Sommelier: un mestiere che valorizza il patrimonio culturale italiano

vinotappoLa cultura del vino fa parte del patrimonio culturale del nostro paese. L’Italia produce alcuni tra i migliori vini del mondo. In questo senso la figura del sommelier si rivela importante . Tra i più giovani spesso manca una informazione corretta e responsabile in materia.


Conoscere i vini è un’arte e a volte può diventare un lavoro vero e proprio , soprattutto se consideriamo i recenti risultati in cui l’Italia sorpassa la Francia e diventa il primo produttore di vino al mondo.

Nel 2010 l’Italia ha prodotto 49,6 milioni di ettolitri di vino, a fronte dei 46,2 milioni di ettolitri dei francesi che hanno subito un calo dell’1%.

La buona notizia è accompagnata da un’altra: continua anche nei primi mesi 2011, il trend positivo per l’export del vino “made in Italy”, con un incremento del 15% sul 2010. Si tratta del risultato della crescita record, +31%, verso gli Stati Uniti che diventano per valore il primo mercato di sbocco.

In questo contesto la figura del sommelier diventa importante per la valorizzazione del patrimonio enogastronomico e culturale del nostro Paese .

Chi è il sommelier?

E’ un professionista che attraverso la degustazione un processo che analizza il colore, il profumo e il gusto fornisce suggerimenti sulle caratteristiche dei vini e su i possibili abbinamenti ai cibi.

Un buon sommelier può svolgere la la propria professione in diversi modi:

– lavorando in alberghi, ristoranti e vinerie,

– come libero professionista fornendo consulenza ai ristoranti sulle forniture da acquistare ;

– collaborando ad eventi importanti, come feste e cerimonie di ogni tipo;

– insegnando nei corsi per sommelier presso le scuole alberghiere.

In determinati periodi dell’anno, in coincidenza con promozioni di prodotti o per offrire informazioni sui vini, può lavorare all’interno di supermercati e aziende vitivinicole.

Come si diventa sommelier?

Per diventare sommelier è necessario fare uno specifico percorso seguendo dei corsi che si dividono in tre livelli per poi arrivare all’esame finale e conseguire il diploma di tastevin d’argento (non professionisti) o tastevin d’oro (professionisti).

Il primo livello fornisce una serie di nozioni generali di tutti i temi legati al vino, si parla di viticoltura ed enologia, delle tecniche di degustazione, di legislazione, di abbinamenti non solo per i vini ma anche per birre e acque minerali.

Il secondo livello è più specializzato, si affrontano le particolarità di ogni diversa regione italiana, con riferimenti alla produzione vitivinivola dell’Unione europea e dei paesi del resto del mondo.

Il terzo livello insegna gli abbinamenti cibo/vino e termina con un esame molto severo per chi vuole conseguire un diploma professionale, meno severo per chi vuole conseguire un diploma non professionale.

Chiunque può tentare di intraprendere questa o carriera, anche si ha maggiore facilità di affermarsi se si esce dalla scuola alberghiera. Per fare strada in questo settore è necessario avere una certa dose di passione unita ad una certa competenza. Non è da tutti riuscire a trasformare questa attitudine in un lavoro a tempo pieno. Sono in molti a mantenere un lavoro tempo pieno, a cui affiancare il mestiere di sommelier.

Il turismo enogastronomico, in grande rilancio nel nostro Paese, può rappresentare un’opportunità di lavoro interessante per chi intende intraprendere questo percorso professionale.

Per informazioni su corsi e prospettive di lavoro ci si può collegare al sito: www.sommelier.it

Consigliamo inoltre di sfogliare tutte le offerte di lavoro per sommelier

Foto: Carlos Porto / FreeDigitalPhotos.net



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