Speciale: com’è dura fare gli artisti nel Paese dell’Arte

Fare gli artisti nel Paese dell’Arte. Beh, sappiatelo, non è impossibile, perchè niente o quasi lo è, ma è dura. L’Italia, è inutile dirlo, per quanto riguarda l’Arte, quella con la A maiuscola, non ha rivali al mondo. La sua storia è incredibilmente ridondante di pittori, scultori e scrittori di livello eccelso, apprezzati ed invidiati in ogni parte del globo. Si potrebbero citare dei nomi, ma la fama di cui godono alcuni artisti vissuti secoli fa è ancora oggi così smisurata da rendere superflua qualsiasi citazione In tempi più recenti e fatte le dovute differenze, Il Bel Paese ha sfornato anche fior di cantanti, divenuti star planetarie in pochissimo tempo e da decenni in cima alle classifiche di tutto il mondo. Quella degli italiani, si può dire con una certa cognizione di causa, è una vera e propria indole. Insomma, genio, indiscusso, ma anche molta sregolatezza. (leggi qui le due interviste, alla pittrice Alekas Ghirsen e al dj Cloned in Vatican).


Ed infatti, a fronte di quei pochi che fortunatamente emergono, rinnovando un buon nome dell’Italia non sempre agevole da mantenere tale, in un’ombra che certo non meritano lavorano con grande professionalità e altrettanto talento migliaia di “piccoli” artisti, giovani o meno poco importa. Sono loro a mantenere in vita uno splendente quanto nascosto mini-universo dal quale, una volta ogni tanto e per una combinazione di un gran numero di fattori, fa capolino il “grande” di turno. Noi di Bianco Lavoro Magazine abbiamo voluto intervistarne alcuni. Una pittrice e una cantante, giusto per cominciare, ma anche uno scrittore e un dj. Già, proprio un dj, perché anche lui ha a che fare con una delle espressioni artistiche per eccellenza, la musica. 

Nessuno di loro è noto al grande pubblico, né tantomeno gode di una qualche ricchezza. Tutti però hanno obiettivi apprezzabili e sono mossi dalle migliori intenzioni. Tutti ci mettono non solo le competenze maturate in anni di lavoro, ma anche la passione, il cuore quel qualcosa in più che distingue un artista da un pur grande professionista del lavoro creativo. Le loro storie sono costellate di soddisfazioni personali e professionali, ma anche di forti delusioni, crisi psicologiche e lavorative. Sono caduti e si sono rialzati, lottando perennemente contro e dentro un sistema, quello italiano, che pare fare ben poco per sostenere la loro irrinunciabile attività.

Le loro esperienze di vita vissuta, racchiuse in uno piccolo speciale intitolato proprio “Fare gli artisti nel Paese dell’Arte”,  risulteranno probabilmente molto utili a chi vuole provarci ma tentenna, non sapendo cosa lo aspetta. Come si inizia? Come avviene il salto dall’hobby al lavoro vero e proprio? Quali sono le maggiori difficoltà?  E quali le maggiori soddisfazioni? Come bisogna muoversi? Quanto bisogna studiare? Su cosa, in definitiva, bisogna puntare per avere una chance?  Lo abbiamo chiesto a chi ci è già passato, o chi ancora ci sta passando. A chi, solo con le proprie forze e senza alcun tipo di aggancio, quotidianamente fa di tutto per ritagliarsi uno  spazio, piccolo o grande che sia, nel panorama artistico del Paese dell’Arte per eccellenza.




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