Stress da lavoro correlato: inadeguatezza del personale è la prima causa

Secondo una ricerca, l'inadeguatezza del personale è tra le prime cause di stress da lavoro correlato.

stress-da-lavoro-correlato-ricercaUn terzo dei lavoratori è sottoposto ad una pressione eccessiva sul posto di lavoro. E’ il risultato di una ricerca a livello mondiale condotta da Towers Watson. Lo stress da lavoro correlato può generare mancanza d’impegno e assenteismo, che a loro volta si traducono in una riduzione della produttività. La ricerca, denominata Global Benefits Attitudes, ha messo in luce come la causa primaria di una simile condizione sia l’inadeguatezza del personale. Questa almeno è stata la risposta del 53% dei dipendenti intervistati, circa 22.000 distribuiti in 12 paesi. Il risultato ragionevolmente evidenzia una “mancanza di comprensione tra colleghi” che sembrerebbe incidere in modo significativo sull’insorgenza di episodi di stress da lavoro correlato. La seconda causa più citata da chi ha risposto al sondaggio è stata la mancanza di un adeguato work life balance, risposta che è stata data nel 40% dei casi.


Tra i datori di lavoro, la stessa motivazione (inadeguatezza del personale) è stata riportata solo dal 15% degli intervistati. Il 34% di questi ultimi invece ha evidenziato come l’impatto della tecnologia possa essere fonte di stress, ad esempio per quanto riguarda la possibilità di accesso fuori orario ai sistemi aziendali. Una teoria che però ha trovato corrispondenza tra i dipendenti in misura piuttosto limitata (8%),

Gli effetti dello stress da lavoro correlato

Secondo la ricerca condotta da Towers Watson, gli effetti peggiori dello stress da lavoro correlato si tramutano in un incremento del numero dei giorni di malattia. 4.6 in media, presi da chi ha dichiarato di accusare una pressione eccessiva, contro i 2.6 (quasi la metà quindi) di chi invece non ha accusato livelli di stress troppo alto. Un dato solo in apparenza paradossale è poi questo: tra chi ha dichiarato alti livelli di stress, il “presenzialismo” sembra essere più diffuso. Insomma, chi è più colpito da episodi ed effetti dovuti a stress da lavoro correlato, tende a recarsi maggiormente sul posto di lavoro anche se malato o comunque non in perfetta salute. 16 giorni all’anno, contro i 10 di chi ha detto di non aver accusato eccessive pressioni.

Le conseguenze a livello aziendale ovviamente non sono meno importanti. Lavorare quando si è malati, o comunque si prova malessere, come riportato dagli stessi intervistati, genera improduttività. Vale a dire che sì, si va a lavorare ma si conclude poco e niente, in quanto ad esempio la capacità di concentrarsi viene meno. Un’ulteriore conseguenza (a monte) è un minore impegno (che appunto a sua volta causa una minore produttività). Tra gli stressati il 57% ha dichiarato d’impegnarsi poco, contrariamente al solo 10% relativo ai non stressati.

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