Somministrazione lavoro: il nuovo tempo indeterminato successivamente al rinnovo del Ccnl

Dopo il rinnovo del Ccnl (contratto collettivo nazionale del lavoro), i contratti a tempo indeterminato in somministrazione assumono maggiore tutela e rilevanza, grazie anche a incentivi che spingono le Agenzie del Lavoro verso l'indeterminato.

Il contratto di somministrazione diventa il nuovo lavoro a tempo indeterminato, dopo l’approvazione di rinnovo del Ccnl (contratto collettivo nazionale del lavoro), che fornisce nuove tutele ed incentivi per l’indeterminato in somministrazione. Vediamo di cosa si tratta e le novità a riguardo.


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Che cos’è il contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione (ex lavoro interinale) è un contratto di lavoro in cui i soggetti coinvolti sono tre:

  • le agenzie per il lavoro, che hanno il compito di somministrare il lavoro;
  • il datore di lavoro che si rivolge alle agenzie per il reclutamento del personale;
  • il lavoratore.

Sono state introdotte novità per quel che riguarda la somministrazione di lavoro a tempo indeterminato. Le novità riguardano ad esempio, l’abolizione delle causali, la relativa estensione dei campi in cui è possibile applicare questa tipologia di contratto. Inoltre, è stato fissato il limite del 20% sui contratti di somministrazione redatti da un azienda rispetto ai dipendenti assunti a tempo indeterminato.

Questo significa, che oggi, con queste novità, il contratto di somministrazione può essere applicato a qualunque realtà lavorativa ed esteso a tutti i lavoratori. Bisogna solo rispettare il limite del 20% tra i lavoratori a tempo indeterminato impiegati in azienda ed i lavoratori inquadrati come staff leasing. Abolito l’obbligo di riportare le causale. I contratti di somministrazione possono essere sia di tipo indeterminato che determinato. Il pagamento dello stipendio ed il versamento di contributi, sono a carico dell’agenzia, la quale riceverà il rimborso dalle aziende.

Ipotesi di rinnovo del Ccnl nel settore della somministrazione, accolta dai lavoratori

I lavoratori hanno accolto la proposta di rinnovare il Ccnl (contratto collettivo nazionale per il lavoro) nel settore della somministrazione. Felsa-Cisl, Nidil-Cgil ed Uiltemp lo scorso 20 febbraio hanno ultimato il percorso per la convalidazione delle ipotesi di rinnovo Ccnl che sono state sottoscritte io 21 dicembre 2018 con Assolavoro ed Assosomm. A seguito di assemblee ed incontri nei luoghi di lavoro, condotte dai sindacati, i 10 mila lavoratori in somministrazione, hanno espresso il loro consenso all’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro. Un consenso pari al 98%. Si tratta di lavoratori, che sono finalmente in grado di partecipare alla rete di rappresentanza tra i lavoratori in somministrazione, aderendo ai sindacati, nominando e poi eleggendo i propri rappresentanti sul lavoro e soprattutto votando il loro Ccnl, che ha apportato più tutele ed incentivi per i contratti a tempo indeterminato in somministrazione.

Creazione di politiche a sostegno degli occupati in somministrazione che perdono il lavoro

Una delle questioni riguarda il tema delle causali che ogni contratto di somministrazione superiore ai 12 mesi doveva apportare (prima delle novità introdotte). Si è assistito ad un relativo incremento dei turnover, ossia, i contratti che sono stati attivati precedentemente, in prossimità della scadenza temporale dei 12 mesi, o non sono stati più rinnovati o sono stati sostituiti da altri lavoratori. In questo modo molti lavoratori sono stati sostituiti da altri.

Ad essere colpiti sono state le figure più deboli del mercato del lavoro, cioè i lavoratori con competenze deboli e facilmente sostituibili a bassi costi. In difesa di queste categorie “deboli”, le parti sociali in causa si sono mosse con contrattazioni varie, con lo scopo di non lasciare da soli i soggetti che hanno perso il lavoro, ma di creare politiche a sostegno di questi soggetti, capaci di guidarli e sostenerli in un reinserimento lavorativo. Il primo strumento messo in gioco con il rinnovo del Ccnl nel settore è quello della riqualificazione professionale.

In pratica, chi ha lavorato con un’Agenzia per il lavoro per almeno 110 giorni, nel momento in cui perde il lavoro, ha diritto ad un indennità di 1.000 euro (aggiunte alla Naspi), ed ha anche diritto all’opportunità di attivare una politica attiva presso un’Agenzia del lavoro a sua scelta. Dunque l’ex occupato in somministrazione che perde il lavoro, non è lasciato da solo, ma assistito dalle stesse Agenzie per il lavoro, che lo sostengono ed aiutano nel proprio processo di riqualificazione professionale e reinserimento nel mondo del lavoro. In questo modo, si incentivano anche i contratti a tempo indeterminato.

La valorizzazione del tempo indeterminato in somministrazione

Altra misura molto importante, per quanto riguarda il Ccnl è quella relativa alla valorizzazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato in somministrazione. Si punta all’assunzione in maniera stabile del lavoratore, da parte dell’Agenzia del lavoro. Nel nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro nel settore, ci si è mossi per valorizzare il contratto a tempo indeterminato in somministrazione, con vari meccanismi di incentivi. Un esempio è la ricollocazione del lavoratore presso un’altra azienda, nel caso in cui finisca il suo rapporto di lavoro con l’impresa primaria sia interrotto. Altro esempio è la relativa valorizzazione dei rapporti di lavoro a lungo periodo.

Dunque, dopo il rinnovo del Ccnl, l’assunzione a tempo indeterminato con le Agenzie per il lavoro, diventa rilevante ed acquista la dovuta dignità come vero ed effettivo contratto a tempo indeterminato, non più visto come il rimpiazzo del vero indeterminato effettuato direttamente dalle aziende. Maggiori tutele per i lavoratori e più responsabilità alle Agenzie per il lavoro, che hanno il compito di offrire opportunità di lavoro ed opportunità di ricollocazione nel mondo del lavoro. Con il rinnovo del Ccnl si prevede un aumento dei contratti di lavoro a tempo indeterminato in somministrazione (già aumentati nel corso dell’ultimo trimestre del 2018).




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