Tassa sui rifiuti: come ottenere lo sconto dell’80%

Se il servizio di raccolta rifiuti non funziona come dovrebbe, si può chiedere e ottenere uno sconto interessante

Diciamoci la verità: pagare le tasse non piace a nessuno. Meno che mai, se l'”obolo” da versare al Comune (o allo Stato) riguarda un servizio che non viene espletato per bene. Se nella vostra zona di residenza, il decoro urbano non viene garantito come si dovrebbe e i sacchetti della spazzatura traboccano dai cassonetti, attirando cani, gatti o ratti di varia taglia; potrete finalmente far valere i vostri diritti. E richiedere uno sconto sulla tassa sui rifiuti. Secondo una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Vibo Valentia, infatti: “Se il servizio di raccolta rifiuti non procede regolarmente, è possibile chiedere ed ottenere il pagamento del 20% sul totale della Tari”. Ma procediamo con ordine.

Come ottenere lo sconto dell’80% sulla Tari

I casi in cui il contrariato contribuente può richiedere al proprio Comune di appartenenza la riduzione della Tari (Tassa rifiuti istituita con la legge di Stabilità 2014) sono tre:

  1. quando il servizio di raccolta rifiuti risulta assente (in pratica, quando i cassonetti non vengono svuotati)
  2. quando il servizio viene espletato di raro e in maniera incostante
  3. quando il servizio viene interrotto per ragioni sindacali (a causa degli scioperi a cui aderisce il personale addetto) o per impedimenti organizzativi

Come bisogna procedere? Si può formalizzare la richiesta presentando uno dei moduli precompilati che i Comuni dovrebbero mettere a disposizione dei cittadini oppure inviandola (su carta bianca) tramite raccomandata o tramite posta elettronica certificata o, ancora, recapitandola a mano presso l’ufficio protocollo dell’ente municipale interessato. Ma attenzione: per ottenere lo sconto dell’80% sulla tassa sui rifiuti, bisogna documentare il malfunzionamento del servizio e dimostrare che, nella propria zona di residenza, la spazzatura non viene prelevata con regolarità. O peggio ancora, che i sacchetti maleodoranti vengono abitualmente lasciati per strada. Lo si può fare correlando la richiesta con fotografie o immagini (che immortalano lo stato delle cose) o presentando delle attestazioni rilasciate dalle Asl che certificano le precarie condizioni igienico-sanitarie della vostra zona di residenza. Per essere più chiari: per beneficiare della riduzione, non potrete limitarvi a lamentarvi verbalmente col sindaco; ma dovrete esibire delle prove inconfutabili.

Non solo: stando a quanto notificato dalla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Vibo Valentia (che, con il suo pronunciamento, ha destato l’interesse dell’opinione pubblica, invogliando tanti contribuenti a far valere i propri diritti), si può anche beneficiare di uno sconto del 40%, se la zona in cui si risiede non è servita dalla raccolta rifiuti. Ovvero se il punto di raccolta si trova lontano dall’abitazione o dall’immobile di cui si dispone. “Se il servizio di raccolta – si legge nella sentenza – non procede regolarmente, se i sacchetti non vengono ritirati con conseguenti disagi per i cittadini e con ripercussioni sull’igiene urbana, è possibile chiedere ed ottenere il pagamento del 20% sul totale della Tari”.