Tassa sugli ascensori: la polemica tra Mise e Confedilizia

Secondo l'associazione, c'è il rischio che gli italiani paghino cara la manutenzione straordinaria degli ascensori, sborsando più del doppio di quello che avrebbero speso per la Tasi. Ma dal Mise smentiscono: la proposta non è ancora stata approvata e le detrazioni fiscali tuteleranno le tasche dei condomini

Nessuno ci pensa mai perché in molti (soprattutto coloro che abitano ai piani più alti) benedicono quotidianamente il loro regolare funzionamento, ma anche gli ascensori delle abitazioni hanno un loro costo. Che, secondo Confedilizia, rischia di farsi sempre più oneroso. Nel mirino dell’associazione è finito un dpr del ministero dello Sviluppo Economico che – sostengono dalla confederazione – impone una verifica straordinaria degli ascensori e attribuisce ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa. La denuncia ha suscitato la reazione stizzita del Mise che ha tentato di chiarire la faccenda sulla presunta “tassa sugli ascensori”.


Confedilizia ci è andata giù pesante: la motivazione addotta dal dicastero per giustificare la disposizione – l’esigenza di aumentare i livelli di sicurezza degli ascensori – a suo giudizio non regge perché le norme in materia di sicurezza ci sono già e prevedono controlli e verifiche costanti. E che gli standard di sicurezza degli ascensori siano garantiti, secondo l’associazione, lo dimostra il fatto che la percentuale di incidenti registrati in Italia – a fronte di un traffico giornaliero che va dai 30 ai 40 milioni di passeggeri – è bassissima.   

“Ci appelliamo al presidente del Consiglio – ha dichiarato il numero uno di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testaaffinché non venga imposta a milioni di famiglie, già provate dalla congiuntura economica, una spesa che annullerebbe in un colpo solo gli effetti dell’abolizione della Tasi sull’abitazione principale, imponendo esborsi pari al doppio del gettito della Tasi stessa. La sicurezza è un mero pretesto, perché cela interessi di alcune categorie che intendono lucrare a spese di condomini e proprietari di casa”.

La denuncia dell’associazione ha indispettito il ministero dello Sviluppo Economico: “La proposta del ministero in materia di ascensori, al contrario di quanto affermato da Confedilizia – si legge nella nota diramata  in risposta al je accuse– non prevede verifiche straordinarie, bensì controlli di sicurezza da svolgersi nell’ambito della prima verifica ordinaria utile”. “Maggiore attenzione – hanno precisato dal Mise – è prevista solo per gli ascensori installati anteriormente al 1999, cioè prima dell’applicazione delle relative direttive europee in materia che hanno aumentato i requisiti di sicurezza per gli impianti. Tali ascensori, ove la proposta sia condivisa e approvata dal Governo, saranno verificati non solo con riferimento ai requisiti vigenti all’epoca, ma anche con riferimento ai più importanti requisiti di sicurezza introdotti successivamente”. 

Quanto all’accusa relativa al potenziale “salasso” che potrebbe abbattersi  sui condomini: “Gli interventi in questione possono essere graduati su un massimo di quattro anni – hanno spiegato dal ministero – e beneficiano delle detrazioni fiscali previste per gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici, per cui l’onere che resta a carico dei proprietari sicuramente non vanifica il vantaggio derivante dalle riduzioni delle imposte sulla casa”.



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