Startup innovative verso quota 3.500. Ecco cosa fanno

Quante sono le startup innovative presenti sul nostro territorio, e dove si trovano.

Si trovano un pò ovunque, nel nostro territorio. Una presenza discreta, vitale e dinamica, che in questi mesi si sta facendo apprezzare per il valore aggiunto portato all’economica nazionale. Tanto che, secondo quanto affermano gli ultimi dati forniti da Unioncamere, le startup innovative si starebbero gradualmente avvicinando verso la soglia di 3.500 unità, aumentando ad una velocità di rilievo da Nord a Sud, e non solo all’interno dei perimetri delle principali città tricolori.


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Vediamo più nel dettaglio le principali considerazioni di sintesi.

Startup innovative, di cosa si occupano

Secondo quanto emerge dai dati ufficiali della sezione speciale del Registro delle imprese delle Camere di Commercio, e da una correlata indagine promossa da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior, circa i tre quarti delle startup registrate sarebbe attivo all’interno del settore dei servizi, poco più del 18% nell’industria, il 4% nel commercio.

In maniera ancora più dettagliata, 4 imprese su 10 opererebbero all’interno delle attività terziarie maggiormente legate alle nuove tecnologie (come avviene per la produzione di software o per i servizi di informazione) mentre una quota del 16,7% si occupa di ricerca & sviluppo.

Ancora, all’interno del comparto manifatturiero, la prevalenza va attribuita all’ICT, quei settori che sviluppano la parte hardware le altre tecnologie di base. Sono invece in parziale ritardo le startup energetiche (ovvero, le imprese che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico), con un peso di poco più del 12%, e quelle a vocazione sociale, che invece costituiscono circa il 3% del totale.

Per quanto infine riguarda la loro ripartizione territoriale, il 22% si trova in Lombardia, l’11,3% in Emilia Romagna, il 9,7% nel Lazio. Ma non mancano i forti contributi in Toscana (6,6%), Piemonte (7,2%), Campania (5,7%) e un nutrito gruppo nelle altre regioni, in continuo ampliamento.

“L’analisi descrive un microcosmo giovane, dinamico, che rischia in proprio. Tre su 4, infatti, hanno la ferma intenzione di accrescere il proprio personale nel corso del 2015. Lo cercano, però, di profilo altamente qualificato, prevalentemente con formazione ingegneristica e scientifica, e già sanno che, in 6 casi su 10, avranno enormi difficoltà a trovare la persona giusta” – segnala il comunicato di Unioncamere e del Ministero del Lavoro.




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