Spazio alle donne che lavorano: intervista esclusiva alla Presidente dell’EWMD Reggio Emilia

Summer camp Modena Ragazze digitaliL’European Women’s Management Development International Network (EWMD) è una realtà internazionale che si dedica fondamentalmente all’empowerment femminile, con focus sulle numerose opportunità (non ancora sfruttate in modo adeguato) che l’Information Technology può offrire e offre alle donne. Alcune rappresentanti dell’EWMD sono recentemente intervenute a Ricomincio da me, presentando l’interessante progetto “Ragazze Digitali“. Per saperne di più abbiamo intervistato la Presidente di Delegazione della sezione di Reggio Emilia, Nadia Caraffi, che ringraziamo per la disponibilità.


Dottoressa Caraffi, EWMD è un progetto cominciato nel 1984, la vostra sede è stata fondata lo scorso anno: il progetto si espande. Quali servizi offrite? A quali esigenze odierne vi prefiggete di rispondere?

Lavoriamo per offrire a socie e amiche workshop formativi su temi individuati dal gruppo a inizio anno con professionisti qualificati (spesso socie che si mettono a disposizione), offriamo attività di incontro e case history su imprese al femminile significative del nostro territorio, cerchiamo di fare rete con altre associazioni supportando le iniziative coerenti con la nostra politica di sostegno alla posizione sociale e all’accrescimento professionale delle donne. Come esempio posso citare il corso di formazione propedeutico all’ingresso nei CDA delle donne, promosso dalla legge 120-2012, dell’associazione degli Ordini Professionali di Reggio a cui abbiamo dato risalto mediante i nostri canali.

Si parla di un problema di competenze guarda caso proprio quando le donne si affacciano alla stanza dei bottoni ma noi non ci siamo sottratte all’argomento. Anziché creare iniziative ad hoc, però, abbiamo appoggiato questa promossa dalla dottoressa Maria Paglia, nostra amica del resto; è un ulteriore modo per sfatare il mito che le donne non sappiano collaborare. Ci sono attualmente una trentina di donne che si stanno formando per poter entrare con competenza e cognizione di causa in un CDA, dieci di queste sono socie EWMD; non mi pare usuale nel panorama italiano.

Vi è poi un altro tema sul quale lavoriamo alacremente ed è il digital divide in ottica femminile e particolarmente per donne già professionalizzate e spesso titolari di microimprese; formazione, mentoring e supporto amicale sono le tre direttrici sulle quali ci muoviamo riscuotendo interesse e successo di adesioni.

Dal punto di vista pratico, chi voglia far parte del progetto o usufruire dei servizi, cosa deve fare? Ci sono dei costi da prevedere?

L’associazione si autofinanzia e pur restando molto “leggera” senza costi fissi di sede o altro prevede una tessera annuale di 150 euro, buona parte dei quali destinati al board internazionale con i quali si finanzia il materiale pubblicitario ma soprattutto i progetti più meritevoli di attenzione. La nostra delegazione riceverà appunto un finanziamento quest’anno per “Ragazze Digitali”. L’iscrizione si effettua su richiesta formalizzata e accompagnata dal curriculum; deve poi essere vagliata e confermata dal Direttivo di delegazione.

Quali progetti ed eventi avete in programma? 

Accennavo appunto a Ragazze Digitali che è l’impresa che ci impegna da un anno a questa parte e che sta molto a cuore a tutte noi più grandicelle e ormai con una professione: sponsorizzare presso le ragazze di 17-18 anni i corsi universitari di informatica dove attualmente la quota di iscrizioni femminili è drammaticamente ferma al 10%. Sono le professioni sicure e remunerative del futuro non possono restarne fuori. Lavoriamo in strettissima collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Informatica di Modena e a giugno inizia il primo Summer Camp dedicato alle ragazze; unica esperienza in Italia.

Il Summer Camp è gratuito e le ragazze saranno seguite da tutor interni che, con linguaggio e modalità adeguate, cercheranno di suscitare curiosità e di mostrare il lato creativo, divertente e utile delle applicazioni digitali, per trasformare ognuna di loro da “utente passiva” a “utente digitale attiva”, insomma una vera “ragazza digitale”!

 

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