Tassa di soggiorno a Milano: la paga anche chi cerca lavoro in città

email pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro


Sono una abruzzese di 45 anni, disoccupata, e nei giorni scorsi sono stata a Milano per alcuni colloqui di lavoro. Sono rimasta in totale 3 giorni e con mia somma sorpresa ho scopero di dover pagar al comune di Milano la “tassa di soggiorno”…

E' vero, si tratta di pochi soldi (9 euro in totale da pagare direttamente all'hotel dove ho alloggiato) ma per un disoccupato sono comunque soldi! Ma che razza di città è che fa pagare il “soggiorno”? Sono stata a fare dei colloquio, mica è un museo, un teatro o Gardaland dove si paga giusto per essere dentro! Poi leggo pure la descrizione della ricevuta dove sono definita “il turista”… ma quale turista?? Ma io il turismo lo faccio qui in Abruzzo, se posso, mica vado a Milano!

Martina D. – Vasto

Risponde la redazione di Bianco Lavoro

Ha tutta la nostra solidarietà, una tassa di soggiorno così pensata è assolutamente vergognosa. Ed in effetti se cerca su google sono davvero in tanti a protestare.

Molti sono inoltre i dubbi sulla legalità di tale imposta, in quanto va a cozzare con le normative sulla libera circolazione e soggiorno in Unione Europea.

Ci sono delle categorie esonerate (forze armate e di polizia, disabili e loro accompagnatori, studenti fino a 26 anni, etc…). Purtroppo i 45enni in cerca di occupazione non sono considerati da “esonerare”. E pensare che alcuni stati virtuosi del Nord Europa supportano i disoccupati nelle spese di viaggio ed alloggio nelle zone più ricche dei relativi paesi, certo in Italia questo sarebbe davvero “pensare troppo”, ma almeno non far pagare che cerca lavoro per “soggiornare” a Milano… sarebbe un inizio.



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