Stress sul lavoro: come gestirlo in poche e semplici mosse

Stress e ansia sul lavoro possono essere gestiti. Come fare? Bastano poche e semplici mosse, unite ad una giusta dose di attenzione che vi permetterà di adottare una serie di comportamenti più sostenibili per il vostro benessere. Insomma, un approccio più salutare al lavoro, e una migliore conciliazione dei ritmi di carriera con la vita privata è possibile. A parlare in questi termini è stato – sulle pagine del quotidiano Il Sole 24 Ore, che ha recentemente ospitato un interessante dossier in merito – lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del centro medico Sant’Agostino di Milano.


Secondo lo psichiatra, per poter gestire al meglio il lavoro ed eventuali stress da cambiamento è bene fare sport e andare in palestra, scegliere un’alimentazione sana, concedersi momenti di relax. Insomma, in poche parole, rallentare la propria corsa sfrenata al carrierismo, e rendere l’impegno professionale il più compatibile possibile con dei “ritagli” temporali personali che devono essere sempre più importanti.

“Stiamo un po’ tutti imparando a reindirizzare la nostra vita verso stili più salutari, ed anzi possiamo dire che la cultura della nostra società si stia pian piano evolvendo, dal “bisogno di curare la malattia”, al desiderio più generale della promozione del benessere dell’individuo” – osservava il direttore sul quotidiano, per poi ricordare, sulla sfera professionale, che “oggi è sempre più forte anche l’attenzione che specificamente viene dedicata alla condizione di salute in ambito lavorativo”.

Ma in che modo è possibile prepararsi al meglio per un importante appuntamento di lavoro, o magari gestire lo stress da cambiamento di posizione professionale?Lo specialista fornisce sei pratici consigli che di seguito sintetizziamo, sperando che possano incontrare il vostro interesse e eventuali condivisioni:

Gestire le attese e le pause: l’attesa nei confronti di un colloquio di lavoro o di altro appuntamento che riteniamo essere particolarmente importante genera frequenti carichi di ansia, che crescono con l’avvicinarsi del momento “fatidico”. Mentre a distanza di settimane possiamo essere più rilassati e incuranti di quello che accadrà, è invece probabile che gli ultimi giorni (e soprattutto le ultime ore) possano tramutarsi in un’influenza estremamente negativa per il nostro benessere. Il “trucco” è in questo caso relativo all’interpretare l’evento che verrà come un qualcosa di non così definitivo e fatidico: immaginate di non dover parlare con il capo del personale ma con un vecchio amico.

Sfruttare l’ansia: per quanto possa essere superficialmente strano, l’ansia non va eliminata, ma gestita e “sfruttata” in quanto risorsa. Provare ansia significa infatti essere nella prospettiva corretta, poiché tale sentimento potenzialmente alla base di situazioni di stress ci permetterà di prepararci nel migliore dei modi al momento della verità. L’ansia ci rende più vigili e pronti agli stimoli e, quindi, più performanti. Quante volte vi è capitato di sorprendervi di voi stessi, per i vostri comportamenti proattivi, dinanzi a un momento di particolare tensione? Ebbene, cercate di ricordare quei momenti e quelle reazioni positive e pensate che, in ogni caso, non è affatto detto che un colloquio o un appuntamento debba andare per forza male, e che chi sta dall’altra parte della scrivania sia pronta a bocciare le nostre aspettative. Fidiamoci di noi stessi, e pensiamo positivo.

Chiudere gli spazi mentali: pensare troppo all’appuntamento di lavoro o al colloquio non fa certo bene al nostro corpo e alla nostra salute. Cerchiamo quindi di riempire le giornate e le ore prima dell’appuntamento, cercando altresì di evitare di rimanere in attesa. È importante, dunque, cercare di vivere ogni istante che ci separa da quel momento in maniera intensa, evitando che possa essere considerato come un semplice ponte di avvicinamento con l’evento. Se infatti non ci predisponiamo niente da fare, e non organizziamo delle attività riempitive, la nostra mente correrà immediatamente all’evento successivamente più importante, dando altresì la prevalenza a tutti quegli aspetti negativi che potrebbero caratterizzare in maniera pessimistica quel momento.

Conteniamo le conseguenze: qual che sia l’evento che vi attende, cerchiamo di non esagerare con le conseguenze che da esso possano scaturire, facendo particolare attenzione che gli effetti negativi siano contenuti e relativizzati. In altri termini, evitate di pensare che il vostro colloquio di lavoro o il vostro appuntamento professionale sia una “partita da tutto o nulla”. Pensare che l’evento sia fondamentale è infatti il primo passo per caricarsi di ansia e di stress.

Tolleriamo gli errori: nessuno è perfetto e, soprattutto in una situazione di forte ansia, è probabile commettere degli errori. Cerchiamo quindi di accettare noi stessi, considerando che è normale non essere perfetti. Pensiamo anche che chi avremo davanti sarà sufficientemente esperto dal valutare di avere un colloquio con una persona che non potrà essere totalmente indifferente dal contesto, e che presumibilmente saprà ben accettare emozioni ed errori da ansia, segnali evidenti di rispetto per la situazione e di attesa per il momento.

L’abito (a volte) fa il monaco: anche se non si tratta di un elemento decisivo per il vostro successo nel lavoro, ricordate di indossare l’abbigliamento giusto, in linea con il contesto. Studiate quindi l’approccio estetico più appropriato, senza tuttavia snaturare il proprio modo d’essere: il rischio di apparire inappropriati è dietro l’angolo. Chi è davanti a voi si accorgerà se è la prima volta che vestite eleganti o eccessivamente ricercati: cercate quindi di mediare tra un abbigliamento professionale e una naturalezza del comfort.



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