Sognare ad occhi aperti? Può essere sintomo di grande intelligenza

Chi si distrae facilmente non è necessariamente svogliato o superficiale. Secondo uno studio americano, chi tende ad inseguire pensieri in libertà può, anzi, fare la fortuna della sua azienda

Avete presente quegli studenti distratti, che gli insegnanti “pizzicano” mentre pensano a tutt’altro fuorché alla lezione in corso? Bene, non andrebbero ripresi con eccessiva severità né canzonati dai compagni perché, a conti fatti, potrebbero essere più intelligenti e creativi di loro. A documentarlo è un recente studio condotto da un pool di ricercatori del Georgia Institute of Technology, in collaborazione con l’Università del New Mexico, che ha sostanzialmente tentato di dare dignità all’attitudine (molto diffusa) di sognare ad occhi aperti. Vagare con la mente non è necessariamente una cosa negativa, hanno spiegato i ricercatori. Anzi: può essere sintomo di un’intelligenza e di una creatività superiori alla media. Vediamo perché.


Chi sogna ad occhi aperti ha una marcia in più: lo studio

A chi non è mai capitato di inseguire pensieri in libertà per un lasso di tempo più o meno prolungato. Vagare con la mente non è certo un peccato capitale, ma se la cosa accade con una certa frequenza può causare problemi a scuola, al lavoro o nei rapporti sociali. Avere a che fare con persone che appaiono perennemente svagate e distratte, che sembrano perse nel loro mondo e faticano ad accorgersi di ciò che accade intorno a loro può indisporre i meno pazienti. Ma non bisogna essere tranchant perché, secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista americana Neuropsychology, chi sogna ad occhi aperti potrebbe avere una marcia in più.

I ricercatori del Georgia Institute of Thecnology e quelli dell’Università del New Mexico hanno chiesto ad un gruppo di 100 volontari di concentrarsi su un punto fisso per 5 minuti e, con l’ausilio di un macchinario a risonanza magnetica, hanno registrato la loro attività cerebrale a riposo. Hanno poi incrociato i risultati ottenuti con quelli rilevati nei lassi di tempo in cui i soggetti monitorati facevano associazioni mentali articolate e complesse e, in ultima battuta, hanno chiesto agli stessi volontari di rispondere a dei questionari tesi a misurare il loro livello di intelligenza e di creatività.

I risultati della ricerca

Cosa ne è venuto fuori? Che le persone più propense a sognare ad occhi aperti sono quelle più intelligenti e creative e quelle che vantano le menti più efficienti. Detta tecnicamente: questi soggetti presentano una densità di connessioni neurologiche associate al pensiero più sviluppata rispetto agli altri. E dunque, a conti fatti, possono essere considerati più brillanti e potenzialmente produttivi dei loro compagni di scuola o colleghi. Lo studio ha sostanzialmente documentato che esiste una correlazione tra la tendenza a viaggiare con la mente e l’efficienza della stessa e che, dunque, coloro che appaiono distratti o assenti non meritano di essere (sempre) bollati come studenti o lavoratori superficiali e svogliati. Anzi.

Le persone che hanno l’abitudine di sognare ad occhi aperti tendono a distrarsi durante le attività routinarie semplici, che riescono a svolgere senza fare errori. E tornano poi a concentrarsi, quando devono cimentarsi in qualcosa di nuovo. Per rendere tutto più semplice e tangibile, Eric Schumacher, professore associato di Psicologia al George Insititute of Technology e co-autore dello studio, ha fatto l’esempio di quegli studenti che apprendono più velocemente dei loro compagni. Supponiamo che la media della classe impieghi 5 minuti a fare propria una nozione trasmessa dall’insegnante e che questi soggetti ne impieghino, invece, soltanto uno. Nel lasso di tempo che intercorre tra il loro apprendimento e quello dei vicini di banco, tenderanno a distrarsi. E non perché sono meno capaci o più svogliati, ma perché hanno un’efficienza cerebrale più sviluppata.

“La gente tende a pensare che il vagare con la mente sia qualcosa di negativo – ha spiegato Schumacher – ma i nostri dati dimostrano che ciò non è sempre vero”. E c’è di più: a far salire le “quotazioni” dei sognatori ad occhi aperti sono stati anche altri studi che hanno dimostrato come questi soggetti tendano ad avere una memoria di ferro e siano portati a trovare soluzioni creative ai problemi. Perché succede? Perché le loro menti sono abituate a viaggiare senza censure, limiti o restrizioni e, durante questi “voli pindarici”, riescono a partorire idee ed intuizioni brillanti.

Lo tengano a mente tutti quei dirigenti che si ostinano a pensare male dei loro dipendenti sbadati: durante i loro apparenti momenti di “black out”, potrebbero elaborare la soluzione destinata a fargli fare affari d’oro.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS