Stress sul lavoro: c’è anche quello buono

Lo stress sul lavoro non è sempre una cosa negativa. Se limitato nel tempo e circoscritto ai problemi da risolvere è anzi un aiuto per niente trascurabile.

E’ noto che lo stress porti ad inconvenienti e talvolta, se troppo alto e sopportato per troppo tempo, anche a malattie. Per questo sempre più le istituzioni e gli esperti di settore si orientano nel tentare in tutti i modi di ridurre lo stress negli ambienti lavorativi. Ma lo stress sul lavoro, va detto, non è sempre una componente negativa. Ce ne sono infatti due tipi: quello prolungato appunto, che si è costretti a sopportare incessantemente per settimane o mesi, che si configura come quello dannoso, e quello che potremmo identificare come relativo ai meri contenuti del lavoro e alla loro gestione. Quello che viene a crearsi quando ci si trova a confrontarsi con una difficoltà o una richiesta, magari anche difficile ma ben precisa e, per questo, ben compresa. Ecco, questo tipo di stress sul lavoro, al contrario del primo, ha solitamente risvolti positivi, almeno tre sono molto importanti: vediamo quali sono.


stress sul lavoro#1) Sviluppa le potenzialità del cervello. Come dire, la necessità aguzza l’ingegno. Il trovarsi di fronte ad una richiesta imprevista, o anche improbabile che però è obbligatorio soddisfare al più presto perché viene dal capo in persona o da un cliente molto importante, è una situazione piuttosto comune con la quale capita di avere a che fare sul lavoro. Non agitarsi e ragionare con calma è la prima cosa, che però non annulla completamente lo stress. Meglio così; l’essere temporaneamente sotto pressione per risolvere un problema “costringerà” la mente a pensare in maniera più efficace, dimostrando potenzialità ed abilità “nascoste”, solitamente non utilizzate. Insomma, tutto va a nostro vantaggio.

#2) Rinforza il sistema immunitario. Un discorso simile a quello del punto uno, lo si può tranquillamente fare per quanto riguarda la salute. Se troppo stress, per un periodo troppo lungo ed ininterrotto può generare patologie anche importanti. Uno stress sul lavoro “a breve termine”, può invece rinforzare il sistema immunitario, prevenendo e magari annullando conseguenze di malanni stagionali o casuali. La causa giace nella capacità di reazione del nostro corpo. Dando ad esso occasione di reagire ad uno stimolo preciso e contenuto nel tempo, anche se questo stimolo è “potente” (un problema grosso di lavoro ad esempio), il nostro fisico reagirà positivamente, attivando le sue difese sia psicologiche che, appunto, fisiche, migliorando così anche le prestazioni del sistema immunitario.

#3) Riduce il rischio di stress negativo. Avere uno stress positivo, significa anche non avere quello negativo, o comunque averne molto di meno. Questo perché imparare a gestire lo stress sul lavoro nel momento in cui si è sottoposti ad esso, aiuta a comprendere meglio come affrontare i problemi ed a prendere coscienza di poterlo fare, allontanando così i dubbi malevoli che generano lo stress negativo, quelli, per capirci, che portano a pensare di non essere in grado di risolvere una questione, di non poter affrontare una determinata difficoltà e così via. Non c’è come essere costretti a mettersi alla prova per riuscire a superarla e quindi prendere coscienza di poterla superare. Una volta compreso che “quel problema irrisolvibile”, irrisolvibile non lo è per niente, l’ansia svanirà completamente e resterà soltanto la normale preoccupazione di finire il lavoro bene ed in tempo utile. Niente di trascendentale, insomma.




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