Stress al lavoro: dipendenti poco coinvolti nella valutazione del rischio

Un'indagine della Uil ha snudato i "punti deboli" di un sistema che investe poco anche sulla formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Qualche giorno fa ci eravamo occupati del rischio stress lavoro-correlato. Una formula un po’ macchinosa dietro la quale si cela la possibilità di svolgere male il proprio lavoro quando ci si carica di eccessiva tensione. Un rischio che – come spesso accade – può essere neutralizzato con una buona prevenzione che, nel caso specifico, si traduce in una buona valutazione. Ma quante sono le aziende italiane che si preoccupano di avviare metodologie del genere? Non troppe, stando a quanto riferito dalla Uil.


stress al lavoro

image by macgyverhh

L’ufficio Salute e Sicurezza sul lavoro del sindacato ha, infatti, condotto un’indagine dalla quale è emersa che la gran parte dei lavoratori delle aziende monitorate rimane all’oscuro di tutto. E non viene minimamente coinvolta nella valutazione del rischio. I dati, relativi al 2014, tengono conto delle risposte fornite da circa mille Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e certificano che il 37% di loro conosce bene le metodologie di valutazione dei rischi sui luoghi di lavoro. Si tratta solitamente di rappresentanti impiegati nelle grandi industrie del Nord, mentre la loro percentuale si assottiglia man mano che si procede verso Sud e si entra nelle imprese di più piccole dimensioni. L’indagine della Uil ha inoltre evidenziato come il 30% dei Rls non sia mai stato coinvolto nella procedura di valutazione del rischio stress lavoro- correlato e come solo il 16% abbia partecipato attivamente a tale percorso. E le cose sono andate ancora peggio per i lavoratori: il 61% dei dipendenti delle aziende monitorate non ha mai “messo bocca” al riguardo e solo il 10% è stato coinvolto. Per non parlare della carenza della formazione che riguarderebbe il 30% dei Rls interpellati. Si tratta di uno “sconfortante quadro di disattenzione verso l’aggiornamento delle conoscenze degli Rls”, hanno denunciato gli estensori del rapporto sottolineando il mancato rispetto degli obblighi normativi che prevedono continui aggiornamenti sui rischi.

 



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