Stipendi in crescita: a febbraio + 1,4%

Come vanno i nostri stipendi? L’ultimo dossier Istat evidenzia una lieve crescita  delle retribuzioni degli italiani. Un più 1,4% dovuto prevalentemente al traino conseguito dal comparto dell’energia e delle telecomunicazioni. Cerchiamo dunque di trarre le maggiori e fondamentali considerazioni da questa interessante osservazione di natura statistica. Secondo l’Istat, a febbraio l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie sarebbe cresciuto dello 0,1% rispetto al mese precedente, e dell’1,4% su base tendenziale (ovvero, rispetto allo stesso mese di febbraio, dell’anno precedente). L’incremento è la media ponderata di uno sviluppo apparso più tenue nel mercato dei servizi privati (+ 1,7%) rispetto a quanto riscontrato nell’industria (+ 2,2%) e nell’agricoltura (+ 3,3%). All’interno dei servizi, prestazione particolarmente dinamica per le telecomunicazioni, con un incremento tendenziale del 4%; nell’industria, le prestazioni più vivaci sono invece attribuibili alle estrazioni minerali (+ 4,3%) e all’energia e petroli (+ 4,6%).


Copertura contrattuale

Archiviati i dati relativi all’andamento degli stipendi, l’Istat passa in esame l’evoluzione delle statistiche sulla c.d. “copertura contrattuale”, ricordando come alla fine del mese di febbraio 2014 si è registrato il recepimento di cinque accordi (sui settori del tessile, pelle e cuoio, gas e acqua, turismo e attività ricettive, vigilanza privata), e la mancanza di accordi giunti a scadenza. Pertanto – prosegue l’Istituto – “alla fine di febbraio 2014 sono in vigore 28 contratti che regolano il trattamento economico di circa 4,9 milioni di dipendenti che rappresentano il 37,2% del monte retributivo complessivo. Nel settore privato l’incidenza è pari al 51,0%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 6,8%, mentre è del 79,7% nell’industria e del 27,0% nei servizi privati. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 47 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 8,0 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego)”.

Ancora, l’indagine compiuta sulle retribuzioni contrattuali consente all’Istat di calcolare la quota di contratti collettivi nazionali di lavoro che rimarrebbero in vigore nel semestre successivo nell’ipotesi di assenza di rinnovi, conteggiando come per il totale dell’economia l’incidenza dei contratti collettivi rispetto a quella rilevata a febbraio 2014 sarebbe pressochè invariata fino a giugno, e subirebbe poi una contrazione al 33,2% a luglio 2014.

Proiezioni

A questo punto, proiettando per tutto l’anno l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie, emerge che nel semestre marzo – agosto 2014, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale risulterebbe pari al + 1,2%.

Dipendenti in attesa di rinnovo

Per quanto concerne la quota di dipendenti in attesa di rinnovo alla fine di febbraio, la percentuale è pari al 62%, in calo rispetto al 66,2% del mese precedente. I mesi di attesa media per i lavoratori che hanno un contratto scaduto sono 26,2, in calo rispetto ai 27,4 del febbraio 2013. L’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 16,2 medi, in aumento rispetto agli 11,4 di un anno fa. “Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 50,8%, in diminuzione rispetto al mese precedente (56,3%) e in decisa crescita rispetto a febbraio 2013 (24,5%); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 12,5, mentre l’attesa media è di 6,4 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore” – conclude infine l’Istat.



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