Spesometro ed esterometro, conto alla rovescia per la proroga

Dopo l'annuncio del governo, si attende la pubblicazione del decreto con la proroga delle scadenze dello spesometro e dell'esterometro.

Mancano solo pochi giorni alla scadenza del 28 febbraio 2019, data in cui giungeranno a termine gli adempimenti dello spesometro e dell’esterometro. Tuttavia, nonostante voci e indiscrezioni, non si segnalano ancora novità sul DPCM che dovrebbe rendere formale il rinvio al 30 aprile del termine per l’invio.


Dunque, in attesa di ufficialità, non possiamo che riferirci alle notizie in merito al rinvio giunte attraverso il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Massimo Bitonci: anche in virtù di tali comunicazioni, l’opinione diffusa è che la proroga al 30 aprile sia ormai ufficiale, sebbene il ritardo nella pubblicazione del decreto del MEF sollevi non poche perplessità. D’altronde, fino a quando non vi sarà la conferma ufficiale del rinvio, il termine da rispettare non può che rimanere quello del 28 febbraio.

spesometro

Rinvio dal 28 febbraio al 30 aprile 2019 in arrivo?

In attesa di novità e della pubblicazione del decreto sulla proroga dello spesometro e dell’esterometro, rammentiamo come il termine valido sia ancora quello del 28 febbraio 2019, a distanza di soli due giorni. A questo punto, gli operatori sono posti dinanzi a un bivio: attendere ancora in attesa che arrivi l’ufficialità del decreto di proroga, o provvedere subito agli adempimenti.

Rammentiamo in tal senso come ad annunciare il rinvio della scadenza dal 28 febbraio al 30 aprile 2019 sia stato il Sottosegretario al MEF Massimo Bitonci, al termine del tavolo tecnico che si è svolto lo scorso 13 febbraio con l’obiettivo di affrontare le criticità che derivano dall’accavallarsi delle scadenze fiscali del mese.

Dal 13 febbraio tuttavia non sono state realizzate le formalità che avrebbero permesso la pubblicazione del decreto di proroga in tempi meno urgenti e, dunque, almeno per il momento, le richieste di un decreto che rinviasse i termini fiscali del 28 febbraio 2019, giunte da diversi fronti in virtù del sovrapporsi di una lunga serie di adempimenti fiscali nella stessa giornata, e considerato anche l’aggravio di oneri determinato dall’avvento della fatturazione elettronica, non hanno trovato pieno accoglimento, almeno ufficiale.

Ricordiamo infatti come il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, in vigore dallo scorso 1° gennaio 2019, abbia monopolizzato le attività dei contribuenti e dei loro intermediari, rendendo così molto difficile cercare di rispettare gli adempimenti fiscali del periodo. Nonostante le rassicurazioni dell’Agenzia delle Entrate, che ha reso noto che il tasso di errori del Sistema di interscambio è molto basso, è evidente che l’introduzione della fatturazione elettronica abbia creato non pochi grattacapi.

Proprio in evidenza di questo sopra riassunto, in seguito alle richieste dei commercialisti, il governo si è dichiarato intenzionato a prorogare al 30 aprile 2019 alcuni adempimenti di fine febbraio come lo spesometro e l’esterometro. Viene invece ribadita la scadenza per l’invio delle Lipe del IV trimestre 2018, che rimane fissata sempre al 28 febbraio 2019.

Ancora in attesa del decreto di proroga

Insomma, mentre a parole il governo ha aperto alla possibilità di proroga, nei fatti mancherebbe ancora il passaggio più importante, ovvero la pubblicazione del decreto contenente tale disposizione di spostamento delle scadenze dello spesometro e dell’esterometro.

Tale ritardo nell’adozione del provvedimento formale è una delle ragioni per i quali due delle associazioni più rappresentative dei commercialisti, ANC e ADC, hanno avviato i primi passi per la procedura formale dello sciopero di categoria.

Ad ogni modo, a voler guardare con serenità a quanto avverrà nelle prossime ore, è ben possibile che le parole di Bitonci possano trovare piena conferma in un imminente decreto che possa far slittare dal 28 febbraio al 30 aprile 2019 la proroga. Dunque, nessuno sciopero e nessuna mobilitazione, con buona pace per le scadenze fiscali più imminenti. È lecito, in occasione di prossime similari decisioni, auspicare tuttavia dei tempi di azione meno… last minute!




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