intensamente che in altri Paesi. Tuttavia, ciò che è avvertito come un lavoro sicuro, dal punto di vista dei rischi infortunistici, non sempre lo è.

Lo dice l’Inail, l’istituto che si occupa dell’infortunio sul lavoro, che ha commissionato una ricerca “ad hoc” sulla questione.

Secondo il rapporto commissionato, i mezzi utilizzati maggiormente per il telelavoro sono per lo più computer, stampanti e fax, la normale attrezzatura da ufficio.

Il lavoratore vede questi strumenti come sicuri, non avvertendo il rischio di infortunio. Il problema, spiega il rapporto, sta nel fatto che neanche l’impresa comprende il rischio e soprattutto non è semplice, in questi casi, distinguere tra infortunio domestico e quello eventuale da lavoro, per cui mancano coperture assicurative, che le imprese non rilasciano.

Pertanto, dice l’Inail, nel caso di un rapporto di telelavoro, si consiglia di stipulare apposite polizze assicurative, per la copertura del rischio.

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