Tasse immobili: salasso continuo, in un anno quasi 4 miliardi in più

Sono l'Imu e la Tasi le "nemiche giurate" dei possessori di immobili in Italia: il loro combinato è costato, infatti, 23,9 miliardi di euro

Da casa dolce casa a casa cara casa. Possedere un’abitazione, in Italia, può non rivelarsi un grande affare perché la giungla di tasse legate alle quattro mura domestiche comporta sacrifici sempre più grandi. Tra imposte di natura reddituale, patrimoniale, sui servizi, sui trasferimenti e sulle locazioni, gli immobili costano sempre di più e a incidere molto – come vedremo – è stata l’introduzione della Tasi.


tasse immobili

image by kurhan

Ma andiamo con ordine: secondo il Report realizzato dall’Agenzia delle Entrate (che ha fatto il punto sugli immobili in Italia), il gettito delle imposte sulla casa ha raggiunto, nel 2014, i 42,1 miliardi di euro. In aumento rispetto ai 38,4 miliardi dell’anno precedente. Il grosso del gettito (pari al 46% del totale) è da riferire all’Imu; l’11% alla Tasi, il 16% all’Irpef, mentre il 10% è derivato dall’Iva sulle operazioni di compravendita immobiliare. Detta in soldoni: nel 2014, gli italiani hanno versato 19,3 miliardi di euro di Imu e 4,6 miliardi di euro di Tasi, per un totale di 23,9 miliardi di euro.

Nel dettaglio: l’importo dell’Imposta municipale unica (meglio conosciuta come Imu) ha subito non poche oscillazioni, negli ultimi anni. Se, per dire, nel 2012, il gettito riferito all’abitazione principale ha prodotto 4 miliardi e 34 milioni di euro, nel 2013 è sceso a 478 milioni di euro per assottigliarsi ulteriormente nel 2014 fino a 91 milioni di euro. In flessione anche il gettito legato al possesso di fabbricati rurali, passato dai circa 64 mila euro del 2012 ai 4 mila e 700 del 2013 ai circa 3 mila del 2014. E’ andata peggio, invece, ai possessori di altri fabbricati che hanno dovuto pagare più o meno la stessa cifra: dai poco più di 18 miliardi del 2012 si è passati, infatti, ai 18,6 miliardi del 2013 e ai 17,7 miliardi del 2014.

E la Tasi? Come già detto, la sua introduzione ha pesato molto sui bilanci delle famiglie italiane. Dei 4,6 miliardi di gettito complessivo rilevati nel 2014, ben 3,3 miliardi (pari al 74% del totale) hanno riguardato le abitazioni principali, mentre solo il 24% gli altri fabbricati e percentuali ancora più residuali le altre tipologie di immobili.

In definitiva: gli italiani che dispongono di una casa di proprietà (o di un altro tipo di bene immobile) dormono difficilmente sonni tranquilli perché devono prelevare dai loro conti cifre sempre più rotonde. Se è vero, infatti, che l’abitazione principale è costata mediamente agli italiani 226,80 euro nel 2012 e “soli” 204,20 euro nel 2014; è altrettanto vero che l’importo medio degli altri immobili è, invece, salito passando dai 748,31 euro del 2012 agli 886,01 euro del 2014.

“In Italia, vi è un livello di tassazione patrimoniale sugli immobili ormai spropositato, pari a oltre il 60% dei tributi su questi beni – ha denunciato Confedilizia – Ai 25 miliardi di Imu e Tasi, si aggiunge un altro miliardo dall’imposizione sostanzialmente patrimoniale dell’Irpef applicata sulle case che i proprietari non riescono ad affittare situate nella città di residenza (soggette ad altre 5 imposte: Imu, Tasi, Tari, addizionale comunale e regionale Irpef). E’ urgente intervenire per cambiare direzione”.



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